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Pictet Asset Management: Health, Digital, Security

Pictet Asset Management La pandemia di COVID-19 si è abbattuta sulle nostre vite come un vero e proprio tsunami. Ma sul fronte delle attività produttive l’effetto è quello di una selezione naturale accelerata, che segna una netta demarcazione tra vincitori e vinti …


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A cura di Paolo Paschetta, Country Head per l’Italia di Pictet Asset Management


Tra i primi, stanno già emergendo le società farmaceutiche e biotecnologiche che fanno ricerca su vaccini e cure contro il Coronavirus. Ma anche il digitale, che ci ha consentito di lavorare e fare acquisti da remoto durante il lockdown, e il tema connesso della sicurezza informatica.

Più a lungo termine, altri temi secolari accelereranno: dai cibi salubri, al trattamento delle acque alla diffusione di sistemi di controllo e sicurezza nelle città. Ecco perché.

Health, Digital, Security. Sono i temi che il Coronavirus ha fatto accelerare in un modo che era del tutto inimmaginabile solo due mesi fa. E, in un orizzonte temporale più ampio, altre tendenze secolari prenderanno forza sulla scia della pandemia e dei cambiamenti in termini di abitudini di vita e di lavoro che questa ha generato.

L’accento sulla salute renderà necessario curare anche l’alimentazione e l’ambiente in modo da renderli più sicuri e diminuire così l’impatto che una alimentazione non sana o un ambiente insalubre possono avere sulla salute della popolazione; le città dovranno diventare più resistenti a eventuali future epidemie; la deglobalizzazione (o globalizzazione 2.0) in atto darà impulso alla robotica per poter produrre rapidamente e a livello regionale la componentistica necessaria a rifornire una filiera produttiva più corta; assumerà maggiore importanza il trattamento dell’acqua per garantire che gli agenti patogeni vengano rimossi correttamente.

Su questi Megatrend in Pictet Asset Management investiamo da oltre 20 anni, fin da quando a metà anni ’90 abbiamo lanciato il primo fondo sulle biotecnologie. Oggi la nostra gamma di fondi azionari tematici si è ampliata e conta ben 14 strategie.

Investire nei Megatrend significa investire nel futuro e, in un mondo nuovo e profondamente incerto come quello in cui il Covid 19 ci ha proiettato, sono le certezze su cui fondare strategie di azione e di investimento.

Qualche dato di contesto: gli effetti del Covid 19 su economia e finanza

La pandemia ha avuto un impatto dirompente non solo sulle nostre vite quotidiane, che in pochi giorni hanno subito una trasformazione radicale, ma anche sui mercati finanziari: le Borse hanno subito il crollo più repentino della storia mentre il VIX – il cosiddetto indice della paura – si è spinto sui massimi storici, oltre 82.

La causa è legata allo shock sincrono di domanda (consumi) e offerta (produzione) che la rapida diffusione del virus e le conseguenti misure di distanziamento sociale hanno prodotto.

Se si considera che la crisi si è poi estesa anche al mercato del petrolio, risulta evidente perché l’impatto economico del lockdown è diventato veramente senza precedenti: secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, l’economia globale dovrebbe subire una contrazione del -3% circa nel 2020.

Tuttavia, sul fronte positivo, anche le risposte delle Banche centrali e dei Governi di tutto il mondo non hanno precedenti. Ci aspettiamo, per questo motivo, che, una volta che i dati epidemiologici saranno più incoraggianti, la ripresa dell’attività economica possa essere consistente, per quanto graduale.

Astrarsi dal rumore di fondo per individuare il valore

Poiché la ripresa avverrà in un contesto completamente inedito e per certi aspetti di lettura non facile, potrebbe sembrare che dovremo muoverci, dal punto di vista degli investimenti, nella totale assenza di certezze. Così non è: bisognerà astrarsi dal rumore di fondo per scorgere i parametri su cui si fonda il nuovo paradigma e individuare le certezze del mondo nuovo che la pandemia di COVID-19 ci consegnerà.

