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Osservatorio sulla congiuntura Luglio 2011: Scenario macro, tassi e aggiornamento Bce

Euri 1

L’Osservatorio sui mercati creditizi, a cura del Settore Investor Relations Banca MPS, fornisce un aggiornamento sulla dinamica dei principali aggregati a livello di sistema bancario (prestiti, raccolta diretta e tassi d’interesse), con un confronto ….


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli

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a livello europeo e in relazione anche all’evoluzione del ciclo economico. Il lavoro si articola in 4 sezioni:

– prestiti: si analizza, con riferimento anche al mercato internazionale, l’evoluzione della totalità dei prestiti e delle sue componenti (per durata e per settori); l’attenzione quindi si sposta sugli impieghi vivi declinati per aree geografiche e regioni;
– raccolta diretta: si studia l’andamento della raccolta bancaria confrontandolo con quello europeo, si osservano anche le dinamiche delle varie componenti (PCT, obbligazioni, conti correnti); si ha poi il focus sull’evoluzione dei depositi sul territorio nazionale (aree geografiche e regioni);
– tassi di decadimento: si utilizza tale indice per dare un quadro sulla qualità del credito, sia a livello settoriale che territoriale;
– tassi d’interesse: si esamina l’andamento dei tassi d’interesse attivi distinguendo tra nuove operazioni e consistenze, famiglie e imprese, particolari forme d’impiego (credito al consumo, prestiti per acquisto abitazione). Per i tassi d’interesse passivi si osservano le evoluzioni delle varie forme tecniche (obbligazioni, conti correnti, ecc.). Si dà evidenza anche dei margini (mark-up e mark-down) e degli spread.

Fonte dei dati: i dati esposti nelle tavole e nei grafici dell’Osservatorio si basano su elaborazioni del Servizio  Research delle seguenti fonti esterne: Banca d’Italia, BCE, ABI, Istat.

Timing: l’uscita del presente lavoro è prevista ogni tre mesi.

Le dinamiche dei principali aggregati di bilancio delle banche dal mese di giugno 2010 sono state stimate depurandole dall’effetto delle modifiche intervenute con il recepimento del Regolamento BCE/2008/32 nelle segnalazioni statistiche di vigilanza. L’applicazione del regolamento ha determinano un incremento a giugno 2010 dei “Prestiti a residenti nell’area dell’euro” per circa 65,3 miliardi di euro (di cui: 6,1 miliardi di euro riferito a “Prestiti a società non finanziarie residenti in Italia” e 58,8 miliardi a “Prestiti a famiglie residenti in Italia”) da attribuire a prestiti cartolarizzati o altrimenti ceduti, che non soddisfano i criteri di cancellazione previsti dai principi contabili internazionali (IAS), in analogia alla redazione dei bilanci. L’applicazione di tali criteri ha comportato la re-iscrizione in bilancio di attività precedentemente cancellate. Si è registrato, inoltre, sempre a giugno 2010 un incremento della voce “Depositi con durata prestabilita oltre i due anni” per circa 151 miliardi da attribuire a somme rivenienti da cartolarizzazioni e altre cessioni dei prestiti utilizzate per finanziare le “attività cedute e non cancellate” e dall’acquisto di titoli delle proprie cartolarizzazioni non cancellate.

Anche la rilevazione dei tassi di interesse, a partire da giugno 2010, è stata modificata come previsto dal regolamento BCE/2009/7, portando una discontinuità nelle serie storiche. Da questa data, infatti, i tassi sui prestiti escludono oltre alle sofferenze e alle posizioni ristrutturate anche gli incagli (partite deteriorate). Inoltre, fino a maggio 2010, per la rilevazione del tasso c/c attivi, sono assimilati ai c/c attivi gli anticipi su effetti, altri titoli di credito e documenti sbf e gli anticipi per operazioni di factoring. Da giugno 2010 il tasso sui conti correnti attivi include tali operazioni limitatamente ai prestiti rotativi. Infine le carte di credito, in precedenza comprese nel credito al consumo, sono incluse nella voce conti correnti attivi e pertanto non sono comprese tra le nuove operazioni ma solo nelle consistenze .
 
(*) Prestiti rotativi: finanziamenti utilizzabili dal debitore senza preavviso, nei limiti di credito approvati, per i quali non c’è obbligo di rimborso periodico dei fondi, e il cui margine disponibile si ricostituisce in funzione dei rimborsi effettuati.

