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Schroders: con il Covid-19 la solidità di bilancio torna di moda, occhi puntati sulle aziende giapponesi

Schroders. Una cosa di cui si può sempre essere sicuri nei mercati finanziari, così come nella moda, nei gusti o in politica, è che tutto cambia …


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A cura di Simon Adler, Fund Manager, Equity Value, Schroders


Attorno al 2010 per esempio la Germania è passata dall’essere “il malato d’Europa” a essere una potenza economica. Ora riteniamo che qualcosa di simile potrebbe accadere in Giappone.

Ad alcuni sembrerà strano – dopotutto nell’ultimo decennio le aziende giapponesi sono state in realtà ridicolizzate per i loro bilanci. Per essere chiari, ciò non perché fossero deboli ma perché venivano considerati “inutilmente” forti.

Sostanzialmente un bilancio solido significa che una società detiene molta liquidità o altri asset, a un livello abbastanza elevato da coprire le sue passività. Una caratteristica che per alcuni è molto sensata, compreso il team di value investment di Schroders.

Tutta la nostra strategia di investimento ruota attorno all’individuazione delle società che vengono scambiate a prezzi convenienti rispetto al loro valore “reale”, sulla base dei loro fondamentali.

Vogliamo che le aziende che deteniamo siano abbastanza solide a livello finanziario per sopravvivere a periodi di turbolenza, dando ai mercati la possibilità di riconoscere il loro valore.

Tuttavia, negli ultimi dieci anni il mercato ha tendenzialmente premiato le imprese che hanno preso denaro a prestito a basso costo, in una fase in cui i tassi di interesse sono stati incredibilmente bassi. Le società conservative, con grandi margini di liquidità, sono diventate fuori moda.

Con mercati e società che stanno ora affrontando gli effetti della pandemia di Covid-19, preoccuparsi per bilanci troppo solidi sembra particolarmente strano. Ora che i tempi sono cambiati, alcune persone potrebbero rivedere le loro opinioni riguardo alla solidità finanziaria.

È certamente plausibile che molte aziende altamente indebitate negli Usa e in Europa stiano ora guardando con invidia alle loro controparti giapponesi, che grazie ai loro livelli record di riserve di liquidità potrebbero trovarsi in una posizione molto avvantaggiata.

Secondo il Financial Times, le società quotate giapponesi avevano più di 6.000 miliardi di dollari di liquidità e obbligazioni a breve termine nei loro bilanci a fine 2019, pari a più del 130% del Pil giapponese.

Tale cifra rappresenta circa il triplo rispetto allo stesso rapporto negli Stati Uniti, dove circa un terzo di tale liquidità è concentrato nelle mani dei giganti del tech, invece che essere diffusa nei vari settori come in Giappone.

Nonostante le condizioni avverse che devono affrontare oggi, nel prossimo futuro le società giapponesi saranno in grado di investire sia in spese in conto capitale che in ricerca e sviluppo, di remunerare i dipendenti e di pagare i dividendi per un periodo molto più lungo rispetto alle società di qualsiasi altro Paese al mondo. Un’altra conseguenza di questa discrepanza potrebbe essere un’impennata nel numero di fusioni e acquisizioni, sia in Giappone che all’estero.

Sebbene il cambiamento sia una costante dei mercati, una cosa che per noi non cambia mai è il focus sulla solidità dei bilanci delle aziende. Ciò significa che cercando le migliori opportunità value a livello globale, nell’ultimo anno circa siamo stati sempre più attratti dalle aziende giapponesi.

Abbiamo notato che al calibro notevolmente elevato dei bilanci delle aziende giapponesi corrisponde la natura notevolmente bassa delle loro valutazioni. Riteniamo quindi che queste imprese siano i vincitori, anche se al momento sono prezzate come fossero gli sconfitti.

Fonte: AdvisorWorld.it

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