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Giannico Donato Raiffeisen Capital Management

Raiffeisen C.M.: Coronavirus e l’economia

Raiffeisen C.M. – L’anno nuovo è cominciato con ulteriori guadagni dei corsi sui mercati azionari dei paesi emergenti. Tuttavia, a fine gennaio l’epidemia di COVID-19 che si sta diffondendo in Cina ha guastato sempre più l’umore degli investitori azionari. ……


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A cura del team Mercati Emergenti di Raiffeisen Capital Management


In compenso, ne hanno beneficiato i mercati obbligazionari. Ma già dopo poco tempo, i mercati azionari si sono ripresi in tutto il mondo, ancora una volta trainati dagli USA.

I mercati azionari attualmente stanno scontando il fatto che in termini geografici e temporali il nuovo coronavirus sia limitato in gran parte alla Cina e al primo trimestre del 2020 e che, in ogni caso, gli stimoli delle grandi banche centrali stiano più che compensando gli eventuali effetti negativi associati al virus.

Resta da vedere se questo ottimismo sia giustificato e va da sé che questa prospettiva lascia spazio a sorprese negative con la diffusione del virus fuori dalla Cina.

Il coronavirus interrompe il rally azionario

Dopo un inizio anno favorevole, il rally azionario globale si è fermato in modo abbastanza improvviso. L’epidemia di COVID-19, che si sta diffondendo in Cina, a fine gennaio ha intaccato il sentiment degli investitori azionari, che hanno temporaneamente ritirato il loro capitale dai mercati azionari asiatici.

Sebbene la situazione in Cina sia peggiorata sensibilmente a febbraio, il sentiment degli investitori ha segnato velocemente una svolta positiva. Sul mercato si è rapidamente diffusa l’opinione che gli eventuali effetti negativi sarebbero tutt’al più temporanei e che si limiteranno in gran parte alla Cina. Questo non dovrebbe fondamentalmente compromettere la ripresa economica globale generale.

E se, tuttavia, gli effetti economici negativi dovessero essere più seri di quanto attualmente previsto, ciò comporterebbe un ulteriore stimolo da parte delle banche centrali. Bisogna comunque sottolineare che questo stimolo è già enorme.

Massiccia liquidità dalle grandi banche centrali

Le massicce iniezioni di liquidità da parte della banca centrale USA (Fed) tramite operazioni di pronti contro termine, inizialmente annunciate come “temporanee”, stanno già entrando nel sesto mese. Il volume di titoli di Stato detenuto dalla Fed è quasi ritornato a livelli record.

L’indice azionario MSCI EM a fine gennaio stava ancora perdendo circa il 4,7% ma, a metà febbraio, aveva già di nuovo in gran parte recuperato queste perdite. Intanto, i mercati sviluppati stanno già di nuovo guadagnando nettamente rispetto all’inizio dell’anno (+3%), trainati ancora una volta dagli USA.

Grande richiesta di obbligazioni dei mercati emergenti (EM), soprattutto in valuta forte

Le obbligazioni hanno registrato un forte incremento, beneficiando delle prospettive di crescita nuovamente ridotte e dello stimolo monetario delle banche centrali.

Gli afflussi di capitale cumulati nelle obbligazioni dei mercati emergenti (EM) hanno raggiunto un nuovo massimo, con le obbligazioni in valuta forte particolarmente richieste. Il dollaro USA ha continuato a salire, contrariamente al consenso quasi unanime del mercato.

Misure estreme del governo cinese – l’economia si è quasi fermata

Le enormi e in parte estreme del governo cinese per contenere l’epidemia di COVID- 19 hanno paralizzato gran parte dell’economia cinese. Se questo dovesse continuare a lungo, si prevedono ripercussioni massicce sulle catene di fornitura globali e sulle economie di tutto il mondo.

I mercati azionari attualmente stanno scontando quello che probabilmente è lo scenario possibile più positivo in questo senso, al contrario dei mercati delle materie prime con i loro prezzi in parte in forte calo (rame, petrolio).

A condizione che l’economia cinese possa essere riportata al “normale funzionamento” in tempi relativamente brevi, ci sono buone probabilità che nel secondo e terzo trimestre segua una forte ripresa congiunturale dell’economia globale.

Il rally azionario delle ultime settimane, dovuto esclusivamente alla liquidità, potrebbe quindi essere confermato anche dai fondamentali.

Se l’andamento dell’epidemia di coronavirus dovesse essere senza gravi conseguenze, l’economia globale potrebbe riprendere a crescere in primavera. È però evidente che in caso di ulteriori sorprese negative (l’epidemia continua a diffondersi con al di fuori della Cina, tassi di contagio e mortalità più alti di quanto attualmente ipotizzato) vi è un corrispondente elevato potenziale di instabilità dei mercati.

È difficile prevedere se questi rischi si concretizzeranno effettivamente. Questo lo si scoprirà solo nelle settimane e nei mesi a venire.

Se lo scenario di ripresa si dovesse avverare, dovrebbe essere particolarmente favorevole per le azioni dei paesi emergenti, le materie prime e le azioni cicliche. In cambio, il dollaro dovrebbe quindi indebolirsi leggermente, il che a sua volta migliorerebbe ulteriormente il contesto monetario nei mercati emergenti.

A condizione che la situazione intorno al nuovo coronavirus non peggiori in modo significativo, la via più facile per i mercati azionari EM punta quindi ancora al rialzo.

Fonte: AdvisorWorld.it

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