– Ad aprile, la dinamica dei prestiti bancari ai residenti in Italia ha fatto registrare un tasso di crescita tendenziale pari al +5,2%, in aumento rispetto sia a marzo 2011 (+4,7%), sia ad aprile 2010 (+3,2%). L’accelerazione ha interessato i prestiti a medio lungo termine +4,2% ad aprile (2,9% ad aprile 2010), e quelli a breve termine +7,1% ad aprile (1,2% ad aprile 2010).
– Nel 2011 i prestiti alle imprese hanno fatto registrare una forte impennata, +5,5% (-2,8% ad aprile 2010), tornando così ai valori dei primi mesi del 2009. Resta stabile l’andamento dei finanziamenti alle famiglie, con un +7,6%, in linea con quanto registrato a dicembre 2010. I tassi di crescita dei prestiti alle imprese e alle famiglie in Italia restano comunque i più alti tra i principali paesi europei.
 – Per gli impieghi vivi, a fronte di un tasso medio nazionale del +3,4% al totale clientela, le aree che contribuiscono maggiormente alla crescita sono il Nord Est (+5%) e il Mezzogiorno (+3,6%). Questo andamento viene rispecchiato anche negli impieghi ai settori produttivi (Italia +3,9%, Nord Est +5,4%, Mezzogiorno +4,2%).
– Ad aprile 2011 il tasso annuo di crescita della raccolta bancaria è di +2,3% (+5,3% a aprile 2010). La componente che traina la crescita è quella dei pronti contro termine (+27,9% a aprile 2011, +21,1% ad aprile 2010); le obbligazioni danno dei segnali di ripresa con un +2,6% ad aprile, dopo aver registrato una serie di valori negativi da giugno 2010; mentre per i conti correnti continua il trend negativo, -2%.
– Il tasso di decadimento, nel quarto trimestre del 2010 ha registrato un ulteriore calo, passando dal 2,06% di settembre al 2,04%. L’indice migliora sia per le imprese (2,61% a dicembre, 2,63% a settembre 2010), che per le famiglie (1,50% a dicembre, 1,55% a settembre). Tra le aree geografiche quella che risulta ancora in difficoltà è il Mezzogiorno, per le imprese presenta, infatti, tassi di decadimento ben al di sopra della media nazionale (4,04% del Mezzogiorno, 2,61% dell’Italia); ma nel quarto trimestre del 2010 ha mostrato segni di miglioramento.
– A dicembre 2010, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti in essere a famiglie e società non finanziarie (3,77%), è aumentato sia rispetto a marzo 2011 (3,69%), che ad aprile 2010 (3,63%). Anche i tassi dei prestiti in essere delle imprese e delle famiglie, hanno riportato un lieve aumento (per le imprese 3,35% ad aprile, 3,25% a marzo; per le famiglie 4,36% ad aprile, 4,32% a marzo).
– In lenta ascesa anche i tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese: ad aprile 2011 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 3% (2,88% a marzo); i tassi sulle nuove operazioni alle famiglie 3,04% ad aprile (2,99% a marzo).
– In leggero rialzo anche il tasso sui depositi (inclusi PCT) in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie: ad aprile 2011 (0,78%) è aumentato di tre punti base rispetto a marzo (0,75%) e di diciassette punti base rispetto al 2010 (0,61%). È lievemente aumentato anche il tasso delle operazioni pronti contro termine, raggiungendo l’1,82% ad aprile 2011 (1,75% a marzo), e il rendimento delle obbligazioni bancarie si è attestato al 3,11% (3,06% a marzo).
–  Lo spread complessivo, differenziale fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie, è risultato ad aprile 2011 pari a 2,17%. Lo spread a breve è aumentato rispetto a dicembre 2010 (3,61%), raggiungendo ad aprile 2011 il 3,81%.

Prestiti

Ad aprile 2011, la dinamica dei prestiti bancari ai residenti in Italia, corretti per l’effetto delle cartolarizzazioni, ha fatto registrare un tasso di crescita tendenziale pari al +5,2%, stabile rispetto al mese di marzo, ma in netto aumento rispetto ad aprile 2010 (+2,3%).
Considerando la disaggregazione per durata, si nota come il segmento a medio lungo termine (oltre 1 anno), ha fatto registrare una crescita del +4,2%, leggermente superiore rispetto a marzo (+3,8%); quello a breve termine (fino a 1 anno), è cresciuto del +7,1%, in calo rispetto al mese precedente (+8,0%). La componente a medio lungo termine rimane quella che pesa di più sul totale prestiti: 65,6% ad aprile (poco meno rispetto al 66,2% di aprile 2010); nel biennio 2008-2010, la componente dei prestiti a breve termine ha registrato un CAGR più alto (+3,63%) rispetto a quella dei prestiti a m/l termine (+3,36%).
La variazione congiunturale dei prestiti, per la prima volta dall’ottobre 2010, ha registrato valori negativi (-0,3%). Dopo aver registrato un picco a gennaio 2011 (+3,6%), nei mesi successivi ha riportato un continuo calo, fino a raggiungere la variazione negativa di aprile.

