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UBP annuncia la crescita del patrimonio in gestione

UBP Union Bancaire Privée annuncia una raccolta netta di quasi 9 miliardi di franchi e la crescita del patrimonio in gestione a 147,4 miliardi di franchi (+5,1%).


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Guy de Picciotto, CEO di UBP


–  Il patrimonio in gestione ha raggiunto i 147,4 miliardi di franchi a fine 2020, in rialzo di 7,1 miliardi (+5,1%) rispetto allo scorso anno.

–  La raccolta netta è raddoppiata rispetto a fine 2019, per collocarsi a 8,97 miliardi di franchi, pari al 6,4% del patrimonio in gestione.

–  I ricavi sono rimasti stabili a 1,071 miliardi di franchi, nonostante il forte impatto del calo del margine d’interessi.

–  Il risultato operativo ha segnato un progresso dell’8,7% e l’utile netto si è attestato a 181,4 milioni di franchi in confronto ai 187,8 milioni dell’esercizio precedente che comprendevano una plusvalenza straordinaria da cessione di immobili.

Crescita del patrimonio in gestione sostenuta da afflussi elevati su tutti i mercati

Il patrimonio gestito da UBP è cresciuto del 5,1% a 147,4 miliardi di franchi. Gli afflussi netti di capitali (+8,97 miliardi di franchi) provengono essenzialmente dalla clientela privata sui mercati principali per la Banca (Svizzera, Regno Unito, Medio Oriente, Europa, Asia), oltre che dalle solide performance dei fondi e dei mandati. Questi importanti afflussi hanno consentito di controbilanciare gli effetti negativi dei cambi nel corso dell’anno (-7,3 miliardi di franchi).

I ricavi sono rimasti stabili (+0,4%) a 1,071 miliardi di franchi in un contesto contrassegnato dal forte deterioramento del margine d’interessi indotto dal calo dei tassi negli USA. Questa contrazione del margine d’interessi (-74,6 milioni di franchi) ha potuto essere interamente compensata dalla crescita delle commissioni (+58,8 milioni di franchi, +8,7%), legata all’aumento del patrimonio in gestione, all’elevato volume di operazioni da parte dei clienti, nonché ai buoni risultati conseguiti nelle operazioni sui cambi e di trading (+22,9 milioni di franchi, +27,3%).

I costi d’esercizio hanno registrato una leggera flessione (-0,9%) attestandosi a 718,4 milioni di franchi nonostante gli ingenti investimenti effettuati nel digitale, in particolare in strumenti di gestione e di comunicazione a distanza che hanno consentito di assicurare la continuità operativa durante la crisi sanitaria, e nel reclutamento di nuovi membri per team attivi sui principali mercati di crescita.

Il risultato operativo è dunque cresciuto dell’8,7% nonostante il contesto difficile e incerto, mentre l’utile netto ha archiviato una flessione del 3,4% (+1,9% al netto dell’utile straordinario dell’anno precedente). Si è dunque attestato a 181,4 milioni di franchi rispetto ai 187,8 milioni dell’esercizio precedente che comprendevano una plusvalenza straordinaria legata alla vendita di un immobile a Londra. Infine, il cost/income ratio è rimasto stabile sul 67,1% (67,9% a fine 2019).

«Questi risultati rispecchiano la fiducia dei clienti sia nei confronti della nostra Banca, sia verso la piazza finanziaria svizzera. Grazie alla capacità di reazione e alla proattività dei nostri team siamo riusciti a proporre soluzioni d’investimento commisurate a una realtà inedita, pur garantendo la continuità e la qualità del servizio a tutti i clienti a livello mondiale. Siamo tuttora convinti di voler continuare a investire e a rafforzare la nostra presenza sui principali mercati in cui operiamo», ha dichiarato Guy de Picciotto, CEO di UBP.

Fondamentali solidi

UBP dispone della base finanziaria necessaria alla sua crescita sia in Svizzera sia a livello internazionale, potendo contare su un totale di bilancio pari a 37,8 miliardi di franchi al 31 dicembre 2020 (contro i 32,8 miliardi di fine 2019) e su un’indice Tier 1, che si è attestato al 27,7%, ampiamente al di sopra del minimo stabilito da Basilea III e dalla FINMA. L’indice di copertura delle liquidità a breve termine (LCR) ha raggiunto il 307,5%.

Questi indicatori riflettono la solidità di UBP e la qualità del suo bilancio, come conferma il «long-term Aa2 deposit rating» attribuitole dall’agenzia Moody’s.

Fonte: AdvisorWorld.it

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