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Lombard Odier : 10 temi di investimento per il 2021

Lombard Odier Il 2020 ci ha posto davanti a diverse sfide. La più grave contrazione economica degli ultimi decenni ha innescato ingenti misure di politica monetaria più accomodanti e pacchetti di stimoli fiscali che hanno modificato il panorama degli investimenti.

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Stéphane Monier, Chief Investment Officer della banca privata Lombard Odier


Date dei principali eventi in programma nel 2021

  • 1 gennaio – Entrata in vigore del nuovo assetto delle relazioni tra UE e Regno Unito
  • 5 gennaio –Due ballottaggi per il Senato in Georgia
  • 6 gennaio – Congresso statunitense certifica Joe Biden come 46° Presidente
  • 20 gennaio – Inizio della presidenza Biden
  • 17-30 maggio – Cina ospita la COP 15, conferenza delle Nazioni Unite sulle Biodiversità
  • 23 luglio – 8 agosto – Giochi Olimpici a Tokyo
  • 22 ottobre – Ultimo giorno di elezioni in Giappone
  • 24 ottobre – Ultimo giorno delle elezioni federali in Germania; fine del mandato di Angela Merkel
  • 1-12 novembre – Regno Unito ospita la COP 26, conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Adesso, mentre ci prepariamo all’inizio del 2021, lo sviluppo di vaccini efficaci per il Covid-19 sta cambiando le carte in tavola, incoraggiandoci a stimare un ritorno alle attività pre-pandemia.

Le vaccinazioni di massa, le misure per la sanità pubblica, la spesa pubblica straordinaria e il sostegno alla politica monetaria dovrebbero fungere da acceleratori per la ripresa economica ma, se gli effetti della pandemia si faranno sentire per tutto il 2021, ci aspettiamo che, man mano che ci addentiamo nel 2021, continueremo ad assistere a un modello di recupero economico disomogeneo.

Dopo tutto, questa crisi è stata causata da uno shock esterno, il coronavirus, piuttosto che da una fondamentale debolezza dell’economia globale.

Fino a quando una campagna globale di distribuzione di vaccini non raggiungerà miliardi di persone, le aziende e i consumatori continueranno ad avere bisogno di sostegno per compensare le perdite in termini di entrate e di reddito. Il rischio maggiore è quindi rappresentato dalla possibilità che i policy-maker decidano di ridurre anzitempo questo supporto economico. Con i tassi di interesse che hanno raggiunto nuovi minimi a livello globale, è improbabile che il processo di normalizzazione dell’inflazione limiti l’intervento delle banche centrali.

La fase di ripresa economica varia a seconda dei mercati e comprende alcune economie asiatiche, dove la ripresa è stata quasi interamente completata, e le economie europee e statunitensi che, invece, stanno ancora affrontando la seconda ondata di contagi. Stimiamo che anche la ripresa dei settori economici sarà ugualmente disomogenea, tanto che ci aspettiamo che settori come l’edilizia abitativa, l’industria manifatturiera e il commercio riportino performance superiori a quelle dei settori dei servizi, finanziario e dell’energia. Infine, prevediamo una ripresa del commercio globale grazie a un cambiamento nelle relazioni USA-Cina, e un migliore scenario commerciale per i settori che dipendono da catene produttive e logistiche complesse. Questo dovrebbe favorire una forte ripresa delle economie emergenti.

Gli investitori dovrebbero osservare attentamente lo sviluppo delle dinamiche geopolitiche post-Covid. Il catalizzatore più significativo sarà costituito dalle ambizioni maggiormente multilaterali dell’amministrazione Biden. Il rapporto tra le due superpotenze mondiali darà il via a un nuovo capitolo con l’evoluzione dell’equilibrio della leadership globale. Potremmo vedere l’Iran tornare sui mercati petroliferi mondiali, man mano che le relazioni multilaterali vengono riconfigurate. Inoltre, le crescenti disuguaglianze, evidenti dopo la crisi finanziaria globale ed esacerbate dalla pandemia, potrebbero continuare a contribuire alle tensioni sociali.

