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Market Close: Le indiscrezioni sull’Efsf intimoriscono i mercati

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– Ancora deboli i listini europei memori dei downgrading di ieri (Grecia e Cipro) e delle nuove indiscrezioni sul Efsf i cui poteri non potranno entrare in vigore fino alla fine del 2011, nell’attesa che la sua nuova struttura ottenga il nulla osta da parte di diversi parlamenti nazionali…


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni   –  Nicola Zambli


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Secondo quanto riportato da DJ, il nuovo piano di salvataggio di Atene non sarebbe ancora ufficiale e i 109 Mld€ di aiuti previsti, potrebbero essere ancora un ammontare provvisorio. Intanto a Cipro cade il governo dopo la decisione di Moody’s, mentre dalla Francia giunge il pieno sostegno alla Grecia. Il Ministro delle finanze francese ha confermato oggi che le banche sarebbero disposte a contribuire al salvataggio della Grecia per un ammontare massimo di 15 Mld €, ovvero l’intero portafoglio di titoli greci detenuti con scadenza fino al 2020. Sul fronte macro, scendono più delle attese sia la fiducia economica che quella nei servizi della Zona Euro di questo mese (rispettivamente a 103,2 punti dai 105,5 precedenti e a 7,9 punti vs i 9,2 attesi). La lettura finale di luglio della fiducia dei consumatori dell’Eurozona mostra invece un miglioramento superiore alle attese. Nello stesso mese rimane invariata la disoccupazione tedesca (7%) mentre il numero dei disoccupati scende meno del previsto; a giugno in Spagna diminuiscono le vendite al dettaglio (a -7,4% a/a).
– Wall Street apre negativa, ma nel corso della seduta i principali listini si riportano in territorio negativo. C’è ancora forte incertezza sui mercati, dovuta al mancato accordo sul debito Usa, ma i
dati sulla disoccupazione riportano una ventata di ottimismo. Al varo oggi la manovra, che verrà votata alla camera, ma anche in caso di un’approvazione odierna rimangono pesanti dubbi sul superamento del voto al Senato. Anche i conti trimestrali di Exxon hanno contribuito all’apertura in ribasso; il colosso petrolifero ha registrato guadagni nel secondo trimestre inferiori alle attese. Sul fronte macro sono proprio i dati sul mercato del lavoro i più incisivi. Diminuiscono, per la prima volta dallo scorso aprile, le nuove richieste di disoccupazione, portandosi a 398mila al 23 luglio dalle 422mila precedenti. Crescono le vendite di abitazioni in corso nel mese di giugno del 17,3% a/a, nettamente superiori rispetto alle attese e alle precedenti.
– Negativi tutti i listini asiatici ad eccezione di Hong Kong che guadagna lo 0,13% grazie all’ottimismo sui risultati delle trimestrali societarie. In ribasso Tokio (Nikkei -1,45%) dove a pesare sono le notizie riguardanti il downgrading della Grecia, effettuato ieri da S&P’s, e l’ancora mancata intesa sul debito pubblico Usa. Shanghai segue l’andamento comune, cedendo lo 0,54%. Male Sidney che archivia la seduta perdendo l’1,62%.

– In calo la volatilità dei mercati azionari (VIX -5,5%).
– Piazza Affari chiude positiva (+0,34%). Miglior titolo di giornata Mediolanum (+9,8%), seguita da IntesaSanPaolo. Maglia nera per Finmeccanica che perde il 17,36%.
– In Europa, guidano i rialzi i farmaceutici (+1,67%), seguiti dai finanziar; male le materie prime (-2,42%).

L’Euribor scende su tutte le scadenze
– Sul monetario, in calo l’Euribor su tutte le scadenze; oggi il tasso ad 1M è sceso all’1,436%. In rialzo generalizzato il Libor statunitense. Oggi la BC delle Filippine ha alzato il coefficiente di riserva obbligatorie, lasciando però invariati i tassi di interesse al 4,5%. Anche in Nuova Zelanda, la BC ha mantenuto i tassi di interesse al 2,5%.

– In Area Euro, in calo i tassi governativi tedeschi su tutta la curva, in controtendenza il 30Y.
Scendono anche i rendimenti statunitensi, soprattutto il 3Y. In deciso rialzo i rendimenti italiani con il 10Y che è tornato a salire intraday oltre il 5,97%. Scarsa la domanda per i Btp a 3 anni allocati oggi dal Tesoro italiano (3,5Mld€); il bid to cover è sceso infatti all’1,31, mentre i rendimenti sono saliti al 4,8%. Esito decisamente scoraggiante per i 2,696Mld€ di BTP a 10 anni emessi oggi in Italia; i rendimenti sono infatti balzati al 5,77% dal precedente 4,94% ed il bid-to-cover rimane basso all’1,38. In ultimo il Tesoro italiano ha anche allocato CCTeu con scadenza 2015 e 2018 per un ammontare rispettivamente pari a 840 Mln€ e 930Mln€; bid-to-cover e rendimenti in rialzo per entrambe le scadenze; (1,79 da 1,63 per il 4Y e 1,76 da 1,6 per il 7Y). Fatta eccezione per l’Irlanda, non si arresta la corsa dello spread di rendimento vs bund 10Y dei paesi periferici ed in particolar modo quello italiano che in giornata è salito oltre i 330 pb in seguito all’asta dei Btp e CCTeu. In rialzo i CDS 5Y italiani, spagnoli ed ellenici; in controtendenza quelli portoghesi e irlandesi.
– Continua il deprezzamento dell’euro nei confronti delle principali controparti; oggi il cross €/$ è sceso a quota 1,43. In apprezzamento lo Yen nei confronti della moneta unica e del dollaro; il cambio $/¥ ha toccato il minimo di giornata a quota 77,63.
– Tra le principali commodities in aumento il prezzo del Wti (+0,1%) e del Brent (+0,6%); in ribasso il prezzo del gas naturale (-1,6%) con l’Eia che ha annunciato un aumento delle riserve in USA superiore alle attese. Scende l’oro (-0,7%), mentre sale il rame (+0,8%). In rialzo anche il frumento (+0,5%) sulla previsione di un calo del raccolto dovuta a forti piogge delle settimane scorse in Usa.

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