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Market Close:I dati macro scoraggiano l’Europa

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Fine settimana all‟insegna delle vendite per i listini europei che chiudono negativi in scia ad una serie di dati deludenti sulle prospettive economiche dell„Area Euro…


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni   –  Nicola Zambli


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Con la disoccupazione di agosto ferma al 10%, sui minimi raggiunti dopo la recessione globale, e l’inflazione di settembre in brusca accelerazione rispetto alle attese (a +3% a/a dal 2,5 del mese precedente), si sollevano altre incognite sulle già incerte ipotesi di un taglio dei tassi di interesse da parte della Bce, che avevano contribuito all’euforia dei mercati degli ultimi giorni. Rialzo inatteso anche per il Cpi italiano di settembre (a 3,1% dal 2,8% precedente) e per l‟indice armonizzato che balza dal 2,3% a/a al 3,5%; ad agosto tornano invece a scendere sia il tasso di disoccupazione (al 7,9% dall‟8%) che i prezzi alla produzione italiani. Sul fronte del debito, dopo il voto del Bundestag di ieri all‟ampliamento dei poteri del fondo salva-stati, oggi è la volta della Bundesrat, la Camera alta tedesca, e del Parlamento austriaco che si è espresso a favore dell’incremento dei poteri e della dotazione del fondo salva-stati da 250 a 440 Mld€. In attesa della ratifica dell‟EFSF, previsto entro la metà di ottobre, i funzionari si stanno preparando a compiere alcuni passi in più: i Leaders europei della finanza la prossima settimana discuteranno sulla “necessità” di “accelerare l’entrata in vigore dell’Esm”, il meccanismo permanente che dovrà sostituire l’EFSF. Intanto, mentre in Grecia gli ispettori della troika continueranno i loro colloqui col governo ellenico fino a questa sera, il primo ministro Papandreou discuterà sulle soluzioni alla crisi del debito prima con il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, e poi, in serata, con il Presidente francese Sarkozy.

Wall Street apre in negativo influenzata dai forti ribassi dei listini europei. Dati contrastanti giungono dal fronte macro con il reddito personale di agosto a -0,1% m/m rispetto al +0,1% di luglio mentre la fiducia dei consumatori misurata dall‟Università del Michigan nel mese di settembre è in rialzo oltre le attese a 59,4 punti. Inoltre, nello stesso mese, il PMI di Chicago è salito a quota 60,4 punti dai precedenti 56,5 di agosto. Intanto secondo il WSJ l‟Operation Twist potrebbe finire per avere sui mercati obbligazionari un impatto addirittura maggiore rispetto al QE2 .

Misti i listini asiatici. Tokyo (Nikkei) chiude piatta (-0,01%) con il PMI manifatturiero calato a settembre sotto la soglia dei 50 punti per la prima volta da 5 mesi, mentre migliora la produzione industriale di agosto, in prima lettura a +0,6% a/a. Male Hong Kong in ribasso del 2,32% e Shanghai (-0,26%) entrambe appesantite dal dato relativo all‟indice Pmi Hsbc che a settembre rimane sotto la soglia 50 punti che separa la contrazione dalla crescita. Sidney (+0,01%).

Il cambio euro/dollaro scende sotto quota 1,35

Sul monetario, in rialzo l‟Euribor su tutte le scadenze ad eccezione del tasso ad 1M che fissa oggi l‟ 1,356%; in rialzo anche il Libor statunitense. In base ad una indagine della BCE effettuata tra aprile e giugno emerge che gli istituti di credito della zona euro hanno potuto contare nel II trimestre su un’espansione dei volumi del mercato dopo tre anni di flessione.

In calo i rendimenti tedeschi e statunitensi su tutta la curva con movimento più marcato per il tratto a lunga; in Italia, ad eccezione del 5Y, in calo i rendimenti italiani su tutte le scadenze. Si allargano i differenziali di rendimento vs bund di tutti i paesi periferici con movimento più marcato per quello spagnolo ed ellenico; oggi lo spread Btp-Bund che rimane intorno i 365 pb. In controtendenza il differenziale vs bund portoghese. In rialzo i CDS 5Y dei periferici, soprattutto per Portogallo e Italia, saliti rispettivamente a 1119 e a 478 pb.

L‟euro torna a deprezzarsi nei confronti delle principali controparti con il cross eur/usd che scende sotto quota 1,35 in scia al permanere di preoccupazioni sulla gestione della crisi del debito.

Tra le commodities forti ribassi per il frumento (-6,1%), malgrado il governo statunitense abbia comunicato la distruzione di gran parte delle semine primaverili a causa delle forti piogge, e per il rame (-2,8%); intanto Barclays Capital ha pubblicato le previsioni per l‟offerta di metalli nel 2012, che dovrebbe raggiungere se non addirittura superare i livelli di quest‟anno. In calo anche il WTI (-1,5%) e brent (-0,8%). Poco mosso l‟oro (+0,2%), scambiato oggi a circa 1620$ l‟oncia.


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