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Zest: sarà un 2020 all’insegna dell’azionario americano

Zest: sarà un 2020 all’insegna dell’azionario americano. Le elevate valutazioni potranno rendere quello in corso un anno volatile……

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A cura di Alberto Conca, responsabile degli investimenti di Zest Asset Management


– La questione della Brexit non avrà più impatti sui mercati, a meno di clamorose rotture dell’ultimo momento

“Nel 2020, i mercati azionari rimangono ancora l’asset class che preferiamo, grazie alle valutazioni relative più interessanti rispetto al mercato obbligazionario e alla capacità di generare cassa da parte delle aziende, in particolare durante una fase di accelerazione del ciclo globale.

Le elevate valutazioni potranno però rendere quello in corso un anno volatile, in cui sarà richiesta pazienza e nervi saldi”.

Zest – Nel 2020 ci saranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. L’obiettivo del presidente Trump è quello di essere rieletto e, secondo l’opinione dei mercati finanziari, il raggiungimento di un accordo con la Cina, anche se imperfetto, ha sempre avuto come unico scopo quello di dimostrare che il suo atteggiamento aggressivo avrebbe dato i frutti sperati.

Un ulteriore ausilio ai mercati è da individuare nel generale miglioramento dell’economia globale che, dopo il rallentamento degli ultimi 18 mesi, dovrebbe mostrare i primi segnali di una risalita già a partire dal primo trimestre di quest’anno.

Gli indicatori che fanno pensare a un tale scenario sono da riscontrare nella ripresa dell’espansione dei bilanci della Bce e della Fed e nel fatto che un numero sempre maggiore di banche centrali nel mondo sia passata da una fase restrittiva a una fase espansiva della politica monetaria.

Questo secondo approccio avrà un sicuro impatto positivo sulla crescita, anche se con un certo ritardo temporale.

 “A contrastare gli effetti positivi delle elezioni e delle manovre di politica monetaria intervengono le valutazioni dei mercati azionari”, continua Conca.

“La ripresa economica porterà a revisioni positive per la crescita degli utili aziendali, mitigando l’effetto multiplo di mercato, ma la crescita dei corsi azionari verrà limitata dalle valutazioni.

La media degli analisti si aspetta una performance modesta per il 2020, come successo nel 2018 quando la guerra commerciale Usa-Cina ha raggiunto il suo apice.

I presupposti attuali sono però diversi, grazie alla ripresa economica e al supporto delle banche centrali.

Zest – Il fattore d’incertezza in queste settimane è da trovarsi nelle tensioni tra Usa e Iran che potrebbe aprire scenari ancora più incerti”.

In questa situazione, quello americano rimane comunque il mercato per eccellenza. Naturalmente non è più a “buon mercato” come negli anni passati, ed è chiaro che i mercati azionari sono molto più interessanti di quelli obbligazionari, ma in linea generale quella statunitense rimane la piazza di riferimento.

Zest – Anche a livello di società infatti, se si confrontano i dati con quelle di altri paesi altrettanto competitivi, quelle americane restano sempre le migliori, di conseguenza le aspettative per il 2020 rispetto all’economia e alle possibilità di investimento di questa ‘fetta’ di mondo rimangono certamente positive.

Ci vorrà probabilmente un po’ di pazienza in più rispetto al 2019, perché il 2020 avrà una volatilità maggiore, ma nel momento in cui si verificheranno queste condizioni ci saranno importanti opportunità di investimento anche nel corso di quest’anno nel nord America.

 “Guardando all’Europa, infine, quello della Brexit appare per certi versi un tema già “vecchio”, perché si tratterà solamente di trovare l’accordo finale dopo gli sviluppi che ci sono stati nel Regno Unito anche a livello politico.

Questa tanto discussa uscita dall’Europa non avrà più impatti sui mercati, a meno di clamorose rotture dell’ultimo momento che però non sembrano prefigurarsi”, conclude Conca.

“Di certo, Londra diventerà una delle piazze off-shore più importanti del mondo, soprattutto perché con questo suo nuovo status riuscirà ad attrarre partner importanti da varie parti del pianeta, cosa che invece non potrà fare l’Europa che con la sua burocrazia più articolata e i suoi costi molto più elevati risulterà evidentemente molto meno appetibile”.

Fonte: AdvisorWorld

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