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3 giugno 2011: Molto del pessimismo è già stato prezzato – leggero sovrappeso su azioni, obbligazioni aziendali e materie prime

La crisi del debito in Europa continua ad ostacolare la diffusione di un clima più favorevole e disteso sui mercati finanziari. Dal momento tuttavia che lo sviluppo economico resta solido nelle previsioni, non si rende necessario alcun sostanziale cambiamento della valutazione di mercato.

Thomas Härter, Responsabile strategie di investimento,

Swisscanto Asset Management SA, Zurigo


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I principali indicatori lasciano presagire per i prossimi sei mesi uno sviluppo della congiuntura che ─ sebbene non intenso ─ dovrebbe essere sufficientemente vigoroso da assecondare quanto meno gli umori del mercato. Problemi fondamentali e tuttora irrisolti come la crisi del debito europea, la generale inadeguatezza patrimoniale delle banche europee o le difficoltà finanziarie incontrate da numerosi sistemi pensionistici non graveranno pertanto (ancora) sui mercati. Per il momento è importante che paesi fortemente indebitati come Grecia, Portogallo e Irlanda ricevano aiuti sufficienti a sostenere la loro congiuntura interna, così da preservare anche il sistema bancario europeo da scossoni e contraccolpi ancora più pesanti. Da parte nostra partiamo dal presupposto che tale disponibilità avrà un seguito e che gli aiuti stanziati verranno anche concretamente erogati. Misure efficaci come ad esempio eventuali tagli del debito saranno realizzabili soltanto dopo che le dissestate economie nazionali e l’intero sistema bancario torneranno a versare in condizioni migliori. I paesi core e del Nord Europa economicamente più avvantaggiati dovranno tuttavia non solo tendere una mano ai paesi fortemente indebitati della periferia, bensì anche insistere sull’adozione di riforme radicali dei rispettivi sistemi economici.

Continua il trend di crescita negli USA

L’economia statunitense vanta a nostro giudizio una robusta costituzione. I tassi di interesse reali si mantengono ancora molto bassi e fungono da fattore di stimolo. Sul mercato del lavoro dovrebbe inoltre continuare la fase di ripresa la cui importanza si sta dimostrando decisiva. Secondo il nostro modello di previsione esistono buone probabilità di una ripresa della crescita dopo una temporanea fase di debolezza. Lo stesso discorso vale per l’economia europea, non però per la Svizzera. La crescita dell’economia elvetica dovrebbe infatti rallentare per effetto della forza della sua valuta.

Poiché il franco svizzero ci appare sopravvalutato, ci manteniamo sottopesati su questa divisa e sullo yen giapponese a vantaggio delle due commodity currency AUD e NOK. Secondo i nostri calcoli il biglietto verde è fortemente sottovalutato, sebbene non sia assolutamente da escludere un’ulteriore discesa al di sotto del suo equo valore. Di fronte alla problematica del debito dei paesi dell’Unione monetaria europea privilegiamo gli investimenti nelle valute minori come la corona svedese (SEK) rispetto a quelli in EUR.

Quanto alla situazione dei tassi di interesse, non siamo convinti che la passata manovra restrittiva in Europa sia stata anche l’ultima nel breve termine. Su fronte delle obbligazioni manteniamo generalmente una duration neutrale. Continuiamo a privilegiare gli investimenti in obbligazioni aziendali a scapito dei titoli di Stato dal momento che giudichiamo molto contenuti i rischi di insolvenza. Siamo sovrappesati su materie prime e azioni.

I mercati azionari europei quotano tuttora fortemente a sconto rispetto all’equo valore di mercato da noi calcolato, dando così voce all’eccessivo pessimismo con cui molti investitori guardano agli sviluppi della crisi del debito. Nell’ambito della componente azionaria giudichiamo positivamente i comparti energetico, dei beni di investimento e del commercio al dettaglio di prodotti alimentari. Lo stesso vale per i titoli che beneficeranno di riacquisti di azioni proprie e di un incremento dei dividendi.

Fonte: IFAWorld – Swisscanto

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