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Benetti Carlo GAM BCE cina oro

Quelli che… aspettano il salone del risparmio

Salone del risparmio. Il settore health-care ha le carte in regola per candidarsi ad ampliare la diversificazione dei portafogli; il suo orizzonte di lungo termine aiuta ad attenuare le avversità dei mercati nel breve….

Carlo Benetti di GAM Italia SGR Spa


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Non è vero che si smette di fumare o di bere quando lo si voglia, non è vero che sigarette leggere, pipa o sigari non siano dannosi, non è il caso di vantare proprietà salutistiche delle bevande alcoliche.

L’elenco di queste ovvietà potrebbe continuare, eppure ci sono persone sinceramente convinte che il fumo leggero non sia dannoso, che dosi moderate di alcol siano benefiche, che le calamite sul frigo facciano venire il cancro, che una cipolla sotto il cuscino eviti il raffreddore e che la sauna faccia dimagrire (magari).

Un’esondazione di notizie false come una moneta da tre euro che travolge migliaia di persone, sprovvedute e in buona fede.

Su Facebook, il gruppo “Stop alle scie chimiche” ha oltre 32.000 iscritti, quello “Autismo e Vaccini” ne ha poco più di 22.000 e in 14.000 si ritrovano nel gruppo “Sostenitori Italiani della Terra Piatta”.

E non è consolante sapere che nel gruppo “UFO-AlieniRettiliani-Misteri” si riuniscano in circa un migliaio, perché sono comunque troppi.

Nell’era dell’incompetenza le competenze sono nei guai, è come se una nuova, impensabile Dichiarazione di indipendenza dal sapere sancisca che tutto è conoscibile e “qualsiasi opinione su un qualsiasi argomento vale quanto quella di chiunque altro”, scrive Tom Nichols nell’imperdibile “The Death of Expertise”.

Una volta messo in discussione il principio di autorità, sostituito con il malinteso criterio dell’”uno vale uno”, si può credere a tutto.

L’albero velenoso della fine della competenza affonda le sue radici nel passato, nel 1980 lo scrittore Asimov metteva in guardia dal “culto dell’ignoranza”, nutrito dalla falsa convinzione che “democrazia significhi che ‘la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza’”.

Ma ancor prima Giulio Cesare scriveva che “gli uomini credono volentieri in ciò che desiderano”.  

Cesare era un buon conoscitore dell’animo umano, è ben vero che si tende a credere a ciò che si vuol credere, non a ciò che è vero, soprattutto quando ci si trova in condizioni di fragilità emotiva.

“Persone intelligentissime, scienziati brillanti, medici di grande esperienza” scrive Roberto Burioni “perdono di colpo tutta la loro sapienza e lucidità di fronte al dolore, si affidano a ciarlatani che raccontano tranquillizzanti menzogne”.

Un fenomeno familiare anche nell’ambito della gestione dei risparmi, coloro che si occupano professionalmente di consulenza finanziaria sanno bene quanto spesso l’emotività sopravanzi la razionalità, soprattutto nelle fasi avverse dei mercati.

Non è l’unica analogia, la progressiva affermazione del Fintech e dei Big Data modificherà la consulenza e le stesse modalità di gestione dei portafogli.

Parimenti, l’innovazione digitale è il fattore chiave della ricerca medica e farmaceutica, i Big Data trasformeranno anche il ruolo del medico. Il futuro entra in noi molto prima che accada, scriveva Rilke nelle Lettere a un giovane poeta, la medicina del futuro è già qui, nei centri di ricerca e negli ospedali di avanguardia.

E’ questione di un paio di decenni e “la rivoluzione delle tecnologie biologiche si unirà alla rivoluzione delle tecnologie informatiche, produrrà algoritmi che potranno capire e controllare i miei sentimenti meglio di me” (Yuval Noah Harari).

Sensori biometrici collocati nel corpo umano produrranno un costante flusso d informazioni sulle condizioni di salute, segnaleranno le anomalie consentendo diagnosi precoci e il tempestivo avvio delle terapie.

Certo, si amplificheranno le problematiche etiche. I biomarcatori basati su dati genetici e i sensori biometrici porranno questioni sulla gestione e tutela dei dati personali, solleveranno problematiche sulle scelte individuali: si continuerà a fumare, o a derogare da prescrizioni alimentari, se i sensori avranno rilevato poche cellule malate? Come si comporteranno le assicurazioni sanitarie?

Come il futuro di Rilke, la medicina personalizzata è già qui.

Non nel futuro ma in questo presente si parla di medicina personalizzata, di strategie terapeutiche adattate alle caratteristiche del singolo paziente, cure che prestano la medesima attenzione alla patologia e alle caratteristiche personali dell’individuo.

La medicina personalizzata semplificherà protocolli, eviterà in qualche caso la degenza in ospedale per cure che verranno erogate a domicilio.

Ci sono le premesse per soluzioni win-win, al centro il paziente e non la malattia, analisi precoci e risparmi di spesa per il sistema sanitario.

I ricercatori hanno molte più conoscenze sulle patologie e sui farmaci, hanno sofisticati strumenti per progettare farmaci mirati; grazie agli algoritmi e ai Big Data stanno facendo enormi balzi in avanti nella prevenzione, nella diagnosi e nelle terapie.

Tali potenzialità di sviluppo basterebbero da sole a giustificare l’investimento nel settore health-care.

Un altro potente motivo che avvalora il settore health-care come luogo di investimento di lungo termine è la demografia.

I paesi avanzati invecchiano, non è difficile immaginare che la domanda di cure è destinata a crescere: aumenteranno le spese in farmaci, trattamenti sanitari, strutture.

Nei paesi emergenti invece aumenta il reddito pro capite e cresce il bisogno di strutture sanitarie e sistemi di welfare. Anche lì la spesa in health-care è destinata ad aumentare, il reddito più alto consente di spendere di più in salute.

Il settore health-care ha dunque tutte le carte in regola per candidarsi ad ampliare la diversificazione dei portafogli e, inoltre, il suo orizzonte di lungo termine aiuta ad attenuare le avversità dei mercati nel breve.

Ricordavamo nelle settimane scorse che la “trappola del presente” cattura gli investitori nel breve termine, li spinge a evitare l’investimento rischioso a  favore della liquidità (che però è costosa).

Le prospettive di sviluppo pluriennali fanno dell’investimento nel settore health-care uno strumento efficace per sfuggire alla trappola del presente.

Parleremo di tutto questo alla nostra conferenza al Salone del Risparmio. Il professor Roberto Burioni ci aiuterà a capire l’importanza del metodo scientifico e le prospettive di sviluppo della ricerca biomedica.

Con lui dialogherà Riccardo Cervellin, Amministratore Delegato di GAM Italia, per il quale “anche l’industria del risparmio gestito svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare la ricerca. Investire in un fondo dedicato alla salute equivale a finanziare la ricerca e a contribuire a debellare malattie o a prevenirle attraverso lo sviluppo di nuovi vaccini”.

Sarà una conversazione interessante, vi aspettiamo.

Fonte: AdvisorWorld.it

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