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NN IP: i nuovi regolamenti UE sulla finanza sostenibile spingono il cambiamento

NN IP. Le nuove regole non sono un ostacolo all’innovazione di prodotto per quegli asset manager già convintamente ESG

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Simona Merzagora, Managing Director di NN IP


    È il momento per gli investitori di beneficiare della transizione verso un’economia sostenibile e rendere i portafogli a prova di futuro

    Il quadro di finanza sostenibile dell’UE creerà nuove opportunità d’investimento sia sul fronte azionario sia su quello obbligazionario. “Effetto Bruxelles” sui mercati emergenti.

Il mercato degli investimenti sostenibili è in una fase di forte espansione. Secondo l’analisi di Bloomberg Intelligence, gli asset ESG globali potrebbero raggiungere i 53 trilioni di dollari entro il 2025, con l’Europa a fare da traino. L’Unione Europea ha risposto a questa crescita vertiginosa con una strategia normativa di vasta portata finalizzata ad aumentare la trasparenza, a prevenire il greenwashing e a rendere le questioni ambientali, sociali e di governance un obiettivo primario delle istituzioni finanziarie e degli investitori.

Tuttavia, il rispetto dei nuovi standard comuni per la commercializzazione e l’offerta di prodotti d’investimento responsabili per gli asset manager significherà sia dover gestire tutta una serie di nuovi documenti sia fronteggiare costi aggiuntivi. “Se è vero che le regole dell’UE sono complesse e impegnative, ciò non dovrebbe rappresentare un freno all’innovazione nello spazio degli investimenti sostenibili”, ha commentato Adrie Heinsbroek, Chief Sustainability Officer di NN Investment Partners (NN IP). “Dopo aver stabilito degli standard comuni per l’industria, ora tocca ai gestori patrimoniali impegnati sulla frontiera dell’innovazione fornire una nuova visione d’investimento e prodotti che ci conducano sulla strada di un futuro sostenibile”.

In Europa, i gestori patrimoniali stanno seguendo da vicino lo stato di avanzamento della SFDR, che è stata concepita per rendere più facile per gli investitori valutare e confrontare il profilo di sostenibilità dei fondi. Questo regolamento richiede agli asset manager sia di classificare i fondi e i loro mandati in tre categorie – con requisiti di sostenibilità e rendicontazione sempre più rigorosi (noti come articoli 6, 8 e 9) – sia di adeguare la documentazione legale, i materiali di marketing e ogni futura pubblicazione.

Le disposizioni chiave della Sfdr sono già in vigore, ma una serie di normative di livello 2 sono ancora in fase di elaborazione. L’adesione a questi nuovi standard tecnici è stata rimandata a luglio 2022. Tale ritardo può concedere più tempo per conformarsi, a seconda di quando la legislazione finale di secondo livello sarà pubblicata. La portata di questa fase preparatoria comporta che la maggior parte delle realtà in campo sta già lavorando duramente per farsi trovare pronta. “Un vantaggio che abbiamo in NN Investment Partners è che questo tipo di analisi non rappresenta certo una novità per noi”, sottolinea Simona Merzagora, Managing Director di NN IP. “Da anni usiamo criteri proprietari per distinguere i nostri fondi e i mandati in quattro gruppi: tradizionale, integrato ESG, sostenibile e impatto. Questa categorizzazione esistente sta aiutando la nostra transizione verso le nuove categorie di prodotti previste dalla SFDR”.

La complessità e la portata del nuovo quadro normativo dell’UE rappresentano una sfida per gli asset manager, le banche e i loro clienti. Oltre ai nuovi regolamenti come l’SFDR, il regolamento sulla tassonomia e una proposta di direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale, sono già in atto modifiche alla legislazione esistente. Queste includono la MiFID II, entrata in vigore nel 2018, e le direttive UCITS e AIFMD.

Mentre l’impatto delle nuove normative non si percepirà ancora per diversi anni, è questo il momento per gli investitori di adeguare i propri portafogli per trarre beneficio dalla transizione verso un’economia sostenibile, rendendoli a prova di futuro. Per gli investitori, infatti, le normative aprono grandi opportunità per ottenere rendimenti interessanti e fare la differenza.

 “Le nuove regole dell’UE possono aiutare a guidare il passaggio verso investimenti e finanziamenti più sostenibili, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti, aumentando la consapevolezza sulle questioni ESG e stimolando all’azione chi è ancora indietro “, continua Heinsbroek.

Oltre alla ricchezza di dati, infatti, il quadro UE darà anche origine a nuovi prodotti d’investimento e opportunità in una serie di asset class, dal momento che le aziende si stanno muovendo per affrontare molti dei problemi più urgenti, andando al di là della riduzione della propria impronta climatica. Assisteremo dunque allo sviluppo da parte delle aziende di soluzioni innovative nei settori del riciclaggio, della purificazione dell’acqua, delle infrastrutture energetiche e della cattura del carbonio.

Per gli investitori, questo significherà una più ampia gamma di titoli azionari che saranno in linea con la classificazione di sostenibilità dell’UE. Nel reddito fisso, le aziende intensificheranno l’emissione di obbligazioni verdi che soddisfano i nuovi standard dell’UE e che consentono agli investitori di puntare su specifici progetti. Gli investitori giocheranno anche un ruolo sempre più importante nella finanza alternativa, fornendo alle aziende finanziamenti cruciali per quei progetti che tradizionalmente erano affidati alle banche.

Inoltre, oltre al clima, la crescente enfasi da parte dei regolatori e degli investitori sulla “S” negli investimenti ESG aiuterà anche a stimolare soluzioni in aree come l’assistenza sanitaria e l’istruzione, che sono fondamentali per creare società più inclusive nel periodo post-pandemico.

L’impatto del quadro UE si sentirà ben oltre i confini dell’Europa. Grazie al cosiddetto “effetto Bruxelles”, è probabile che i paesi di tutto il mondo adottino normative e regolamenti simili considerati ormai best practice globali. Nei mercati emergenti, dove si trovano molti dei paesi più vulnerabili alla minaccia del cambiamento climatico, questo significherà che gli investimenti europei potranno fluire più liberamente in queste economie con gli investitori del Vecchio Continente che potranno cogliere un maggiore ritorno in tema di sostenibilità.

Se l’obiettivo chiave del quadro UE è quello di incoraggiare investimenti a lungo termine in asset e progetti economici sostenibili, è fondamentale per gli investitori capire che i profitti a breve termine potrebbero non essere coerenti con le loro ambizioni di sostenibilità. In definitiva, gli investitori che posizionano i loro portafogli per trarre vantaggio dai prossimi cambiamenti saranno in grado di raccogliere rendimenti interessanti nel lungo termine, oltre ad avere un impatto sempre maggiore nello sforzo globale di costruire un futuro sostenibile.

Fonte: AdvisorWorld

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