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Market Close: All’insegna della volatilità

13 SOLDI

– I listini europei arretrano per il terzo giorno consecutivo dopo che i leader UE ed i ministri finanziari dell’Unione non sono riusciti ad attenuare i timori di un’escalation della crisi del debito. I Paesi membri stanno valutando varie opzioni per quanto concerne il nuovo piano di aiuti alla Grecia tra cui, nuovamente, un buyback per ridurre il debito ellenico. Il fondo Efsf potrebbe…


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni   –  Nicola Zambli


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inoltre essere usato per acquistare titoli greci sul mercato secondario (attualmente può solo acquistare titoli sul primario), oppure concedere fondi alla Grecia per riacquistare il suo debito a sconto, un’operazione che permetterebbe il coinvolgimento dei privati, come richiesto dalla Germania. In Grecia, fonti governative dichiarano che difficilmente Atene riuscirà a completare per intero il piano di vendita di asset (€50Mld) previsto nella propria manovra. Il presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, vista l’urgenza di definire misure atte a prevenire effetti contagio, non esclude che venerdì prossimo venga convocata una nuova riunione dell’Eurogruppo. Intanto le rassicurazioni del Ministro dell’Economia italiano sull’approvazione in tempi brevissimi della nuova manovra finanziaria ed il pieno collocamento di Bot oggi in asta, hanno consentito al FTSE Mib di chiudere in territorio positivo. Molti analisti ritengono che i collocamenti odierni che hanno interessato Italia, Grecia e Belgio siano stati pesantemente sostenuti dalla Bce, e dalle Autorità cinesi, intervenute acquistando i bond in emissione. Sul fronte macro, a giugno si conferma al 2,3% a/a l’inflazione tedesca, mentre torna a scendere quella UK (a 4,2% a/a dal 4,5% di maggio) ed arretrano le retail sales britanniche.

– Wall Street apre incerta in scia alle notizie provenienti dall’Europa. Il tema dei conti pubblici rimane centrale anche in America, dove anche oggi, dopo due giorni di negoziati inconcludenti, si continuerà a cercare un’intesa governativa sull’innalzamento del tetto al debito. Intanto gli operatori attendono la diffusione, prevista in serata, delle minute relative al meeting FOMC dello scorso 21-22 giugno. Tra i pochi dati macro in agenda si allarga, più del previsto, il deficit della bilancia commerciale USA di maggio (a $50,2Mld dai $43,6Mld di aprile). Per quanto riguarda la trimestrale di Alcoa, l’Eps (earning per-share) è risultato leggermente inferiore a quello atteso dal mercato.

– In netto ribasso i listini asiatici. Shangai cede l’1,72%, penalizzata da un report di Moody’s che ha messo sotto osservazione 61 società non finanziarie cinesi. Male anche Hong Kong (-3,06%). In calo anche Tokio (-1,43%). La BoJ ha lasciato i tassi di interesse invariati allo 0-0,1%, confermando l’attuale piano di acquisto di asset per 10.000Mld di yen. Inoltre l’Autorità monetaria ha rialzato le prospettive future di crescita nipponiche per il secondo mese consecutivo. Sydney arretra dell’1,9%.

Il rendimento sul decennale italiano sfora il 6% per poi ripiegare

–  Sul monetario, l’Euribor scende su tutte le scadenze, ad eccezione di quella ad 1M che fissa oggi l’1,442%. In rialzo il Libor statunitense su tutte le scadenze. Oggi, la BC indonesiana ha lasciato invariati i tassi di interesse al 6,75%.

– In Area Euro in rialzo i tassi governativi tedeschi su tutta la curva; in calo il 10Y statunitense, mentre rialza il tratto a breve. In ribasso i rendimenti italiani: il 10Y, dopo aver superato in mattinata il 6%, livello massimo dal 1997, e tornato a scendere intorno al 5,65% dopo che il collocamento di BOT odierno ha superato il test dei mercati pur senza entusiasmare: il Tesoro ha allocato titoli a 12M per un ammontare complessivo pari a 6,75Mld€, con rendimenti di gran lunga superiori rispetto all’asta analoga dello scorso giugno, e bid-to-cover in calo a 1,55 dall’1,71 dell’asta precedente. Anche la Grecia ha emesso oggi circa 1,625 Mld€ di titoli con scadenza 6M; l’asta ha riscontrato una buona domanda  (bid-to- cover pari a 2,88) ed i rendimenti sono stati leggermente inferiori rispetto all’asta precedente. Il Belgio ha collocato invece titoli a 3 e 12M per un ammontare rispettivamente pari a 1,65Mld€ e 1,07 Mld€, con i bond ad un anno che sono stati assegnati per un importo minore di quello preventivato; scarsa la domanda (pari a 1,2) per i titoli a 3M. I differenziali di rendimento vs bund 10Y di tutti i paesi periferici tornano leggermente a restringersi ad eccezione di quello irlandese (in mattinata il differenziale italiano aveva addirittura superato i 340 bps prima di riscendere sotto i 300 punti base). In calo i CDS 5Y di tutti i periferici, in particolar modo quello portoghese.

– L’Euro perde terreno nei confronti delle principali controparti; oggi il cross €/$ dopo essere sceso anche sotto quota 1,385, è tornato sul finale ad incrociare intorno quota 1,40. Ancora un nuovo massimo del franco svizzero nei confronti della moneta unica.

–  Tra le principali commodities scende il prezzo del brent (-0,5%), mentre sale quello del Wti (+0,7%). In rialzo il gas naturale (+0,7%) ed avanzano rame ed oro. Il frumento cede l’1,1%.


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