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MacDonald-Brown Nicholette Schroders

Schroders: Come si sta muovendo l’Europa per tagliare le emissioni del settore dei trasporti?

Schroders. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, grazie a una riduzione del 3,8% nel 2019, le emissioni di gas serra nell’UE sono inferiori del 24% rispetto ai livelli del 1990.


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A cura di Nicholette MacDonald-Brown, Head of European Blend Equities e Arianna Fox, Analyst, European Equities, Schroders


L’Unione Europea punta a una riduzione del 55% entro il 2030 (rispetto al 1990) per raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero entro il 2050.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma i progressi compiuti in alcuni settori sono incoraggianti. Le emissioni di gas serra dei produttori di energia, ad esempio, sono in rapido declino, ma quelle dei trasporti aumentano.

La difficoltà è che ogni tipo di trasporto (stradale, ferroviario, aereo, navale) richiede una diversa strategia di riduzione delle emissioni. Se alcune aree sono più avanti di altre, la decarbonizzazione si fa sempre più urgente man mano che si avvicinano le scadenze dettate dal cambiamento climatico. In qualità di investitori riteniamo che tale periodo di rapidi cambiamenti consentirà di trarre vantaggio da eventuali anomalie di prezzo.

Più veicoli elettrici per decarbonizzare il trasporto su strada

Circa il 70% delle emissioni complessive di gas serra da trasporto in Europa deriva da quello stradale (fonte: AEA). Una percentuale che potrebbe diminuire grazie alla tecnologia.

I veicoli elettrici (VE) sono in prima linea per la decarbonizzazione del trasporto stradale e numerosi costruttori automobilistici europei si stanno trasformando in leader di mercato.

Volkswagen è già uno dei più avanzati e uno degli ambiziosi obiettivi che si è posta è portare le vendite unitarie di veicoli elettrici in Europa almeno al 70% del totale entro il 2030. Si tratta di oltre un milione di veicoli. Un altro esempio è Stellantis, nata dalla fusione di Fiat Chrysler e Peugeot, che punta a convertire il 70% delle utilitarie vendute in Europa in modelli a basse emissioni entro il 2030.

Esistono altre opzioni per quanto riguarda il carburante. La società finlandese Neste è il principale produttore di gasolio rinnovabile, che riduce le emissioni fino al 90% rispetto al gasolio tradizionale.

Un’alternativa sono le celle a combustibile alimentate a idrogeno, particolarmente adatte ai mezzi pesanti come camion e autobus. Gran parte della produzione di idrogeno oggi proviene dal gas naturale, che è altamente inquinante, ma con l’utilizzo di energia rinnovabile, sarebbe possibile produrre idrogeno a emissioni zero. L’unico sottoprodotto utilizzato dalle celle a combustibile sarebbe in caso l’acqua.

VE, celle a combustibile e gasolio offrono una soluzione al problema delle emissioni ma non all’inquinamento atmosferico causato da pneumatici e polvere dei freni, nonché dal traffico.

Il trasporto ferroviario per un futuro sostenibile

Fra tutti i principali mezzi di trasporto, quello ferroviario ha la minore impronta di carbonio: appena un ottavo dell’impronta del trasporto aereo e un terzo di quella del trasporto stradale.

Benché il trasporto ferroviario sia già considerato una scelta sostenibile, c’è ancora margine di miglioramento. Inoltre le politiche dei governi sono sempre più concepite per incoraggiare il trasporto di merci e passeggeri su rotaia anziché su strada. Un caso esemplare è il divieto imposto dalla Francia sui voli interni se esiste un percorso alternativo realizzabile in due ore e mezza o meno via treno.

Questo significa che ci sono opportunità per le società che offrono soluzioni sostenibili. Con solo il 54% delle reti ferroviarie europee elettrificate (dati Statista al 2018), le aspettative di crescita dei volumi suggeriscono che vi saranno delle opportunità anche nel campo dell’innovazione. Alstom, per esempio, ha sviluppato treni alimentati a idrogeno che rilasciano come gas di scarico esclusivamente acqua. Tali mezzi sono già operativi in Germania e in altri Paesi.

La domanda dei viaggi in aereo vanifica i risultati ottenuti

Il miglioramento dell’efficienza dei combustibili ha contribuito negli ultimi anni a ridurre le emissioni del trasporto aereo, ma a tale risultato si è contrapposta la crescita del traffico. Se il Covid-19 ha messo temporaneamente un freno a questa tendenza, il settore deve ancora ridurre le proprie emissioni.

I combustibili alternativi potrebbero essere una potenziale soluzione. Neste ha sviluppato un combustibile sostenibile per il settore aeronautico (Sustainable Aviation Fuel, SAF). Il SAF viene ricavato dagli oli esausti e dagli scarti di grasso animale e ittico dell’industria alimentare. Il risultato è un combustibile in grado di abbassare le emissioni di GHG fino all’80% rispetto al carburante tradizionale per aerei. Lo utilizzano già Lufthansa e KLM, in combinazione con il carburante fossile, sui voli in partenza da Francoforte e Schiphol.

A luglio la Commissione Europea ha pubblicato il progetto RefuelEU Aviation, che ambisce all’utilizzo di SAF per una quota minima del 5% entro il 2030, destinata a salire al 63% entro il 2050. La Commissione ha inoltre proposto di rimuovere l’esenzione delle imposte sul cherosene per gli aerei e di revocare i permessi gratuiti sulle emissioni di gas serra del settore aeronautico europeo entro il 2026.

La spinta per un trasporto navale green

L’incidente della nave portacontainer Evergreen che ha ostruito il canale di Suez a inizio anno ha mostrato quanto il mondo dipenda dal trasporto marittimo nella spedizione delle merci. Tra l’altro al costo di elevate emissioni nocive.

Come per il settore aeronautico, le ultime proposte della Commissione europea mirano a revocare l’esenzione fiscale sui combustibili pesanti impiegati dall’industria marittima. Al contempo verranno eliminate le imposte sui carburanti sostenibili per incoraggiarne la diffusione e il Sistema europeo per lo scambio di quote di emissione di gas serra sarà ampliato per includere tale settore.

Cosa significa per gli investitori?

Come abbiamo visto, i vari segmenti dell’industria dei trasporti si trovano in fasi diverse della transizione a un futuro a basse emissioni. Si prospetta un’enorme opportunità in questo settore per gli investitori, che possono così sostenere e puntare su aziende innovative capaci di sviluppare tecnologie e prodotti che renderanno la transizione realtà.

Fonte: AdvisorWorld.it

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