AdvisorWorld.it
Image default

Oggi si riunisce l’Eurogruppo

Da seguire: – Aste – offerta a breve termine in Francia (8 mld), Germania (5 mld) e Olanda (min. 3 mld). ….

15022010

Area euro

– Oggi si riunisce l’Eurogruppo, con il tema Grecia nuovamente sul tavolo. Le dichiarazioni degli ultimi giorni sembrano confermare quanto traspariva giovedì dal comunicato stampa del Consiglio Europeo, cioè che difficilmente oggi i mercati vedranno emergere un piano per gestire emergenze fiscali nell’eurozona e tanto meno misure specifiche di sostegno alla Grecia, perché l’orientamento prevalente è quello di evitare impegni incondizionati. L’accento continuerà perciò a essere posto sulla correzione fiscale. Il Financial Times riferisce oggi di pressioni per chiedere aumenti dell’IVA di 1-2% e ulteriori tagli agli stipendi pubblici “in cambio di assistenza finanziaria”, mentre la Grecia riterrebbe sufficienti le misure annunciate questo mese (l’aumento delle accise sui carburanti e alcuni tagli al costo del lavoro nel pubblico impiego) e chiederebbe di attendere la revisione di metà marzo prima di valutare l’opportunità di nuove misure. Reuters cita fonti anonime secondo le quali non vi sarebbe urgenza di discutere oggi un piano dettagliato, e che se in futuro avvenisse un evento critico sul debito greco occorrerebbe poco tempo per organizzare adeguate misure di emergenza. Ma se l’obiettivo era soltanto quello di confermare ai mercati che la zona euro avrebbe aiutato una Grecia cooperativa, si sarebbero potute guidare meglio le aspettative prima del Consiglio Europeo straordinario, invece di lasciarle in balia dei rumours e accrescere così la volatilità dei prezzi.

Giappone

– Il PIL giapponese cresce dell’1,1% t/t nel 4° trimestre 2009, con una dinamica sostenuta per tutte le componenti. La domanda domestica aumenta dello 0,6% t/t. I consumi si mantengono su un ritmo di crescita solido (+0,7% t/t dopo +0,6% del 3° trim.). Il calo degli investimenti residenziali è meno marcato che nei trimestri precedenti (-3,4% t/t dopo -7,8% in T3). Soprattutto è positiva la crescita degli investimenti fissi delle imprese, in aumento di 1% t/t, dopo ampi cali registrati nel resto del 2009. In aumento i consumi pubblici (+0,8% t/t), ma in calo gli investimenti pubblici (-1,6% t/t). Il canale estero dà un ampio contributo positivo (+0,5%) grazie al +5% t/t delle esportazioni e al +1,3% dell’import. Le scorte contribuiscono per un modesto +0,1%. Nell’insieme i dati sono positivi, grazie soprattutto alla ripresa degli investimenti, anche se l’enorme capacità inutilizzata e il mercato del lavoro debole manterranno la domanda domestica privata  debole nel 2010.

I market mover della settimana

Nell’area euro sono in calendario i primi indici di fiducia riferiti al mese di febbraio. Ci aspettiamo che l’indice ZEW tedesco e la stima flash sui PMI area euro possano mostrare un minor ottimismo circa le prospettive dell’economia. Viceversa, la fiducia delle imprese francesi dovrebbe continuare a migliorare, sia pure a un ritmo inferiore rispetto a gennaio.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La pubblicazione dei verbali della riunione FOMC confermerà le indicazioni per l’exit strategy contenute nel testo dell’audizione di Bernanke, e potrebbe mostrare opinioni divergenti sui tempi. Le prime indagini di febbraio dovrebbero mostrare ulteriore espansione del settore manifatturiero; per la produzione industriale di gennaio prevediamo una dinamica molto sostenuta, spinta anche dal settore manifatturiero. I prezzi di gennaio (import, CPI, PPI) dovrebbero registrare un’accelerazione spinta anche dall’energia. I cantieri a gennaio dovrebbero recuperare solo in parte il calo di dicembre.

Venerdì sui mercati

Mentre diventava sempre più chiaro che l’Ecofin non avrebbe annunciato alcuna specifica misura di sostegno alla Grecia, i mercati hanno iniziato a riassorbire in parte i movimenti dei due giorni precedenti: rialzo, perciò, per il Bund future e allargamento per gli spread tra emittenti periferici e Bund; euro in ribasso sul dollaro a un nuovo minimo di 1,3504; indici azionari in lieve calo; quotazioni petrolifere in ribasso per la prima volta in quattro giorni.

Area euro

Le stime preliminari sulla crescita del PIL nel 4° trimestre hanno mostrato un quadro piuttosto differenziato per Paese. La performance migliore si è registrata come previsto in Francia, dove il PIL è salito più del previsto di 0,6% t/t (da 0,2% precedente). Anche in Olanda (0,3% t/t) e Austria (0,4% t/t) si è registrata una crescita soddisfacente. Dopo due trimestri positivi, la Germania ha avuto una crescita-zero a fine anno, in coerenza con il dato annuale comunicato in precedenza dall’ufficio statistico. Anche in Portogallo si è avuta una stagnazione dopo due trimestri positivi. Infine, dopo la Spagna (-0,1% t/t), anche l’Italia ha registrato a sorpresa una crescita negativa, di -0,2% t/t dopo il +0,6% t/t precedente. Infine, da notare l’aggravarsi della recessione in Grecia (-0,8% t/t). Nel complesso, la crescita nell’eurozona è risultata poco più che stagnante (0,1% da 0,4% t/t), il che segnala come, al di là dell’anomalo rimbalzo estivo, il trend sottostante per la crescita resti non molto lontano dallo zero.

La produzione industriale area euro è scesa in misura marcata (e inattesa) a dicembre, di -1,7% m/m, più che compensando il guadagno del mese scorso (+1,4% m/m, rivisto al rialzo). La variazione annua, pur restando negativa, è migliorata a -5% da -6,9% t/t. Al netto dell’energia (cresciuta del 2,1% t/t) la flessione mensile sarebbe stata anche più marcata (-1,9% m/m). Il calo ha riguardato in particolare beni capitali e beni intermedi mentre è aumentata la produzione di beni di consumo.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a gennaio hanno registrato un aumento di 0,5% m/m (il dato di dicembre è rivisto a -0,1% m/m da -0,3% m/m); l’aggregato ex-auto aumenta dello 0,6% m/m. Al netto della benzina, le vendite aumentano di 0,5% m/m.  In forte calo i materiali da costruzione (-1,2% m/m): quindi l’aggregato delle vendite al netto di auto, benzina e materiali da costruzione aumenta a un ritmo molto sostenuto (+0,8% m/m), dopo il calo di 0,3% m/m di dicembre.

– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio è scesa a 73,7 a da 74,4 di gennaio. Le aspettative calano a 66,9 da 70,1, tornando sui livelli di novembre; la valutazione delle condizioni correnti sale invece a 84,1 (massimo da marzo 2008) da 81,1.

Le scorte delle imprese a dicembre scendono dello 0,2% m/m. Il fatturato aumenta complessivamente dello 0,9% m/m. Il rapporto scorte/fatturato continua a scendere (a 1,26 a dicembre) da un massimo di 1,46 di fine 2008.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

 


Appendice
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

 

 

Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

Articoli Simili

Lombard Odier : Mercati emergenti sofferenti: è prevista una ripresa?

Falco64

Janus Henderson Investors : Elezioni di mid term USA

Falco64

NN IP: Impact, come si misura la sostenibilità?

Falco64