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Nell’area euro, la settimana sarà ricca di indicatori importanti

I market mover della settimana: Nell’area euro, la settimana sarà ricca di indicatori importanti: saranno diffusi i dati sull’andamento del PIL nel 4° trimestre e della produzione industriale nel mese di dicembre nell’area euro….

 

Da seguire:

– Nessun dato di rilievo in agenda.

– Aste – Emissioni di BTF in Francia per 9 miliardi di euro, mentre la Slovacchia riapre l’obbligazione 4,5% 05/2026.

………. e nei principali Paesi. I dati sul PIL mostreranno un quadro piuttosto variegato, con una variazione negativa in Spagna, vicina a zero in Germania e Italia e in accelerazione in Francia; la media area euro dovrebbe risultare positiva ma in frenata rispetto al trimestre estivo. La produzione industriale di dicembre risulterà poco variata per la media dell’eurozona.

La settimana è scarna in termini di dati negli Stati Uniti. La bilancia commerciale dovrebbe vedere una chiusura del deficit a dicembre. Le vendite al dettaglio di gennaio dovrebbero essere in aumento, ma deboli in termini reali. I mercati saranno concentrati sull’audizione di Bernanke mercoledì alla Commissione servizi finanziari della Camera, su “Chiusura dei programmi di liquidità di emergenza della Federal Reserve e implicazioni per la ripresa economica”. Bernanke potrebbe iniziare a delineare in modo più preciso, anche in termini di tempi,  la strategia di uscita della Fed. L’intervento di Bernanke sarà seguito da quello di altri “esperti” di politica monetaria.  

Ieri sui mercati

Euro e sterlina in ribasso sul dollaro, rispetto al quale vengono scambiate rispettivamente a 1,3645 (min. 1,3622) e 1,5577 (min. 1,5536), e allo yen. La forza della moneta nipponica, favorita dalla debolezza dei mercati azionari e dalla chiusura dei carry trade, penalizza le quotazioni azionarie domestiche. L’aumento dell’avversione al rischio continua a spingere al ribasso i rendimenti dei titoli di stato e ad allargare gli spread tra emittenti sovrani euro, con pressioni che venerdì hanno interessato meno la Grecia e più Spagna e Italia. Bund future a 124,20, con buone probabilità di salire sopra 125. La riunione del G7 non ha costituito un evento di rilievo.

Area euro

Italia. I prezzi al consumo sono saliti lievemente meno del previsto a gennaio, di 0,1% m/m, la metà che nel mese di dicembre. L’indice armonizzato, che considera non il prezzo pieno di vendita ma il prezzo effettivamente a carico dell’acquirente e che tiene conto delle riduzioni temporanee di prezzo, è calato di -1,4% m/m (come usuale data la forte stagionalità di gennaio) dopo il +0,2% m/m precedente. L’inflazione annua è risalita in linea con le attese a 1,3% da 0,7% a/a sul NIC e all’1,4% dall’1,1% sull’armonizzato.

Germania. La produzione industriale è calata a sorpresa a dicembre, di -2,6% m/m, dopo essere aumentata di 0,7% m/m a novembre. Su base annua la flessione dell’output si è comunque attenuata a -7,1% da -8% a/a. Così come per gli ordini, il calo ha riguardato tutti i macrosettori eccezion fatta per i beni di consumo (+1,5% m/m), trainati dai non-durevoli. Nell’insieme del trimestre l’output è risultato poco variato (0,4% t/t) dopo il balzo estivo (+3,4% t/t), il che segnala il rischio di una stagnazione del PIL negli ultimi tre mesi dell’anno.

Stati Uniti

L’employment report di gennaio mostra un calo di -20 mila posti, e il dato di dicembre è rivisto a -150 mila da -85 mila. La revisione degli occupati nel 2009 è di -617 mila posti. Il settore manifatturiero vede un aumento di 11 mila posti, mentre le costruzioni vedono una contrazione di -60 mila. Nei servizi si registra un aumento di 48 mila unità. Gli occupati rilevati presso le famiglie aumentano di 541 mila. Il tasso di disoccupazione scende a 9,7%, da 10% di dicembre, con un aumento del tasso di partecipazione a 64,7%. I salari orari accelerano (+0,3% m/m). Le ore lavorate aumentano di 0,3% m/m.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

 


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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