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Schroders: COP26, l’importanza di una “transizione giusta”

Schroders. Gran parte della discussione intorno alla COP26 si è concentrata sulla sfida della crisi climatica e i suoi effetti sui mercati emergenti e di frontiera.


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A cura di Maria Teresa Zappia, Head of Sustainability and Impact, Schroders Capital


Crediamo che gli investimenti in questi mercati in crescita possano non solo aiutare ad affrontare il cambiamento climatico, ma anche garantire che ciò avvenga in un modo benefico per tutti. Questa è per noi l’essenza del concetto di “transizione giusta”.

Perché investire nei mercati emergenti e di frontiera potrebbe avere un impatto maggiore

Noi di BlueOrchard crediamo che un dollaro investito nelle economie emergenti e di frontiera possa avere un impatto più significativo per le persone e il pianeta rispetto a un dollaro investito nei mercati sviluppati, generando al contempo rendimento. Il 60% del Pil globale proviene da questi mercati che rappresentano l’85% della popolazione mondiale.

Inoltre, i profili demografici dei mercati emergenti, le rapide trasformazioni che li coinvolgono e l’accelerazione della digitalizzazione hanno portato a traiettorie di crescita che stanno superando quelle dei paesi più sviluppati. Queste economie sono in grado di abbracciare l’innovazione che permette loro di “scavalcare” i paesi sviluppati nell’applicazione delle nuove tecnologie.

Un esempio è l’energia rinnovabile in Africa. L’attenzione qui non è su come aggiornare le infrastrutture attuali ma su come garantire a tutti l’accesso all’energia pulita. Ciò rappresenta un’opportunità significativa per investire nella “climate action”, l’azione per il clima.

Gli investitori “a impatto” sono anche al centro dei progressi sul fronte dell’inclusione finanziaria, cioè l’accesso a servizi e prodotti finanziari formali, che supporta imprenditori e posti di lavoro, nonché l’empowerment femminile.

L’inclusione finanziaria può anche contribuire alla lotta al cambiamento climatico. Basti pensare al ruolo importante che svolgono le istituzioni finanziarie nei mercati emergenti e di frontiera come punti di vendita e distribuzione per assicurazioni sul clima, prestiti per l’energia rinnovabile o finanziamenti per abitazioni efficienti dal punto di vista energetico.

Sostenere la “transizione giusta”: dalle assicurazioni sul clima all’energia pulita

I dialoghi della COP26 di Glasgow hanno sottolineato quanto l’argomento sia importante. Le economie in via di sviluppo hanno espresso preoccupazioni sul fatto che gli impegni di sostegno economico promesso in passato non siano stati rispettati. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha annunciato che il nuovo obiettivo del Paese è di raggiungere emissioni nette zero entro il 2070. Ma Modi ha anche posto la condizione che 1.000 miliardi di dollari siano messi a disposizione delle economie in via di sviluppo per sostenere la transizione.

L’importanza dell’equità e della giustizia pervade l’intera agenda climatica. A meno che i costi e i benefici non siano condivisi, un impegno globale per un’azione più rapida sarà difficile.

Sia BlueOrchard che Schroders sono rappresentati nella Impact Taskforce del G7, determinati a rendere la “transizione giusta” molto più che un altro mero obiettivo per le strategie di investimento.

Per noi, una transizione giusta significa combinare l’azione per il clima con un’equa distribuzione socio-economica, dando al contempo voce alle comunità colpite. Ciò significa considerare l’impatto su persone e comunità di tale transizione, compresa la questione dei posti di lavoro, poiché il sostegno delle popolazioni locali è cruciale per raggiungere i nostri obiettivi climatici. Oltre ad essere beneficiari della transizione, le persone che vivono nei mercati emergenti devono anche esserne i protagonisti.

Cosa significa tutto ciò in termini pratici? Per esempio, fornire ai piccoli agricoltori l’accesso all’assicurazione climatica per sostenere i loro mezzi di sussistenza in caso di eventi meteorologici estremi. Abbiamo anche aiutato le comunità ad avere accesso all’energia pulita, ai trasporti green e alle infrastrutture di telecomunicazione. E non abbiamo dimenticato che il 75% delle persone sfollate a causa del cambiamento climatico sono donne.

L’obiettivo è quello di generare un impatto positivo duraturo, utilizzando strategie di investimento innovative nel debito privato e nel private equity, nel mercato delle obbligazioni verdi e sostenibili e nel settore delle infrastrutture sostenibili. Fare leva sui nostri team d’investimento nei mercati emergenti e di frontiera e la loro esperienza quotidiana sul campo è ovviamente ciò che fa la vera differenza in ogni decisione d’investimento che prendiamo.

Ampliare la rete: i finanziamenti per il clima devono riguardare sia asset privati che quotati

Siamo inoltre consapevoli che per dare alla transizione le migliori opportunità di successo sia necessario permettere a quante più persone possibili di investire in essa.

Le strategie di investimento climatiche con una maggiore liquidità, che combinano soluzioni di asset privati con debito quotato ad alto impatto, sono cruciali. Assicurandoci che la climate finance abbracci sia asset privati che quotati, potremo massimizzare la sua scala e sostenere più iniziative.

Infatti, la “blended finance” è stata fondamentale per accelerare una transizione giusta. A tale proposito, le partnership pubblico-privato rimangono incredibilmente preziose nel percorso verso le emissioni zero.

Fonte: AdvisorWorld.it

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