Una strategia che ha come focus i Megatrend consente di centrare questo obiettivo. Gli investimenti tematici nei Megatrend sono orientati al lungo termine, in quanto questi cambiamenti impiegano molti anni per produrre i propri effetti su società ed economia e pertanto sono indifferenti rispetto alla volatilità di breve periodo. Non solo: alcuni Megatrend stanno godendo di una forte accelerazione proprio per effetto della pandemia. Il 93% dei nostri fondi tematici, tra cui Pictet-Health, Pictet-Digital e Pictet-Security, sta sovraperformando l’indice MSCI All Country World da inizio anno (dato a fine maggio, in classe I EUR).

L’importanza della sanità

La popolazione mondiale è vicina agli 8 miliardi di persone e nel 2020, per la prima volta nella storia, osserviamo una prevalenza dei nonni (over-65) su nipoti (under-5) e gli over-60 saranno più di un terzo della popolazione mondiale entro il 2050. Le implicazioni di queste due dinamiche demografiche sono molto rilevanti per la sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali. Nei Paesi OCSE, poco meno del 10% del PIL finisce in media nella spesa medica.

Gli Stati Uniti guidano da sempre e di gran lunga questa classifica (17% circa), con una spesa media di oltre 10mila dollari pro capite in un anno (tutti i dati sono a fine 2018). La situazione di emergenza vissuta per la pandemia ha aperto gli occhi su quanto poco si sia investito in ambito sanitario nel corso degli ultimi anni (soprattutto nei Paesi con le finanze pubbliche sotto stress) e ha accesso i riflettori sul settore.

Non solo perché si spera in esiti positivi delle ricerche per cure e vaccini contro il Covid, ma anche perché è evidente a tutto il mondo che i sistemi sanitari nazionali debbano essere rinforzati. In termini di investimenti, il focus di breve periodo, quello per certi versi più opportunistico e tattico, si focalizza principalmente sulle biotecnologie, quindi su quelle aziende che sono in fase avanzata nella ricerca sui vaccini e sulle terapie per il COVID-19.

Basta analizzare l’andamento dell’indice Nasdaq Biotechnology, che da inizio anno registra performance abbondantemente positive, +10% circa (in USD, al 27 maggio 2020), a fronte di borse mondiali in perdita di quasi il -10% (MSCI ACWI in USD) e dei listini americani in roso di oltre 5 punti percentuali (S&P500 -5,3% in USD). È chiaro come nel contesto attuale le aziende direttamente coinvolte nella ricerca di cure e vaccini contro il COVID-19 vengano premiate in modo particolare dai mercati.

Mi riferisco per esempio a Gilead, il cui farmaco Remdesivir (antivirale sviluppato inizialmente per l’Ebola) ha superato con successo un primo studio approvato dal National Institute of Allergy and Infectious Disease (NIAID) statunitense. Ma anche a Regeneron, che sta sviluppando il farmaco Kevzara in grado di bloccare la reazione immunitaria eccessiva che finisce per attaccare l’organismo stesso. Il focus di lungo periodo è altrettanto importante.

Guardando al futuro, poniamo grandissima attenzione al segmento della diagnostica, al med tech, alla medicina digitale e alla robotica applicata alla medicina. Il digital health, per esempio, è un tema sicuramente destinato a crescere in maniera rilevante. Gli Stati Uniti hanno già approvato al Congresso una deroga alle restrizioni che impedivano l’accesso al Medicare a distanza e grazie a questa “deregolamentazione”, i privati che si sono affidati a visite mediche a distanza sono passati da 11mila a settimana a oltre 650mila a settimana (dato fornito dallo stesso Presidente Trump in conferenza).

