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Robeco: consegne a domicilio

Robeco Sul mercato azionario, la digitalizzazione dei consumi è stata uno dei trend più forti degli ultimi dieci anni. Negli scorsi dodici mesi, ad attirare sempre più l’attenzione sono stati anche i servizi di consegna a domicilio di cibo ordinato online …

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A cura di Jack Neele, Portfolio Manager del Robeco Global Consumer Trends Equities di Robeco


Dopo un periodo di forte crescita e di investimenti ancora maggiori, questo interessante mercato è ovunque in fase di consolidamento.

Nel mondo, il giro d’affari dei servizi di ordinazione online e di consegna di cibo a domicilio si aggira intorno ai 270 miliardi di USD e, per il periodo compreso tra il 2019 e il 2022, gli analisti prevedono un’ulteriore crescita del 20% annuo.

A pagarne le conseguenze saranno soprattutto i “vecchi” ordini telefonici. In media, oggi l’80% di tutti i pasti viene ordinato telefonicamente, mentre solo il 20% sfrutta il servizio online. Di seguito riportiamo i dati riferiti ad alcuni dei mercati principali.

Un aspetto interessante del nuovo mercato online è il recente scontro tra due diversi modelli di business.

1- Il modello dell’intermediazione

Gli imprenditori che adottano il modello dell’intermediazione mettono in contatto ristoranti e consumatori, ma poi è il ristorante ad occuparsi della consegna. Il guadagno medio per questo tipo di transazioni è compreso tra il 10% e il 15% del valore dell’ordine.

Si tratta di un modello molto redditizio, perché consente di guadagnare a ogni ordine del cliente presso un ristorante e perché non richiede particolare dispendio di capitali. Intermediari celebri sono Thuisbezorgd (NL), JustEat (GB) – recente la sua fusione con Just Eat Takeaway – e GrubHub (USA).

2 – l modello logistico

I fornitori di servizi logistici collegano i ristoranti alla propria piattaforma, occupandosi sia dell’ordine che della fornitura finale. I guadagni sono nettamente superiori (a volte pari al 30%), ma implicano anche dei costi di consegna.

I più noti operatori logistici sono UberEats, Doordash (USA) e Deliveroo (GB). Fino a poco tempo fa queste aziende avevano a disposizione molto denaro a buon mercato, che ha consentito loro di crescere rapidamente.

Oggi però il modello spesso è (ancora) in perdita, a causa degli elevati requisiti patrimoniali. In molti mercati, il business online si è sviluppato grazie alla presenza di un intermediario dominante.

Più ristoranti si iscrivevano e più l’intermediario era interessante per i consumatori. E più consumatori aderivano al servizio come potenziali clienti, più attraente diventava l’intermediario per i ristoranti.

Ma questo modello aveva un punto debole. L’offerta era costituita solo da ristoranti in grado di consegnare direttamente il cibo ai clienti. Gli addetti alla logistica hanno capito subito che, per ampliare di molto la copertura delle proprie piattaforme, bastava proporre di occuparsi delle consegne al folto gruppo di ristoranti che ne era impossibilitato.

Così facendo, l’attrattiva delle loro piattaforme avrebbe superato molto rapidamente quella dei siti di intermediazione. Questa consapevolezza ha spinto a enormi investimenti gli operatori logistici, decisi a legare rapidamente alle proprie piattaforme il maggior numero possibile di ristoranti e consumatori (growth-at-all-costs).

Molti segmenti online, infatti, seguono il principio winner-takes-all o winner-takes-most, secondo cui guadagni superiori alla media sono riservati agli operatori dominanti. Inoltre, solitamente i margini sono più elevati se la quota di mercato relativa è doppia rispetto a quella del numero due.

In altre parole: maggiore è il dominio, maggiore è la redditività.

Nel frattempo, le numerose fusioni e acquisizioni in vari settori hanno mescolato le carte. Probabilmente, nei prossimi dodici mesi questa fase di consolidamento continuerà solo sul mercato americano. Inoltre, le strade di chi opera secondo il modello dell’intermediazione o secondo il modello logistico si incroceranno sempre più spesso, con gli intermediari costretti a occuparsi anche delle consegne.

Se non lo faranno, spalancheranno la porta alla concorrenza. Negli ultimi cinque anni, il mercato dei servizi di consegna a domicilio del cibo ordinato online è cresciuto enormemente e continuerà a farlo anche nel prossimo futuro.

Di recente, lo scontro fra intermediari e fornitori di servizi logistici sembra perdere centralità. In parte perché il denaro facile non è più disponibile in abbondanza, in parte perché la recente fase di consolidamento li ha resi meno aggressivi.

Oggi il mercato è costituito da un numero inferiore di operatori locali dominanti ed è quindi molto più interessante per gli investitori. Io ho appena ordinato un hamburger. E voi?

Fonte: AdvisorWorld.it

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