I nostri portafogli riflettono già l’accelerazione di molti trend strutturali in seguito alla pandemia. Abbiamo individuato tre temi che continueranno a guidare i portafogli d’investimento resilienti, ovvero: considerare la Cina come un investimento a sé stante, trend tematici mirati e l’utilizzo dei mercati privati per accedere al valore.

Dodici mesi fa in pochi avrebbero potuto immaginare un anno così tumultuoso. Il 2020 è stato un anno di calo dal punto di vista economico, ci aspettiamo che l’anno prossimo si verifichi una rapida e robusta ripresa globale. Vi auguriamo salute, felicità e prosperità nel 2021.

  1. Continuare a investire negli asset di rischio

Gli sviluppi positivi legati al vaccino per il Covid e il continuo sostegno monetario e fiscale sono destinati ad accelerare la ripresa economica. Gli utili aziendali del terzo trimestre hanno sorpreso e, con i tassi d’interesse che dovrebbero rimanere bassi, anche l’azionario dovrebbe continuare registrare un rally, mentre le strategie carry del reddito fisso offrono ancora rendimenti. Riteniamo che le solide prospettive a medio termine premieranno i portafogli che restano investiti e ampiamente diversificati, aggiungendo gradualmente l’esposizione ad alcuni dei nomi ciclici dell’azionario che sono rimasti più indietro nel 2020.

  1. Mantenere l’esposizione alla parte più solida del portafoglio

La ripresa economica legata alla diffusione del vaccino non sarà un processo lineare. Il contesto caratterizzato da rendimenti bassi rende meno efficienti i tradizionali stabilizzatori di portafoglio, come i titoli di Stato. Siamo quindi favorevoli all’esposizione a una serie diversificata di hedging, come ad esempio i treasury statunitensi, i titoli di stato cinesi, oro, yen o opzioni put. Questi asset possono evolversi indipendentemente dal rischio azionario che cerchiamo di attenuare, e quindi necessitano di una gestione tattica.

  1. Per adesso, continuare a investire nell’oro

Le incertezze a breve termine dovrebbero mantenere i prezzi dell’oro nell’intervallo 1.850 a 2.000 dollari per oncia. Questo offre una copertura efficace contro la volatilità azionaria. Il deprezzamento del dollaro può supportare la domanda fisica di oro, ma ci aspettiamo che la domanda finanziaria rimanga il più forte driver di prezzo. Più in là nel 2021, una volta che la ripresa sarà in atto, i tassi reali torneranno a livelli normali e gli investitori avranno di nuovo aumentato l’esposizione agli asset di rischio, con i prezzi dell’oro che tenderanno probabilmente ad avvicinarsi al nostro target di 12 mesi fissato a 1.600 dollari l’oncia.

  1. Utilizzare strategie carry per generare rendimento

Se da un lato potrebbe esserci un calo delle tradizionali proprietà di copertura del portafoglio relativo ai titoli di stato, dall’altro, visti gli attuali bassi livelli di rendimento, il credito corporate dovrebbe continuare a trarre beneficio da questo scenario, vista la ricerca dei rendimenti da parte degli investitori. Riteniamo che questa dinamica, in un contesto di bassa inflazione e di politica monetaria ancorata, continuerà. In questo scenario, le obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti appaiono particolarmente interessanti.

  1. Trarre vantaggio dalla ripresa con stock ciclici e growth equilibrati

La notizia del vaccino ha eliminato la possibilità che si verifichi lo scenario peggiore per la ripresa e ha reso più convincenti gli stock ciclici, comprese le small cap, ponendo le basi per una parziale ripresa delle valutazioni e degli utili nei settori industriali, dell’edilizia, dei materiali, finanziari e degli titoli energetici, così come quelle dei mercati europei predominati da questi settori. Tutti i comparti citati hanno subito un rallentamento in scia alla pandemia e tendono ad essere i primi a registrare una performance positiva in un fase di ripresa economica. Prevediamo che l’interesse per i nomi di qualità nel settore healthcare e tecnologico continuerà nel 2021, soprattutto dopo la fase iniziale di recupero, dato che i loro fondamentali restano forti.

