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Natixis IM – Ottimisti sulla ripresa

Natixis IM – Consulenti finanziari e professionisti della finanza ottimisti sulla ripresa, i rendimenti attesi di fine anno sono più simili al 2018 che al 2008 …

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Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Investment Managers


L’indagine di Natixis IM mostra come consulenti finanziari e professionisti della finanza siano ottimisti sulla ripresa; i rendimenti attesi di fine anno sono più simili al 2018 che al 2008

  • I professionisti della finanza prevedono che il mercato azionario registri solo flessioni limitate durante l’anno, con una ripresa continua nel corso del secondo semestre, nonostante i significativi timori legati alla volatilità;
  • Un professionista finanziario su tre ritiene che la volatilità dimostri come l’ansia degli investitori sia stata maggiore di quanto il mercato pensasse; la recessione ha messo in luce i rischi e i limiti dei fondi passivi;
  • Le prospettive di mercato degli intervistati sono più ottimistiche negli Stati Uniti rispetto al resto del mondo. Il pessimismo è più marcato in Asia, dove i professionisti finanziari prevedono perdite a due cifre per l’anno in corso;

I professionisti della finanza, tra cui consulenti d’investimento, gestori patrimoniali, broker/dealer e pianificatori finanziari, si aspettano che i rendimenti delle azioni Usa recuperino dalle forti perdite per chiudere l’anno in calo di appena il 3,6%, secondo i risultati di un sondaggio pubblicato oggi da Natixis Investment Managers. Nonostante perdite record pari a -34% durante le prime settimane di crisi, i professionisti della finanza hanno registrato una perdita contenta, pari al – 10% alla fine di aprile.

Il sondaggio evidenzia come il 51% dei professionisti finanziari a livello globale abbia percepito la volatilità iniziale causata dalla crisi del coronavirus come guidata più dal sentiment che dai fondamentali. Ottimisti sulla possibilità che il mercato continui a riprendersi nel secondo semestre, i professionisti della finanza sono preoccupati soprattutto dall’incertezza riguardo ciò che accadrà in futuro e dal modo in cui sarà gestito.

Tra il 16 marzo e il 24 aprile di quest’anno, Natixis ha intervistato 2.700 professionisti della finanza in 16 Paesi, tra cui 300 negli Stati Uniti, rilevando che, a livello globale, gli intervistati prevedono una flessione del 7% per l’S&P 500 e una del 7,3% per l’indice MSCI World Index a fine anno. Le loro aspettative di rendimento per il 2020 sono più simili ai modesti cali registrati nel 2018 rispetto all’andamento del 2008, quando l’S&P lasciò sul terreno il 37% e l’MSCI il 40,33%. Nel mercato statunitense le prospettive sono più ottimistiche, ma altrove i professionisti della finanza sono notevolmente più pessimisti sull’andamento dei listini nei propri mercati: quelli di Hong Kong, Australia, Italia e Germania prevedono che l’anno si chiuderà con perdite a due cifre.

La volatilità continua a rappresentare il principale rischio per la performance di portafoglio e per le prospettive di mercato. Due terzi (69%) dei professionisti su scala globale indicano nella volatilità una delle principali fonti di preoccupazione, seguita da vicino dai timori di recessione (67%). Quasi la metà (47%) individua anche l’incertezza legata agli eventi geopolitici tra i rischi per i propri portafogli. In un drastico spostamento delle preoccupazioni causate dal rischio rispetto ai sondaggi degli anni precedenti, un quinto degli intervistati (19%) ha espresso preoccupazione per i bassi rendimenti, mentre i problemi relativi alla liquidità sono stati citati dal 17% degli intervistati.

“Con la graduale riapertura delle economie e l’allentamento delle tensioni su scala globale, i consulenti finanziari sono nel complesso ottimisti per quanto riguarda la ripresa”, dichiara Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Investment Managers. “Tuttavia sono ancora concentrati sulle modalità di protezione dei clienti dalla volatilità che si aspettano. La crisi ha rappresentato la tempesta perfetta per coloro che tendono a prendere decisioni di investimento su base emotiva e con la crisi che ha messo a nudo i limiti delle strategie di investimento passivo, la larga maggioranza dei consulenti si sta orientando verso una gestione attiva nell’attuale contesto”.

Ripristinare le aspettative: lezioni difficili e momenti educativi

Dopo un periodo di 12 anni in cui l’S&P 500 ha prodotto rendimenti medi annui di quasi il 13% e ha raggiunto livelli record a gennaio e febbraio, l’entità delle perdite causate dalla pandemia è stata rapida e sorprendente.

Non importa che quasi la metà dei consulenti finanziari (47%) sia d’accordo sul fatto che i mercati fossero sopravvalutati; otto su dieci (81%) ritengono che il prolungato bull market abbia reso gli investitori generalmente compiacenti nei confronti del rischio. E finché i mercati sono in rialzo, il 49% degli intervistati afferma che i propri clienti sono restii al ribilanciamento del portafoglio.

Il sondaggio evidenzia come:

– il 67% dei consulenti finanziari ritenga che i singoli investitori non fossero preparati a una flessione di mercato;

– Il 75% sospetti che gli investitori abbiano dimenticato come la durata del bull market fosse senza precedenti e rappresentasse un’eccezione su base storica;

– Il 76% pensi che i singoli investitori, in generale, facciano fatica a comprendere la propria disponibilità al rischio e la medesima percentuale afferma che i clienti non riconoscono il rischio fino a quando non lo stesso non si sia manifestato;

“La flessione di mercato – e la prevista ripresa – vale come una lezione di finanza comportamentale, anche se appresa attraverso perdite reali e obiettivi mancati”, dice Dave Goodsell, Executive Director del Natixis’ Center for Investor Insight. “Gli investitori hanno avuto di nuovo un assaggio di come il rischio possa presentarsi ed è un momento da interpretare in maniera costruttiva. I consulenti finanziari possono mostrare il proprio valore parlando con i clienti in termini reali delle aspettative di rischio e di rendimento, aiutandoli a costruire portafogli resilienti e a tenere sotto controllo le emozioni durante le oscillazioni del mercato”.

Otto professionisti della finanza su dieci (79%) ritengono che il contesto attuale favorisca una gestione attiva. Per chi abbraccia la volatilità come potenziale opportunità di acquisto e di riequilibrio, è un altro momento di insegnamento per il posizionamento del portafoglio e la gestione attiva. Quasi sette consulenti su dieci concordano su come gli investitori abbiano un falso senso di sicurezza negli investimenti passivi (68%) e non comprendano i rischi che gli investimenti in questi strumenti comportano (72%).

I professionisti della finanza stanno rispondendo alle nuove sfide della gestione degli investimenti, delle aspettative e dei comportamenti dei clienti. Sotto la pressione della regolamentazione, dell’industria e del mercato, il loro approccio sta cambiando su tutti i fronti: strategia d’investimento, servizi e gestione della clientela e formazione. In una serie di report di prossima pubblicazione, il Natixis Center for Investor Insight esplorerà in modo approfondito il modo in cui i professionisti finanziari si stanno adattando.

Fonte: AdvisorWorld.it

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