Prestiti per settori

Ad aprile 2011 l’ammontare dei prestiti al settore privato del sistema bancario italiano è risultato pari a 1.431 miliardi di euro; rispetto ad aprile 2010 il flusso netto di nuovi prestiti è stato di circa 90 miliardi di euro. Ad aprile 2011 resta stabile l’andamento dei finanziamenti alle famiglie, con un +7,6%, in linea con la rilevazione di dicembre. I finanziamenti alle imprese hanno, invece, fatto registrare una forte crescita +5,5% (+2,3% ad aprile 2010)
– Prestiti a Imprese: continua il trend positivo di tali finanziamenti. Da gennaio 2011 i dati dell’Italia hanno fatto registrare un’impennata  attestandosi ad aprile sul +5,5%, tornando così ai valori di inizio 2009. Tale dinamica è superiore sia a quella dell’Area Euro (+0,8%), che a quella di Francia (+2,7%) e Germania (-0,4%).
–  Prestiti a Famiglie: il tasso di crescita tendenziale dei finanziamenti alle famiglie è pari al +7,6%, superiore a quelli dei principali paesi dell’Area Euro (+7,2% in Francia e +0,5% in Germania). La crescita è stata trainata soprattutto dai mutui per l’acquisto di abitazioni, come per gli anni precedenti, il cui tasso annuo di crescita è risultato, in Italia, pari al +8,8% (+5% nell’Area Euro).

Prestiti e ciclo economico

A marzo 2011 i prestiti a società non finanziarie in Italia (+5,5%) hanno fatto registrare un’impennata rispetto a quelli dell’Area Euro, nonostante il Pil nazionale sia cresciuto solo dell’+1% (+1,3% a dicembre 2010) rispetto al +2,5% dell’Aera Euro.
Il sostegno creditizio non è mancato neanche nel primo trimestre del 2011, nonostante le variabili reali abbiano fatto registrare un calo nei tassi di crescita tendenziale. La produzione industriale infatti è passata dal +6,1% di dicembre al +3,1% di marzo; gli investimenti fissi dal +2,8% al +1,5% e l’export dal +9,7% al +7,3%.

Prestiti: Impieghi vivi per area geografica

La variazione annua degli impieghi vivi a clientela residente in Italia, a marzo 2011, è pari a +3,4%, in aumento rispetto al +3% di dicembre 2010. Hanno contribuito a questo aumento soprattutto il Nord Est (5,0%), e il Mezzogiorno che riconferma una crescita del 3,6%. Nel Nord Ovest il tasso di crescita è pari al +2,7%, mentre nel Centro al +2,8%.
Da gennaio 2011, l’andamento degli impieghi nel Mezzogiorno è in linea con quello della media nazionale; il Nord Ovest e il Centro invece mantengono un andamento al di sotto della media nazionale, anche se in recupero. Il Nord Est ha confermato un andamento nettamente superiore a quello nazionale (5%), portando lo spread a 1,6 pb. 

Focus: Impieghi vivi per settori e regioni

Gli impieghi vivi a famiglie consumatrici a marzo 2011 hanno avuto una crescita del +5,8%. Le regioni che hanno registrato un tasso di crescita al di sopra di quello nazionale sono state soprattutto quelle del Centro (Toscana, Marche e Lazio). Le altre regioni sono in linea o al di sotto della media nazionale, con qualche eccezione (Friuli Venezia Giulia +7,2%, Calabria +6,5% e Basilicata +8,3%).
Il trend dei settori produttivi a marzo 2011 fa registrare ancora una crescita sostenuta +3,9%. Le piccole imprese confermano la crescita positiva +5,5% (rispetto al +4,9% di dicembre 2010); ma anche le imprese medio grandi fanno registrare un netto incremento +3,6%, (+1% a dicembre 2010).
Tutte le regioni registrano un tasso di crescita positivo; da segnalare le performance di Veneto +5,6%, Emilia Romagna +6% e Calabria +6,7%. Il Centro ha recuperato l’andamento negativo di dicembre (- 2,7%) facendo registrare un +2,4%. 

