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UBS : Decisioni di portafoglio nel coronavirus

UBS In Europa, i governi di Germania, Italia, Svizzera e altri Paesi stanno cominciando a riaprire gradualmente l’attività economica e anche alcuni stati americani, compresa la California, hanno dato inizio a questo processo …

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di Mark Haefele, Chief Investment Officer Global Wealth Management, UBS AG


La ripartenza delle economie potrebbe aprire la strada al nostro  scenario positivo.

La ripartenza delle economie, nonché gli sviluppi positivi sul fronte delle terapie farmacologiche (come l’approvazione del remdesivir da parte della Food and Drug Administration statunitense, FDA, e dell’autorità giapponese) e le buone notizie su un potenziale vaccino (come l’autorizzazione della FDA all’avvio degli studi di fase due da parte dell’azienda biotech statunitense Moderna), potrebbero aprire la strada al nostro scenario positivo.

Agli investitori che dispongono di liquidità da impiegare o che desiderano rafforzare l’esposizione azionaria consigliamo di operare con selettività. Raccomandiamo alcune azioni cicliche che mostrano ancora un certo potenziale di rialzo, come le imprese europee esposte ai mercati emergenti, le aziende giapponesi di automazione e macchinari, e alcuni produttori statunitensi di beni di consumo discrezionali, nonché le società che risultano favorite a più lungo termine poiché la pandemia di coronavirus ha impresso un’accelerazionealla domanda dei loro prodotti.

Al momento, tuttavia, le strategie basate sul credito ci sembrano offrire il miglior rapporto rischio-rendimento, poiché scontano scenari meno ottimistici e potrebbero quindi presentare un maggiore potenziale di rialzo. Le decisioni delle imprese sono diventate più favorevoli agli obbligazionisti, mentre la politica monetaria continua a sostenere il reddito fisso.

Tra le opportunità più convincenti annoveriamo le obbligazioni investment grade e high yield statunitensi, i titoli di Stato dei mercati emergenti in USD e i green bond. Conclusione: gli investitori possono prepararsi a un rialzo puntando su alcune azioni cicliche selezionate, se desiderano rafforzare l’esposizione azionaria, ma anche sfruttando opportunità nel credito a prezzi più convenienti.

Protezione contro le battute d’arresto.

Malgrado le buone notizie, gli investitori non devono abbassare la guardia nei confronti dei fattori di rischio. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si stanno nuovamente intensificando. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che «entro un paio di settimane dovrebbe confermare» se gli acquisti cinesi abbiano rispettato gli impegni dell’accordo commerciale di fase 1, anche se i due Paesi hanno abbassato i toni in chiusura di settimana.

In Germania i nuovi casi giornalieri di coronavirus sono saliti sopra 1000 per la prima volta da una settimana, mentre la capitale coreana Seul ha disposto la chiusura dei bar e delle discoteche dopo un nuovo aumento dei contagi. Ciò nonostante, agli investitori avversi al rischio raccomandiamo di non uscire dal mercato e invece prendere misure per proteggere i portafogli qualora i mercati vadano incontro al nostro scenario di riferimento o a quello negativo.

Consigliamo di prendere in considerazione quattro strategie di diversificazione principali: un’asset allocation dinamica, che permette di partecipare ai rialzi dei mercati azionari e limitare l’esposizione nelle fasi di ribasso; l’oro e i TIPS, che possono fornire anche una certa protezione contro l’inflazione; gli hedge fund; e le soluzioni strutturate con un certo grado di protezione del capitale. Consigliamo infine di diversificare i portafogli su scala globale senza trascurare un’esposizione alla Cina, che si trova in una fase più avanzata di riapertura dell’economia e dovrebbe quindi trainare la ripresa.

Conclusione: gli investitori avversi al rischio dovrebbero prendere misure per proteggere i portafogli nei confronti del nostro scenario negativo.

Il punto della situazione sulle società favorite dalla pandemia a più lungo termine.

Nella nostra pubblicazione Dopo il coronavirus avevamo indicato i settori che potrebbero risultare più favoriti o più penalizzati dalla pandemia. In linea con la nostra attesa che l’economia della condivisione possa trovarsi in difficoltà, la scorsa settimana è giunta la notizia che i principali operatori di questo segmento stanno operando tagli dei costi. L’app di ride-sharing Uber e la piattaforma di alloggi Airbnb hanno annunciato una serie di esuberi che coinvolgono rispettivamente il 14% e il 25% del personale.

Ma la crisi sanitaria ha anche rafforzato il potenziale di crescita di alcune imprese. Molte città hanno consentito ai ristoranti di lavorare solo in regime di consegna a domicilio, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale, e a nostro avviso questa tendenza proseguirà anche dopo l’emergenza. Ci aspettiamo che il segmento delle consegne di pasti e generi alimentari registri una crescita di circa il 16% l’anno, toccando quota 365 miliardi di dollari nel 2030.

Durante la crisi la telemedicina ha permesso di accedere all’assistenza medica di routine senza rischiare di esporsi al virus o di mettere sotto ulteriore pressione il sistema sanitario. Dallo scoppio dell’epidemia, gli utenti attivi di una delle principali piattaforme di consulenza medica sono aumentati del 1000% su base mensile.Inoltre, la pandemia di COVID-19 ha dimostrato chiaramente la vulnerabilità delle filiere di produzione globali.

A seguito della crisi, le aziende e i governi cercheranno probabilmente di diversificare le catene logistiche, avvicinandole al territorio nazionale. Questa tendenza dovrebbe favorire le società del settore automazione e robotica, e in particolare quelle di automazione del magazzino, che secondo le nostre stime vanno incontro a una crescita strutturale di pari passo con l’aumento degli acquisti online.

Conclusione: raccomandiamo di preparare i portafogli al dopo coronavirus, nella consapevolezza che questo cambiamento strutturale creerà vincitori e perdenti.

Fonte: AdvisorWorld.it

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