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Lemanik: in Italia, puntare su beni di consumo, utilities e telefonici in portafoglio

Lemanik: –  Gli utili potrebbero salire tra il 5 e il 10 % nel 2021 –  Nessuna prospettiva di rialzo per i titoli del settore finanziario.….…


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a cura di Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik


“In una fase difficile come quella attuale, è importante avere in portafoglio titoli italiani che possano mantenere un posizionamento competitivo sostenibile nel lungo termine. Mi riferisco a società con business model resilienti, bilanci a posto e bassi livelli di indebitamento, appartenenti soprattutto al settore dei beni di consumo di base, delle utilities e dei telefonici con totale assenza del settore finanziario che non ha prospettive di rialzo a breve”.

 “Quello che mi aspetto sono stime di utili in calo tra il 30 e il 40% nel 2020”, spiega Scauri. “Nel 2021 invece potremmo assistere a un incremento del 5-10%, sempre ipotizzando una fine del lockdown tra giugno e luglio”.

Il coronavirus è arrivato con una forza talmente dirompente che sarebbe stato difficile immaginare uno scenario di questo tipo fino a poche settimane fa, sia a livello finanziario che sanitario. Stiamo vivendo una fase di mercato estremamente delicata, con indici mondiali che sono arrivati a calare fra il 30% ed il 40% a marzo. Nelle ultime settimane c’è poi stato un rimbalzo dei mercati, con l’Euro Stoxx 50 arrivato a 2400 punti, una crescita fino al 20% dai minimi.

Questo bear market rally potrebbe aver esaurito nel breve la sua forza e ci potrebbe essere un profit taking di breve, come avvenuto a inizio 2009. E’ possibile che assisteremo nel mercato equity a una correzione fino a 2600 punti dell’indice e da lì ci sarebbe la possibilità, a fronte di un quadro sanitario in miglioramento e a prospettive di riapertura a breve, di poter vedere una stabilizzazione economica che permetterebbe agli investitori di rifocalizzarsi sulle previsioni degli utili del 2021.

In un contesto simile, le domande da porsi per la composizione dei propri portafogli sono diverse.  A livello macro, bisogna interrogarsi se i mercati azionari abbiano già scontato in termini di impatto sul Pil mondiale e conseguente revisione delle stime dagli utili; quanto i mercati debbano ancora scontare, se la situazione di diffusione del virus a livello mondiale porterà a ulteriori allungamenti dei tempi di ripresa della normale attività; il livello di leva finanziaria nel mondo e le difficoltà del mercato del credito.

A livello di singole posizioni occorre invece valutare la solidità del bilancio delle società in portafoglio; la possibilità di generare cassa anche in un contesto di forte riduzione del fatturato che possa durare più di un semestre; la sostenibilità del business model in ipotesi di abitudini che verranno stravolte, una volta che l’emergenza sarà terminata; la capacità di trarre vantaggio nel lungo termine dal fallimento di concorrenti, con conseguente incremento di quote di mercato.

“In questa situazione, nei nostri portafogli puntiamo su beni di consumo, utilities e telefonici mentre vi è totale assenza del settore finanziario, come le banche”, sottolinea Scauri. “Di fronte a un periodo di forte pressione a livello di margine di interesse e alla necessità di fare ulteriori accantonamenti in termini di crediti deteriorati che si verranno a creare, riteniamo che i titoli del settore finanziario non possano avere prospettive di rialzo dai livelli attuali”.

Fonte: AdvisorWorld.it

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