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Mirabaud AM: Investire nelle miniere d’oro

Mirabaud AM:Per circa un anno siamo stati molto positivi sull’oro e ci aspettiamo che il prezzo dovrebbe aumentare abbastanza rapidamente a circa 2.000 dollari l’oncia …

A cura di John Plassard, Investment Specialist del Gruppo Mirabaud


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Nel mondo dell’oro, tuttavia, c’è un’area che sembra essere chiaramente in ritardo, ma che potrebbe colmare il divario nelle settimane o nei mesi a venire: le miniere.

L’oro ha raggiunto un nuovo status: piace ai governi, c’è un rinnovato interesse per gli ETF sull’oro… in breve, il metallo giallo è diventato un asset “classico”, non solo un “rifugio”. Serve come protezione contro il coronavirus e come un veicolo preferibile ai Treasury, che viene potenziato da successivi episodi di quantitative easing. Tuttavia, le miniere d’oro sembrano essere rimaste indietro rispetto all’oro fisico, mentre storicamente c’è stata una stretta correlazione tra i due beni. Come si spiega una tale sottoperformance? La differenza può essere compensata?

Oggi ci sono diversi motivi per acquistare titoli di società minerarie tra cui il fatto che, l’oro viene dalle miniere, anche se alcuni investitori tendono a dimenticarlo! Infatti, il rinnovato interesse per l’oro fisico stimolerà in modo naturale l’attività di estrazione.

Inoltre, le miniere d’oro hanno un potenziale di crescita teorica superiore a quello del metallo stesso. Infatti, i loro rialzi (o i loro cali) dipendono dalla domanda del loro prodotto finale, ma anche dalla gestione (e quindi dai risultati) della società che gestisce la miniera.

Allo stesso modo, possiamo aggiungere che con i titoli minerari, l’investitore ha accesso immediato ai bilanci trimestrali, agli aggiornamenti periodici delle presentazioni del management e a una miriade di altri dati, non solo a informazioni sulla crescita macroeconomica e sui fattori tecnici che influenzano l’oro fisico. Avere più dati fondamentali può aiutare gli investitori a prendere una decisione più informata.

Anche la “flessibilità” della gestione della società mineraria è un asset significativo. Infatti, in un ambiente in cui i prezzi del metallo e/o la domanda sono in calo, il management di una società potrebbe contenere la spesa o ristrutturare il business per ridurre i costi e sostenere i margini.  In un contesto di prezzi in aumento, come quello attuale, lo stesso team di gestione potrebbe esplorare la possibilità di espansione in miniere ad alto contenuto di minerale per aumentare la produzione e la redditività. Un altro modo in cui il management può influenzare la redditività è attraverso operazioni di M&A. La possibilità di stipulare accordi o di vendere asset non strategici può far risparmiare denaro e migliorare la crescita e/o i profitti.

Infine, la possibilità di ricevere un dividendo è un richiamo importante per gli investitori. L’oro fisico non paga dividendi e a differenza di quest’ultimo, le miniere d’oro (la maggior parte di esse, e in particolare gli ETF minerari) sono estremamente liquide, il che significa che, a differenza dell’oro fisico, comprarle o venderle è molto semplice.

Al di là degli aspetti fondamentali, ci sono poi dei fattori tecnici che sono di supporto a un recupero delle miniere d’oro. È interessante notare la sottoperformance delle miniere rispetto all’oro fisico.  Il beta storico dei titoli minerari rispetto al prezzo dell’oro è 0,58, il che significa che tendono a sottoperformare quando il prezzo dell’oro aumenta, e viceversa. Il livello è ora vicino a quello di 25 anni fa.  La sottoperformance può essere spiegata in particolare dalla mancanza di attrattiva per questo segmento negli ultimi anni (il settore è meno immune dell’oro alle tensioni geopolitiche, tanto per cominciare).

Proprio come la loro sottoperformance rispetto all’oro fisico, il livello di sottoperformance delle miniere rispetto all’S&P 500 è vicino a quello di 25 anni fa. Questo perché, tra l’altro, gli investitori hanno preferito i titoli growth, che sono responsabili di gran parte della performance dell’indice USA.  In termini di liquidità, il current ratio, o rapporto di liquidità generale, è molto più elevato dell’S&P 500. Questo indice consente di valutare la situazione di liquidità di una società o la sua capacità di far fronte ai suoi impegni di breve termine.

Tuttavia, sebbene i titoli delle società minerarie abbiano attualmente un potenziale significativo, esistono ovviamente anche dei rischi, come:

    Il fallimento dell’esplorazione: le aziende del settore spesso spendono milioni di dollari per finanziare nuove miniere, solo per poi trovare una quantità di metallo non redditizia.

    La geopolitica: in alcuni Paesi il rischio geopolitico può essere significativo e spingere alcune miniere a fermare la produzione in risposta a varie rivendicazioni o richieste.

     Il finanziamento: le banche sono spesso riluttanti a finanziare operazioni ad alto rischio. Quando le società minerarie non sono in grado di ricevere prestiti, possono essere costrette a emettere azioni e a diluire l’azionariato esistente.

Investire nelle miniere d’oro può quindi ripagare per motivi fondamentali (maggiore potenziale di rialzo rispetto all’oro, flessibilità del management, i dividendi che alcune società pagano e una maggiore liquidità) e tecnici (valutazione interessante o sottoperformance rispetto all’oro e all’S&P 500).

Non bisogna però dimenticare che ci sono dei rischi associati a tali investimenti (fallimento operativo, rischi geopolitici e mancanza di finanziamenti per i progetti).

Fonte: AdvisorWorld.it

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