AdvisorWorld.it

Market Close: Come si comporteranno le agenzie di rating di fronte al rollover sul debito ellenico?

– I listini Europei chiudono in territorio negativo (fa eccezione Londra). Dopo il via libera alla V tranche di aiuti alla Grecia, sembra che il secondo piano di salvataggio non verrà a concretizzarsi prima della metà di settembre. Inoltre non è ancora chiaro se le attuali proposte di ristrutturazione volontaria del debito ellenico avanzate da Francia e Germania…


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni   –  Nicola Zambli


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da IFAWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.

Clicca qui per iscriverti gratuitamente


verranno oppure no considerate accettabili, dopo i frequenti richiami da parte delle agenzie di rating alla possibilità di considerare anche questi meccanismi fautori di un default; Moody’s sottolinea inoltre che un’eventuale rollover dovrebbe essere adeguatamente tenuto in considerazione nei test di impairment. Nel frattempo anche le banche greche si dichiarano pronte a prendere parte al rollover volontario. Funzionari dell’Eurotower chiariscono che la BCE continuerà ad accettare come collateral titoli del debito greco fino a quando le principali agenzie di rating non ne dichiareranno chiaramente il default. Sul fronte macro viene rivista in ribasso la lettura finale del Pmi composite dell’Area Euro di giugno (a 53,3 punti dai 55,8 di maggio) con la componente servizi che scende più delle attese. Nello stesso mese arretrano anche il Pmi servizi tedesco ed italiano (a 47,4 punti dai 50,1 precedenti).
– Incerta Wall Street in apertura, penalizzata dal dato sugli ordini di fabbrica che a maggio hanno registrato una crescita inferiore a quella stimata (+0,8% m/m vs il +1% di consensus). Tra i societari bene Google Inc. e SanDisk Corp. che beneficiano di raccomandazioni di «acquisto» da parte degli analisti.
– Misti i listini asiatici. Poco mossa Tokio (Nikkei +0,07%); la BoJ, nella sua relazione trimestrale ha migliorato le stime sulla crescita di sette delle nove regioni nipponiche, ma il sovraintendente alla ricostruzione post-tsunami ha dichiarato che non vi sarà ricostruzione su larga scala prima della fine dell’anno. In calo Shanghai (-0,27%) sulla speculazione che gli sforzi da parte della PBOC per contenere l’inflazione possano raffreddare la crescita, e penalizzata dalla diffusione di un report in cui Moody’s dichiara di aver identificato una quota di debito governativo cinese locale non rivelata per $540Mld. Debole Hong Kong (-0,10%) e Sidney (-0,27%). Rally per la borsa thailandese all’indomani delle elezioni di governo.

Oro sopra i 1510 $ l’oncia
– Sul monetario l’Euribor sale su tutte le scadenze con il tasso ad 1M che fissa oggi l’1,34%. Invariato il Libor statunitense su tutte le scadenze. Oggi la BC svizzera ha alzato i tassi di interesse di 25 pbs portandoli al 2%; intanto nessuna sorpresa è giunta dalla Reserve Bank of Australia, che ha lasciato invariati i tassi di riferimento al 4,75%.
– In Area Euro i tassi governativi scendono su tutta la curva, con movimento marcato per il tratto a breve. In calo anche i rendimenti statunitensi, soprattutto il 5Y. In Italia i rendimenti salgono su tutta la curva. Oggi il Regno Unito ha collocato titoli a 10 anni per un ammontare complessivo di 3,25 Mld di pounds; i rendimenti sono leggermente scesi rispetto l’asta precedente, mentre il bid-to-cover è salito a 2,16 dal precedente 1,60; Si allargano i differenziali di rendimento vs bund 10Y di tutti i paesi periferici, ad eccezione di quello irlandese. Fatta eccezione per il CDS 5Y ellenico, ancora in netto calo, avanzano tutti quelli degli altri paesi.
– L’Euro arretra nei confronti delle principali controparti penalizzato dall’incertezza in merito alla situazione ellenica, con il cross €/$ tornato sotto quota 1,45. Il pericolo che gli sforzi della Cina per contenere le tensioni sui prezzi, possano eccessivamente «raffreddare» la crescita economica allentano la domanda verso asset rischiosi: ne beneficia il franco svizzero che sale nei confronti della moneta unica.
– Positive le principali commodities ad eccezione del gas naturale poco mosso. L’oro, da sempre considerato bene rifugio in un contesto d’incertezza, supera in intraday 1511 $/oncia. In rialzo il prezzo del Wti (+1,8%) e del Brent oggi sopra i 113 $ al barile. Balza il prezzo del frumento (+3,5%) sui timori che piogge previste nelle piantagioni statunitensi ne rallentino la raccolta.


Discaimer

discaimer

Articoli Simili

Comgest: vento in poppa per gli emergenti

Falco64

Ethenea: titoli bio-tech per cavalcare i rialzi azionari

Falco64

Pramerica SGR mercati verso una nuova normalizzazione

Falco64