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Riformare la costituzione del Giappone è una scommessa inutile

Giappone. La vittoria schiacciante di Shinzo Abe alle elezioni interne del partito LDP lo pone in una posizione di potere senza precedenti e probabilmente diventerà ….

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A cura di Govinda Finn, Japan and Developed Asia Economist di Aberdeen Standard Investments


il premier giapponese rimasto in carica più a lungo di sempre. Il suo obiettivo primario sembra sia riformare la costituzione giapponese, ma dovrebbe invece concentrarsi sull’economia.

La costituzione giapponese ha bisogno di cambiamenti, quindi la riforma è una prospettiva allettante. Ma è anche una scommessa enorme e faticosa.

Il paese ha la più antica costituzione scritta del mondo e non ci sono precedenti su una serie di questioni costituzionali in discussione.

Avrà bisogno di una maggioranza di due terzi in parlamento e poi di una maggioranza semplice in un successivo referendum pubblico.

Va inoltre sottolineato che non ci sono prove che l’opinione pubblica stia chiedendo a gran voce una riforma. Un recente sondaggio a cura di Kyodo indica che il 49,0% si oppone ai piani da presentare entro la fine dell’anno.

Il tasso di popolarità di Abe può essere rimbalzato di recente, ma il suo tocco sarà probabilmente messo alla prova nel caso di un referendum nazionale.

Le elezioni in Giappone sono raramente “basate su quesiti” e se dovesse perdere il referendum non avrebbe altra scelta che dimettersi.

Un obiettivo molto più gestibile sarebbe quello di rinvigorire l’Abenomics. La riforma economica di Abe è stata al massimo un successo fugace e ora ha tre anni per trasformarla in qualcosa di duraturo.

C’è molto da fare. La lotta del paese contro la deflazione è tutt’altro che conclusa.

I fondamentali dell’inflazione si stanno indebolendo e i rischi esterni stanno aumentando sotto forma di stress legato al commercio globale e ai mercati emergenti.

riuscire a concentrarsi su come raggiungere il target della banca centrale sarebbe di per sé un’impresa lodevole e significativa.

Nel frattempo, le priorità fiscali del governo necessitano di una profonda revisione se si vuole che il paese si avvii su un percorso di indebitamento sostenibile.

Il sistema giapponese di tassazione diretta è diventato incompatibile con la sua demografia e lo ha lasciato con entrate fiscali nettamente al di sotto della media OCSE.

Al contempo, la spesa per la sicurezza sociale della popolazione anziana continua a crescere a ritmi elevati.

Invece di impantanarsi sulle riforme costituzionali, le prossime sessioni autunnali e invernali del governo sono un’opportunità per accelerare il ritmo delle riforme strutturali volte ad aumentare la produttività.

La deregolamentazione del mercato dei prodotti nel settore dei servizi ha fatto progressi limitati, mentre i tentativi di accelerare la commercializzazione

delle tecnologie sono ostacolati dai bassi tassi di start-up e di fallimento del Giappone.

Abe ha il capitale politico per rinvigorire l’Abenomics. Se la scommessa sulla riforma costituzionale va male, allora i suoi piani – economici o meno – sono destinati a crollare.

Il primo ministro Abe farebbe bene ad abbassare le sue mire verso un obiettivo più moderato ma realizzabile.

Fonte: AdvisorWorld.it

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