AdvisorWorld.it
Delitala Andrea Pictet Asset Management

Pictet AM: Aggiornamento sulla strategia di investimento

Pictet Asset Management – L’evoluzione dei mercati finanziari da inizio anno è stata promettente, con indici azionari in territorio ampiamente positivo.


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da AdvisorWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita.  Clicca qui per iscriverti gratuitamente


A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management


Il tema della ripresa ciclica dell’economia è in generale molto frequentato dagli investitori attraverso posizioni su small Cap, industriali, materie prime e beni durevoli. Dal punto di vista geografico, molto positivi i risultati dei paesi emergenti asiatici che guadagnano quasi il 10% da inizio anno.

La componente europea è stata maggiormente contrastata e soffre l’impatto negativo del rischio Covid su due fronti: da un lato il rischio mutazioni e relativi dubbi riguardo all’efficacia dei vaccini sino ad ora approvati, dall’altro l’andamento di una campagna vaccinale fino ad ora fallimentare e che espone l’Europa a tensioni nazionalistiche/protezioniste soprattutto nei confronti della Gran Bretagna.

Il fenomeno più interessante delle scorse settimane è stato lo short squeeze osservato su alcuni titoli a piccola capitalizzazione. Il braccio di ferro ha visto da un lato tanti trader retail, coalizzati negli acquisti grazie all’utilizzo di piattaforme social, e dall’altro lato hedge funds (con posizioni ribassiste) che hanno dovuto soccombere, riportando perdite multimiliardarie e liquidando altre posizioni per ridurre la leva finanziaria. Queste liquidazioni forzate hanno causato una correzione di quasi cinque punti sull’indice S&P500, per ragioni tecniche più che fondamentali.

Piersimoni Marco Pictet Asset Management

Quadro macroeconomico, deciso sostegno fiscale e monetario spingono verso l’alto le valutazioni dei premi di rischio azionari soprattutto nell’area USA e Asia (sia EM che Giappone). Le notizie che giungono dal fronte fiscale sono incoraggianti: nel corso del primo trimestre ci attendiamo il varo di un pacchetto aggiuntivo nell’ordine di almeno 1.000 miliardi di dollari (circa 5% del PIL USA), che rafforza lo scenario di ripresa ciclica.

Rispetto ad inizio anno, la crescita mondiale sembra essere trainata soprattutto da USA e Cina mentre l’Europa resta indietro, sia per le indubbie difficoltà nella campagna vaccinale che per il minor spazio di stimolo monetario e fiscale. Il rischio principale, all’interno di uno scenario delineato che è positivo, è legato (a parte all’onnipresente evoluzione della pandemia) a improvvise fiammate inflazionistiche da eccesso di stimolo fiscale: allo stato attuale sembra prematuro ipotizzarlo.

Con aspettative di inflazione già rientrate su livelli pre-crisi, eventuali rimbalzi pronunciati dell’inflazione realizzata (oltre agli attesi effetti base) potrebbero mettere in discussione il paradigma dei tassi bassi a lungo. Le Banche Centrali, a partire dalla Fed, potrebbero essere indotte ad agire sui tassi reali mettendo pressione sugli attivi azionari; si tratta probabilmente di uno scenario valido per la seconda parte dell’anno se non per il 2022, ma dovremo seguire molto attentamente l’evoluzione di questo tema.

Fonte: AdvisorWorld.it

Articoli Simili

Comgest: il portafoglio bilanciato è morto?

Redazione

ASI : Dal mondo del calcio, una lezione per l’asset management

Redazione

Natixis IM: aspettando la riapertura delle economie dei Paesi emergenti

Redazione