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T. Rowe Price: il ritorno del ‘value’ è solo agli inizi

T. Rowe Price: il ritorno del ‘value’ è solo agli inizi, portafogli più bilanciati nel prossimo decennio


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A cura di Sebastien Mallet, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – Global Value Equity, T. Rowe Price


Dalla scorsa estate, e in particolare dall’annuncio del vaccino Pfizer a novembre, stiamo vedendo un ritorno dello stile ‘value’. La sovraperoformance sta continuando, con la riapertura e il ribalzo della crescita economica e degli utili.

Sebbene alcuni dubitino della tenuta di questo rally, noi riteniamo vi siano diversi fattori che potrebbero contribuire al ritorno di uno stile di investimento che ha sottoperformato così a lungo.

Fattori positivi per lo stile ‘value’

Pur aspettandoci un rimbalzo dei titoli ciclici nel 2021, siamo rimasti sorpresi dalla portata della ripresa di molte economie. Le fasi di ripresa storicamente hanno favorito le aree ‘value’, e ciò si è rivelato vero anche in questa occasione. In gran parte ciò è stato legato al notevole miglioramento delle aspettative sugli utili, soprattutto in settori come quello energetico, finanziario e dei materiali. Anche le aree ‘growth’ hanno visto un aumento delle aspettative, ma non al livello di quelle ‘value.

Ci aspettiamo che questo slancio continuerà, favorito da valutazioni inferiori e migliori stime sugli utili. Questo contesto è supportato anche dagli stimoli fiscali, dalla domanda repressa e dalla prospettiva di una riapertura totale dell’economia.

Anche se il ‘value’ ha sovraperformato rispetto al ‘growth’ negli ultimi 6 mesi, riteniamo che questo sia solo l’inizio di uno spostamento delle performance di lungo periodo. Gli spread delle valutazioni tra growth e value hanno raggiunto livelli senza precedenti, superiori a quelle della crisi finanziaria.

Le performance degli indici value e growth mostrano un andamento simile in riferimento alla recente ripresa, ma il value continua ad essere più attraente.

In passato abbiamo sottolineato l’importanza dell’inflazione per la rotazione verso il value. I deficit fiscali probabilmente spingeranno al rialzo i tassi di interesse e l’inflazione. I piani fiscali negli USA offrono inoltre il potenziale per un’ulteriore spesa pubblica per le infrastrutture, che potrebbe implicare una crescita economica più forte per molti anni a venire.

Resta da vedere se questi piani implicheranno uno spostamento permanente verso livelli di spesa fiscale superiori e se riusciranno ad essere finanziati senza pesare sui deficit di bilancio nel lungo periodo. Se così fosse, il mercato potrebbe focalizzarsi sulle implicazioni di lungo termine sia dei tassi di interesse che dell’inflazione. Inoltre, se i mercati inizieranno ad aspettarsi tassi di inflazione sistematicamente più alti, ciò potrebbe far invertire molti dei trend di mercato che abbiamo visto negli ultimi 10 anni, portando a un regime più prolungato per il value.

Dove trovare le migliori opportunità

Nonostante i recenti cambiamenti, molte aree continuano a offrire valore. Con le valutazioni negli USA che sembrano molto costose, abbiamo volto l’attenzione ai mercati internazionali. I mercati hanno spesso seguito i trend vaccinali, quindi, con tassi di vaccinazioni inferiori, Europa, Giappone e parte dei mercati emergenti hanno sottoperformato quest’anno. L’India è un buon esempio: ci aspettiamo una ripresa nella seconda metà del 2021. La Cina invece offre una combinazione di valuta forte, valutazioni contenute, crescita solida e crescente sofisticazione del mercato.

A livello settoriale, la riapertura delle economie è un tema in focus. I trasporti sono un buon esempio, con buone prospettive per i titoli delle case automobilistiche europee e alcune compagnie aeree ed aerospaziali. Siamo esposti anche sul settore farmaceutico, che è stato sfavorito a causa delle incertezze riguardo alla riforma del settore sanitario negli USA. I titoli in questo comparto tendono a essere difensivi e crescono più lentamente, ma le valutazioni sono tornate sui livelli del 2011-2012.

Verso una nuova decade, l’importanza di investire in modo bilanciato

Guardando avanti, riteniamo che i prossimi 10 anni saranno molto diversi dall’ultimo decennio. I mercati tendono a cambiare notevolmente ogni 10-15 anni. Dalla crisi finanziaria abbiamo visto un periodo prolungato di stagnazione secolare, accompagnata da tassi bassi e crescita contenuta. A livello globale, l’ascesa del populismo in un contesto di crescenti disuguaglianze viene considerata insostenibile. La pandemia ha introdotto politiche fiscali e monetarie più aggressive ed espansive, vicine alla ‘teoria monetaria moderna’. Le azioni intraprese per sconfiggere le disuguaglianze e sostenere un’agenda ‘green’ potrebbero inoltre dare slancio a una spesa fiscale ancora superiore. Questi cambiamenti potrebbero contribuire a migliorare la crescita economica, che a sua volta spingerebbe al rialzo tassi di interesse e inflazione. Questo contesto sarebbe favorevole per i titoli ciclici, finanziari e di consumo, a beneficio dello stile ‘value’.

Tuttavia, gli investitori value non dovrebbero dimenticare la lezione della disruption e dell’innovazione tecnologica, trend che sembrano aver accelerato con la pandemia.

Più in generale riteniamo sia essenziale concentrarsi sulle migliori aziende al momento giusto del ciclo. Bilanciare fondamentali e valutazioni resta cruciale. Inoltre, con le valutazioni che restano attraenti, una ripresa economica in atto e utili superiori alle aspettative, riteniamo che questo rally potrebbe essere solo l’inizio di un ritorno più sostenuto allo stile value. Per gli investitori che mirano ad avere un portafoglio bilanciato, riteniamo che il value abbia un ruolo essenziale da giocare.

Fonte: AdvisorWorld.it

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