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SC – Mercati dominati dalla crisi dei debiti pubblici

GRAFICO CAMBI

L’enorme indebitamento degli stati della zona euro e degli USA continua a condizionare fortemente l’umore degli investitori…..

Thomas Härter, Responsabile strategie di investimento,

Swisscanto Asset Management SA, Zurigo


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Ciò fa passare in secondo piano il fatto che l’economia USA sta riprendendo slancio. Viene mantenuto il leggero sovrappeso nelle azioni e materie prime. Le azioni svizzere vengono tuttavia ridotte a vantaggio delle azioni USA.

Con diversi pacchetti di misure, i politici dell’Unione monetaria europea hanno tentato più volte di porre le basi per una soluzione della crisi del debito. Tuttavia i mercati rimangono scettici, perché l’intervento decisivo si fa tuttora attendere. Apparentemente i politici non hanno compreso la gravità della situazione, nonostante i mercati abbiano preso di mira recentemente l’Italia, uno dei paesi più importanti dell’Unione europea. Per quanto concerne la questione su come gli esponenti politici gestiscono questa crisi, si possono fare paralleli con gli USA dove le polemiche sull’innalzamento del tetto del debito servono tutt’al più a distinguersi di fronte al proprio elettorato provocando però per il resto solo danni. Non c’è quindi da stupirsi se gli investitori sono estremamente titubanti di fronte alle classi di investimenti a maggiore rischio.

Economia USA meglio di quanto percepito realmente
Già da diverso tempo gli operatori di mercato tengono conto solo in misura contenuta dei dati sull’andamento congiunturale e sulla situazione degli utili delle imprese. Le nostre analisi giungono alla conclusione che i dati macroeconomici recentemente più negativi provenienti dagli USA sono da interpretare come temporanea debolezza della crescita. Riteniamo poco probabile una ricaduta nella recessione. A ciò si aggiungono gli utili delle imprese USA nel secondo trimestre che sono risultate per la maggior parte al di sopra delle attese. Per quanto concerne la disputa sul debito, riteniamo che i politici di Washington riusciranno poco prima della scadenza a trovare comunque un accordo.

Nella nostra strategia valutaria manteniamo un sottopeso nel JPY a vantaggio dell’AUD, NOK e SEK. Mentre la valuta australiana dovrebbe trarre vantaggio dal boom dell’oro e delle materie prime e dalle voci di un innalzamento del tasso d’interesse, la corona norvegese rimane un porto sicuro grazie alle finanze statali decisamente solide e agli ottimi dati fondamentali. Per quanto concerne la corona svedese consideriamo la valutazione come vantaggiosa.

Nei portafogli obbligazionari manteniamo nella maggior parte dei blocchi valutari una duration neutrale. Le obbligazioni aziendali vengono nettamente favorite rispetto ai titoli di stato. In considerazione dell’ottima situazione riguardo alla liquidità e dei severi controlli sui costi, i rischi di insolvenza sono da un lato decisamente ridotti e dall’altro intendiamo perseguire consapevolmente una differenziazione al di fuori dei titoli di stato.

La valutazione dei mercati azionari negli stati industriali occidentali è complessivamente vantaggiosa. Avendo già tenuto conto di molte cattive notizie sul fronte del debito, consideriamo tuttora giustificato un leggero sovrappeso azionario. Nell’ambito della strategia azionaria il forte CHF porta tuttavia ad uno spostamento. Essendo la situazione competitiva notevolmente peggiorata in Svizzera, riduciamo le azioni svizzere a vantaggio delle azioni USA.

Fonte: IFAWorld – Swisscanto

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