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Tamaddon Taymour T. Rowe Price

T. Rowe Price: Picco di inflazione a breve termine? I titoli growth non dovrebbero risentirne

T. Rowe Price: L’ottimismo sulla ripresa economica USA è stato attenuato negli ultimi mesi da un forte aumento dell’inflazione, che ha portato volatilità sui mercati azionari, con i titoli growth-oriented particolarmente sotto pressione.


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A cura di Taymour Tammadon, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – US Large Cap Growth, T. Rowe Price


Con la cosiddetta “grande rotazione” verso i titoli value-oriented, la pressione inflazionistica si somma a un contesto a breve termine non facile per le aziende growth. In futuro i dati sull’inflazione saranno probabilmente più irregolari e si muoveranno in un range più ampio rispetto agli ultimi anni, ma non prevediamo che l’inflazione si attesti costantemente su livelli più alti nel lungo periodo. Di conseguenza, manteniamo una view positiva a lungo termine per le società growth. L’impennata dell’inflazione USA è fonte di incertezza per investitori abituati al panorama di bassa inflazione e bassi tassi d’interesse. Per le aziende growth, la possibilità di un aumento dei tassi è preoccupante poiché i flussi di cassa futuri saranno scontati a un tasso più alto, con un impatto già oggi sulle valutazioni aziendali.

Ciò detto, un’accelerazione dell’inflazione non era del tutto inattesa. I tassi di risparmio sono aumentati, sempre più popolazione si vaccina, la domanda repressa si libera. La tendenza di aumento dell’inflazione dovrebbe continuare nei prossimi 12-18 mesi, prima di stabilizzarsi di nuovo intorno al livello target della Fed del 2% più a lungo termine. Questo è in linea con ciò che i mercati stanno indicando, con le aspettative di un’inflazione intorno al 2% prezzate in modo simile nel lungo termine.

Aspettative per l’inflazione a lungo termine

I dati sulle aspettative di inflazione sembrano sostenere la nostra idea di un picco temporaneo. Non sembra che i mercati stiano anticipando un livello sostenuto di aumento dell’inflazione. Il tasso d’inflazione breakeven a 10 anni è un’indicazione diretta delle aspettative d’inflazione degli USA nei prossimi 10 anni. Dai minimi di inizio 2020, il tasso di breakeven è aumentato e a prima vista sembra un cambiamento significativo. Tuttavia, il tasso di breakeven è solo risalito a circa il 2% di inflazione attesa, molto sotto del livello odierno del 5,4%.

Dal mercato azionario si può dedurre un messaggio simile. Data la gravità del sell-off di mercato del primo trimestre 2020, la ripresa dell’equity statunitense è stata spettacolare. Anche se la volatilità è aumentata negli ultimi mesi, l’indice S&P 500 è salito del 14,4% da inizio anno.

Profitti aziendali in forte ripresa

I profitti corporate si sono ripresi fortemente dopo la brusca discesa del primo trimestre 2020.  Nel breve termine, prevediamo un forte recupero ciclico negli USA, con una crescita del Pil del 6% all’anno circa quando la ripresa sarà piena.

Un tasso di espansione così rapido non è sostenibile, ma per i prossimi 12-18 mesi almeno questa crescita dovrebbe aiutare a sostenere la ripresa degli utili aziendali.

I business model continueranno probabilmente a prosperare

La rotazione dal growth al value è ora significativa, ma a un certo punto l’attuale fase di reflazione  si esaurirà e le valutazioni torneranno sulle medie di lungo termine. In mancanza di rendimenti facili, c’è la possibilità che ritorni il fascino del growth.

Nonostante la sovraperformance relativa dei titoli value nel 2021, l’outlook per le società growth-oriented non è cambiato sensibilmente. I business model delle aziende statunitensi a grande capitalizzazione non sono diventati improvvisamente difettosi. Le caratteristiche che cerchiamo nelle aziende growth – vantaggio competitivo, potere di prezzo, margini elevati e posizioni dominanti in mercati grandi e durevoli – sono ancora presenti.

Alphabet e Facebook sono due delle aziende di maggior successo dell’ultimo decennio soprattutto perché dominano nella pubblicità digitale, cresciuta rapidamente e destinata ad aumentare. Amazon ha dimostrato capacità di reinventarsi e di mettere a punto nuove aree di crescita e di slancio.  Le sue capacità logistiche potrebbero essere un motore di crescita a lungo termine e l’attività di pubblicità digitale, seppur piccola rispetto ad Alphabet e Facebook, offre buone opportunità di crescita.

L’inizio della pandemia ha costretto molte aziende growth ad adattare il business, migliorare l’operatività e migliorare il servizio clienti. Il 2020 ha segnato la diffusa adozione dell’e-commerce, con le persone costrette a comprare online. Ci aspettiamo sempre maggiori riallocazioni di investimenti verso l’e-commerce, così come verso la pubblicità digitale.

L’attrattiva delle aziende statunitensi growth resta invariata dal punto di vista dei fondamentali

L’attrattiva principale delle società growth è la loro capacità di far crescere i flussi di cassa nel tempo: una caratteristica essenziale in quanto rappresenta il surplus o il contante discrezionale che una società genera. La domanda chiave ora è: questa capacità è stata materialmente impattata o diminuita negli ultimi 12 mesi? Noi crediamo fermamente che non lo sia stata. Crediamo che la capacità intrinseca e fondamentale dei titoli growth di far crescere il free cash flow nel tempo rimanga intatta.

Fonte: AdvisorWorld.it

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