Sono tante le aziende che stanno cavalcando questo tema: Atena Health, Medidata (digitalizzazione cartelle cliniche) o Teladoc. Sul tema della diagnostica, ci sono aziende come l’americana Thermo Fisher, la più grande produttrice al mondo di strumentazione scientifica, attiva nella mappatura del genoma umano. Il dato più importante e che più spesso viene citato è quello relativo al costo del sequenziamento del genoma umano, che nel giro di 15 anni è passato da $ 100’000’000 a $ 1’000 e le proiezioni sono per un’ulteriore riduzione del costo che potrebbe scendere in pochi anni fino a $ 200-300, aprendo scenari prima inimmaginabili per la sanità.

E, verosimilmente, un centro nevralgico in questo ambito sarà la Cina: già oggi, in un solo istituto (il Beijing Genomics Institute) si concentrano 156 sequenziatori e il 20% di tutti i dati relativi al DNA prodotti a livello mondiale. Occorre ricordare, infine, il tema della robotica applicata alla sanità, diventato ancora più di attualità durante la recente emergenza. Sempre la Cina ci offre spunti interessanti: l’ospedale da campo di Wuhan, costruito in 10 giorni, è stato interamente equipaggiato di robot 5G che lavorano nei reparti, con la collaborazione di ChinaMobile e CloudMinds.

Nel campo dei robot della sterilizzazione, abbiamo un campione europeo: la UVD robots della Danimarca ha inviato dozzine di robot in tutto il mondo, dalla Cina all’Italia, che si occupano di sterilizzare gli ambienti ospedalieri tramite luce ultravioletta che annienta virus e batteri. C’è poi l’azienda leader nell’ambito dei robot chirurghi, Intuitive Surgical, che già da tempo ha sviluppato un robot chiamato Leonardo da Vinci, più preciso e meno invasivo rispetto alla mano umana.

Permette di ridurre l’incidenza di complicazioni post-intervento e accorciare i periodi di degenza ospedaliera, consentendo quindi di ridurre drasticamente i costi per il sistema sanitario.

Il valore della digitalizzazione

Costretti a lavorare in remoto da casa e a consumare online, le nostre vite quotidiane hanno subito una decisa digitalizzazione. È auspicabile che alcune delle attività che oggi siamo costretti ad effettuare online torneremo a svolgerle di persona, una volta usciti dall’emergenza. Ma è probabile che alcune abitudini digitali saranno ulteriormente rafforzate e resteranno per sempre.

Dalla fruizione di film, serie TV e videogiochi online, ai pagamenti digitali, all’e-commerce e alla possibilità di fissare riunioni virtuali con clienti e colleghi, risparmiando in tempo e soprattutto in emissioni di CO2. Ne beneficeranno le società che operano nell’e-commerce (Amazon, Alibaba, eBay) e nell’intrattenimento online, non solo come contenuto audio o video, ma anche come videogiochi online (Netflix, Spotify, Tencent, Nintendo, Electronic Arts, Netease), o nel Fintech, ossia alla tecnologia digitale applicata ai servizi finanziari.

Ma a nostro avviso, le reali opportunità in ambito digitale sono legate ai software di intelligenza artificiale. A prescindere da quale sia il campo di applicazione, e-commerce o pagamenti digitali o qualsiasi altro, in ogni ambito ricerchiamo aziende in grado di sfruttare appieno il potenziale di analisi offerto dalla mole di dati che come utenti produciamo ogni giorno online, i cosiddetti Big Data.

Ci sono tanti esempi in questo ambito, da Ant Financial di Alibaba (o meglio, di Alipay, la finanziaria di Alibaba) a Deep Face di Facebook. Il machine learning ha consentito alla società canadese BlueDot, il 30 dicembre 2019 di rilevare un rischio legato ad una strana polmonite a Wuhan. Inoltre, analizzando il traffico aereo, BlueDot è stata in grado di anticipare che l’epidemia si sarebbe diffusa rapidamente a Hong Kong, Tokyo, Taipei, Seoul, Bangkok e Singapore.

