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Rivalutazione del dollaro ed incognita euro

Prosegue il trend ribassista della valuta europea che fa registrare un nuovo minimo in area 1.3530 per poi rimbalzare nelle ultime ore di venerdì in area 1.3630. L’impostazione grafica non lascia dubbi sul periodo ribassista come confermato sia dalla trend-line che….

 

 

 

 da tutte le principali medie mobili; possibile un rimbalzo tecnico con primo obiettivo la resistenza posta in area 1.3700 prima e 1.3790 successivamente.

Il cedimento del supporto confermerebbe la tesi ribassista con obiettivo intermedio a 1.3480 e vanno in questa direzione i primi scambi di settimana registrati durante la sessione asiatica (Tokyo chiude in calo dello 0.8% penalizzato dai timori sulla crescita globale in vista della decisione della Cina di alzare i requisiti delle riserve bancarie che hanno coperto il dato sopra le attese del PIL nipponico) .

Prosegue dunque il movimento di rivalutazione del dollaro, il quale si riporta oltre quota 90.00 contro yen e poco sopra 1.5600 contro una sterlina in leggero recupero. La moneta unica è quasi un incognita in questa fase di turbolenze politico-economiche all’interno dell’Unione: la Bce e la Commissione europea uniranno le forze per monitorare la Grecia e redigeranno “necessarie misure aggiuntive” per mantenere la stabilità della zona euro ma, parole di incoraggiamento per le difficoltà elleniche a parte, non hanno offerto alcun aiuto concreto, determinando un allargamento dello spread della Grecia e un calo dell’euro.

L’ultimo commento di Trichet è chiaro: «Dall’Europa sostegno sufficiente alla Grecia» che deve però rimediare ai suoi errori, non tollerabili per la stabilità finanziaria dell’area euro. Intanto oltremanica si rincorrono le voci di come la finanza creativa di Wall Street, e in particolare due grandi banche come Goldman Sachs e JP Morgan Chase, utilizzando ingegneria finanziaria simile a quella dei subprime e cessione di diritti come vendite e non come garanzie su prestiti hanno aiutato la Grecia a mascherare l’entità del suo debito pubblico superiore ai 300 miliardi di euro, mettendo il paese a rischio default.

In particolare, la Grecia avrebbe finanziato parte del suo deficit sulla sanità pubblica impegnando i futuri introiti sulle tasse aeroportuali, i pedaggi autostradali e gli incassi legati alle lotterie di stato. Altre nuove ci saranno, ma a questo punto è difficile capire se ed in che modo l’euro saprà reagire. Giornata poco movimentata sul fronte dei dati macroeconomici con Wall Street chiusa per il President day.

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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Daily

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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