  1. Non lasciatevi scappare le azioni asiatiche

La ripresa economica della Cina e l’economia più orientata al mercato interno rendono i mercati azionari del paese sempre meno correlati con il resto degli indici azionari mondiali. Il paese sarà anche uno dei primi beneficiari di qualsiasi disgelo nelle relazioni commerciali con gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Biden. Anche le prospettive di altri mercati emergenti dovrebbero migliorare in seguito alla ripresa del commercio globale, dopo due anni di calo.

  1. Investire nell’economia reale

Gli investitori privati possono rendere i loro portafogli più resilienti investendo del capitale in società non quotate. L’attività di investimento in questo mercato ha subito un rallentamento durante la pandemia. Le valutazioni delle aziende che sono troppo inferiori per rientrare nei radar degli obiettivi di investimento e i livelli record di liquidità del settore stanno ora creando ingenti opportunità. Questo capitale dovrebbe aiutare le aziende a rimettersi in carreggiata e a generare una crescita sostenibile. Inoltre, gli asset infrastrutturali sono pronti a beneficiare dei massicci livelli di spesa pubblica in seguito alla pandemia. Nei mercati immobiliari, il cambiamento dei modelli di spostamento dei pendolari e il maggior uso della modalità di lavoro da remoto modificheranno la richiesta di immobili commerciali nel breve periodo.

  1. Incorporare una debolezza del dollaro

Nonostante il calo del 12% registrato dal dollaro a partire da marzo 2021[1], la valuta rimane sopravvalutata e include ancora una parte del rischio del caos relativo alle presidenziali statunitensi. La vittoria di Joe Biden rappresenta un ritorno alla normalità che, insieme ai progressi sui vaccini, dovrebbe consentire la ripresa della crescita globale e del commercio. In questo scenario, ci aspettiamo una maggiore debolezza del dollaro fino al 2021. Le principali valute del G10 come euro, sterlina e yen dovrebbero continuare a essere riportare performance sostenute, anche se i mercati si rivolgeranno selettivamente alle valute dei mercati emergenti.

  1. Ampliare l’esposizione dei portafogli in scia al miglioramento degli scambi con le valute emergenti

Nello specifico, la ripresa della crescita dei mercati emergenti, le speranze di vaccini e la riduzione dei rischi estremi per le valute emergenti più deboli dovrebbero far salire il JP Morgan Emerging Market Currency Index nel primo trimestre del 2021. Privilegiamo le valute che godono di un buffer di valutazione, di buoni equilibri esterni e dell’esposizione a una ripresa del commercio mondiale come ad esempio lo yuan cinese, il won sudcoreano, la corona ceca e il peso cileno, oltre a quelle che riporteranno buone performance in uno scenario di tassi d’interesse “bassi per un periodo di tempo prolungato”, come il dollaro taiwanese e lo shekel israeliano.

  1. La sostenibilità è un fattore chiave per la performance del portafoglio

Tutte le attività economiche dipendono dalle risorse naturali, eppure l’attuale modello economico mondiale incentrato sullo spreco è insostenibile. Le aziende con soluzioni ambiziose e sostenibili in ogni settore e industria stanno guidando la transizione verso alternative più pulite, più snelle, inclusive e circolari e quella che definiamo economia CLIC™. Preferiamo le aziende che sviluppano nuove tecnologie e prodotti per ridurre le loro elevate emissioni di CO2, contribuendo così in modo significativo ad affrontare la sfida del cambiamento climatico. Crediamo anche che ci siano opportunità di investimento non sfruttate e rappresentata delle aziende che utilizzano approcci rigenerativi al capitale naturale del nostro pianeta. Questi business model che presentano un impatto positivo sulla natura offrono grandi promesse per la crescita economica futura. Investire in queste soluzioni sostenibili è un fattore chiave per la performance futura del portafoglio.

Fonte: AdvisorWorld.it

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