Stare al sicuro in un mondo digitale

Di pari passo con la digitalizzazione, va la tematica della sicurezza informatica. Più lavoriamo in remoto e più le aziende hanno necessità di proteggere i propri network da eventuali attacchi informatici. Nell’era dell’Internet of Things (IoT), con circa 30 miliardi di dispositivi connessi e con la diffusione del cloud, la mole di dati personali e aziendali prodotti e conservati online è destinata a crescere senza freni.

Non è un caso che il numero di attacchi informatici tramite malware sia passato dai 12 milioni del 2009 ad oltre 800 milioni nel 2018, in meno di 10 anni. E parliamo solo di uno dei diversi tipi di cyber-attacchi a cui siamo esposti. La conseguenza è che le aziende sono più attente al tema e secondo una ricerca di LearnBonds.com, il 70% di esse stanno incrementando i propri investimenti in sicurezza informatica.

Secondo i CIO delle maggiori corporate globali, le uniche tre voci di spesa che cresceranno nel 2020 saranno quelle del cloud, dei software per la collaborazione tra dipendenti e con clienti (meeting online) e della sicurezza informatica. Tra le aziende in cui investiamo nella strategia Pictet-Security spicca CyberArk, specializzata nella protezione degli account privilegiati, ossia quelli degli amministratori dei network e dei sistemi, che hanno accesso a tutte le informazioni chiave e sensibili dell’azienda e che sono diventati il target primario degli attacchi dei criminali informatici da quando è esplosa la pandemia da Covid 19.

Ha subito una potente accelerazione il phishing: secondo i ricercatori del gruppo informatico Barracuda Networks, nel mese di marzo è stato registrato un aumento del 667% delle e-mail di phishing, che utilizzano il Coronavirus per indurre le persone a cliccare sui collegamenti o a scaricare documenti permettendo ai cyber-criminali così di accedere ai loro sistemi informatici. Tra le aziende su cui investiamo, Proofpoint è leader nella sicurezza della posta elettronica e non a caso nel primo trimestre ha registrato un incremento del 23% dei ricavi su base annua (250 milioni $).

Gli altri Megatrend che accelerano nel lungo termine

Stiamo già assistendo all’accelerazione di alcuni dei temi secolari, ma ce ne saranno anche altri che, in un orizzonte temporale più ampio, assumeranno maggiore forza.

In particolare, l’automazione industriale potrebbe godere di un’accelerazione a causa di una fase di deglobalizzazione innescata dalla crisi: i fondi tematici Robotics e Clean Energy investono in questi settori. Uno degli effetti collaterali della pandemia sarà quello di ridurre la dipendenza dei sistemi produttivi dalle filiere globali: in questo consiste la “deglobalizzazione” (o globalizzazione 2.0), una tendenza avviatasi durante le tensioni commerciali degli anni passati e potenziata dalla pandemia.

Per poter fare meno affidamento sulle filiere produttive globali e, soprattutto, sulla manodopera a basso costo dei Paesi emergenti, le aziende saranno costrette ad aumentare gli investimenti nell’automazione e nella robotizzazione dei processi produttivi, dando un’ulteriore spinta a un segmento già in fortissima crescita.

Una profonda trasformazione, ancora, coinvolgerà le città, che dovranno aumentare la loro capacità di resistenza alle future epidemie, dimostrando che quello di smart city è un concetto dinamico e non statico.

Inoltre, durante la crisi di COVID-19 è stato rilevato come l’obesità fosse un fattore negativo per i pazienti; quindi la qualità del cibo, in cui investiamo nel nostro fondo Pictet-Nutrition, potrebbe vedere la sua tendenza ulteriormente rafforzata, così come l’importanza del trattamento dell’acqua e delle acque reflue per garantire che gli agenti patogeni vengano rimossi correttamente.

In conclusione, siamo convinti che i Megatrend siano la chiave per riuscire a cavalcare con successo i segnali che emergono oggi per superare il complesso contesto attuale con un’ottica di lungo periodo.

Fonte: AdvisorWorld.it

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