Raccolta Diretta

Ad aprile la variazione annua della raccolta bancaria è in assestamento. Il dato tendenziale è del +2,3%, rispetto al +2,4% di marzo, quello congiunturale si ripresenta positivo (+1,2% ad aprile) dopo la variazione negativa di marzo (-0,4% ).
Nel confronto internazionale, migliora l’andamento dei depositi (inclusi pronti contro termine) delle banche dell’Area euro (+2,4%) rispetto a quello delle banche italiane (+2,1%). Dopo due anni la crescita dei depositi italiani torna ad essere inferiore a quelli dell’Area Euro a causa di un forte calo della componente Pronti contro Termine.

Raccolta diretta – componenti

Ad aprile 2011, l’aggregato complessivo della raccolta delle banche italiane a clientela residente (depositi in conto corrente, depositi con durata prestabilita, depositi rimborsabili con preavviso, pronti contro termine e obbligazioni), ha fatto registrare un tasso di crescita tendenziale pari al +2,3%, (+2,4% a marzo 2011, +5,3% ad aprile 2010).

L’osservazione delle diverse componenti mostra come i depositi da clientela residente (PCT inclusi) abbiano registrato un tasso di crescita pari a +2,1% (in netto calo rispetto al +7,8% di aprile 2010); un trend positivo hanno presentato invece le obbligazioni, che dopo il -1,7% di gennaio 2011, hanno raggiunto il +2,6% di aprile 2011 (+3,5% congiunturale). Anche la loro incidenza sul totale della raccolta diretta è aumentata, passando dal 38,8% di dicembre 2010 al 40,1% di aprile 2011.

Le operazioni di pronti contro termine (incidenza su totale raccolta pari a 6,5%) sono sempre su valori sostenuti, ma la loro dinamica ha subito un drastico calo, passando dal +83,5% di dicembre 2010 al +27,9% di aprile 2011. Per i conti correnti (incidenza sul totale raccolta pari a 35%) continua la fase negativa iniziata a novembre 2010, ad aprile la variazione tendenziale è del -2% (-1,5% a marzo 2011, +7,8% ad aprile 2010). Resta positiva ad aprile, invece, la crescita dei depositi con durata prestabilita (+8,3%) e dei rimborsabili con preavviso (+3,8%), lasciando pressoché invariata rispetto a dicembre 2010 la loro incidenza sul totale della raccolta (rispettivamente 2,9% e 13,4%).

Focus: Depositi (*) (con PCT) per area geografica

A marzo 2011, la variazione annua dei depositi a clientela residente in Italia è pari a +3,9%; contribuiscono a tale risultato il Nord Est e il Centro e rispettivamente con il 6,5% e l’11,1%. La crescita del Centro è ancora giustificata dalle consistenti operazioni di Pronti Contro Termine, anche se in maniera molto inferiore rispetto a dicembre 2010.
Il Nord Ovest e il Mezzogiorno hanno fatto registrare dei tassi di crescita negativi (-1%, -1,3%); l’andamento di queste due aree geografiche dal dicembre 2008, risulta essere sempre al di sotto della media nazionale, anche se lo spread sta pian piano assottigliandosi.
(*) l’aggregato territoriale dei depositi differisce da quello sul totale nazionale per l’assenza dei dati della Cassa Depositi e Prestiti.

Depositi (con PCT) per settori e regioni

I depositi a famiglie consumatrici a marzo 2011 hanno avuto un tasso di crescita negativo pari a -1,6%. Le uniche regioni che hanno riportato un valore positivo sono la Valle d’Aosta (+0,2%) e il Trentino A.A. (+0,7%). Le altre hanno avuto tassi di crescita negativi anche al di sotto della media nazionale, da segnalare soprattutto le regioni del Centro con l’Umbria a -4,6% e l’Emilia Romagna a -4,0%. I depositi alle imprese hanno registrato anch’essi un valore negativo pari a -2,5%. Il Nord Est è l’unica area che registra un tasso di crescita positivo, grazie a Veneto e Trentino. Il Nord Ovest, il Centro e il Mezzogiorno hanno invece un tasso di crescita negativo, rispettivamente -2,8%, – 7% e -2,6% (il Lazio fa registrare -10,6%, rispetto al -10,8% di dicembre 2010).
Tasso di decadimento

Il tasso di decadimento (rapporto tra il flusso di nuove sofferenze e prestiti in essere), dopo essersi mantenuto stabile per due trimestri consecutivi (2,06%), ha fatto registrare un lieve calo a dicembre 2010, passando a 2,04%.
Le imprese (incluse le famiglie produttrici) hanno confermato il trend in calo: dopo aver toccato il 2,68% a marzo 2010, a dicembre hanno fatto registrare un tasso del 2,61%, mantenendosi però sempre al di sopra della media nazionale.
Anche le famiglie consumatrici hanno riportato un calo del tasso passando così dall’1,55% di settembre 2010 all’1,50% di dicembre 2010.
Lo spaccato territoriale dell’indice per le società non finanziarie mostra andamenti diversi a seconda dell’area geografica. Le aree del Nord, che a settembre avevano mostrato un trend in calo del tasso (Nord Ovest 2,11%, Nord Est 2,49%), a dicembre 2010 invece hanno segnato un aumento, portando così il Nord Ovest al 2,13% e il Nord Ovest al 2,55%. Il Centro e il Mezzogiorno invece, hanno avuto un andamento contrario a quello delle aree del Nord; infatti mentre fino a settembre avevano manifestato un trend in rialzo (Centro 2,80%, Mezzogiorno 4,17%), a dicembre 2010 hanno riportato un calo, il Centro si è attestato sul 2,73% e il Mezzogiorno sul 4,04%.


Tasso di interesse attivi – consistenze

Ad aprile 2011, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti in essere a famiglie e società non finanziarie, è risultato pari al 3,77% (3,69% nel mese precedente), ben 14 punti base in più rispetto ad aprile 2010. I tassi dei prestiti in essere delle imprese e delle famiglie, hanno registrato un lieve aumento ad aprile 2011, i primi si aggirano attorno al 3,35% (3,25% a marzo) e i secondi al 4,36% (4,32% a marzo).
Eseguendo il confronto con i tassi sulle consistenze dell’Area euro, si nota come i tassi applicati in Italia sia alle imprese che alle famiglie siano al di sotto della media europea; per le imprese lo spread è di 26 bp mentre per le famiglie (acquisto abitazione) è di 48 bp.

Tassi d’interesse attivi – nuove operazioni

In lieve rialzo, i tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese: ad aprile 2011 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 3% (2,88% a marzo 2011). Registrano un leggero aumento sia i tassi sulle operazioni fino a 1 milione (3,57% ad aprile rispetto a 3,38% a marzo 2011), sia quelli operazioni oltre un milione (2,69% ad aprile e 2,59% a marzo).
Il tasso sui prestiti in euro alle famiglie sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni continua ad essere in crescita (3,04% ad aprile 2011); il TAEG su questo tipo di operazioni è stato in linea con il tasso applicato, ma nei primi mesi del 2011 ha fatto registrare un distacco dovuto soprattutto all’aumento dei tassi.
Il tasso sulle nuove operazioni di credito al consumo, dopo aver toccato il valore minimo (6,71%) a dicembre 2010, ha ricominciato a salire raggiungendo il 7,56% ad aprile 2011. Il TAEG ha seguito lo stesso andamento ma tenendosi sempre al di sopra del tasso di riferimento.

Tassi di interesse passivi

Il tasso sui depositi in euro applicato alle famiglie e società non finanziarie, ad aprile 2011 (0,78%) è aumentato di 3 punti base rispetto a marzo (0,75%). Dopo aver toccato il valore minimo a maggio 2010 (0,59%) prosegue il trend al rialzo in coerenza con gli orientamenti della Bce.
Anche il trend dei tassi sui conti correnti continua a essere positivo, 0,43% di aprile 2011, contro lo 0,36% di dicembre 2010 (+7 punti base in 4 mesi). Il tasso delle operazioni pronti contro termine è aumentato negli ultimi mesi raggiungendo l’1,82% ad aprile 2011, e il rendimento delle obbligazioni bancarie si è attestato al 3,11% ad aprile 2011, rispetto al 3,06% di marzo.
Il tasso medio della raccolta bancaria da clientela (che comprende il rendimento dei depositi, delle obbligazioni e dei pronti contro termine in euro applicati al comparto delle famiglie e società non finanziarie), si è collocato a aprile 2011 all’1,68% (1,64% a marzo 2011 e 1,36% ad aprile 2010).


Margini e spread

Il mark-down, dal secondo trimestre del 2010 ha fatto registrare un continuo aumento, attestandosi a 0,70% ad aprile 2011 (+56 punti base rispetto all’aprile 2010).
Il mark-up invece (che risente anche di una discontinuità statistica per effetto delle nuove segnalazioni di vigilanza), ha continuato a scendere dall’inizio del 2010, arrivando ad aprile al 3,12% (68pb in meno rispetto a gennaio 2010).
Lo spread complessivo, differenziale fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie, è risultato ad aprile 2011 pari a 2,17%, seguendo un trend decrescente in riferimento ai mesi precedenti, ma in leggero aumento rispetto a marzo 2011 (2,15%). Lo spread a breve, 3,81% ad aprile 2011, registra un graduale aumento rispetto alla rilevazione di dicembre 2010.



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 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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