AdvisorWorld.it
Image default

La riunione BCE dovrebbe essere un evento tranquillo.

Da seguire: Area euro
– Non ci aspettiamo novità di rilievo dalla riunione BCE di febbraio. Trichet già nella conferenza-stampa di gennaio aveva specificato che la discussione e la comunicazione relative alle modalità con cui ….

04022010 1

verrà condotta l’ultima asta a sei mesi e il timing di ripristino del meccanismo d’asta a quantità prefissata verranno affrontate nella riunione di marzo. Ci aspettiamo che i toni che verranno usati per descrivere la ripresa in atto continueranno a essere molto cauti.

– Germania. Gli ordini all’industria sono visti ancora in crescita a dicembre, sia pure a un ritmo inferiore che il mese precedente (stimiamo di 0,5% da 2,8% m/m di novembre). Le indicazioni dalle indagini congiunturali confermano il trend di ripresa per gli ordini nel settore manifatturiero. Nel trimestre, gli ordini risulterebbero in crescita di 1,7% t/t, in rallentamento rispetto ai due trimestri precedenti.

Ieri sui mercati

La Banca di Norvegia ha lasciato i tassi invariati all’1,75%, dopo due rialzi consecutivi alle riunioni precedenti. Segnali di possibile rallentamento derivanti dalla svolta della politica economica cinese e timori di eccessivo apprezzamento della corona spiegano la pausa nel processo di normalizzazione della politica monetaria anche per la Norvegia, come per l’Australia. I dati macroeconomici deboli pubblicati ieri hanno dato luogo a correzioni diffuse sui mercati azionari. Sui mercati obbligazionari, la raccomandazione positiva della Commissione Europea sul programma di stabilità della Grecia ha portato a un modesto rientro dello spread dei GGB, ma non ha ridotto i timori sul rischio sovrano nei paesi periferici. I rendimenti sui titoli portoghesi a 10 anni sono saliti di 20 pb a 4,67%. Rialzi dei rendimenti anche sul mercato USA, con il T-note 10 anni a +4pb. Una riunione BCE probabilmente senza novità non dovrebbe modificare il tono dei mercati oggi. 

Area euro

Anche il PMI dei servizi, così come quello manifatturiero, è stato rivisto al rialzo secondo la lettura definitiva relativa al mese di gennaio, a 52,5 da 52,3 della prima stima, comunque in calo rispetto al 53,6 di gennaio. Di conseguenza, il PMI composito è stato rivisto a 53,7 da 53,6 della prima stima, in calo da 54,2 di dicembre. E’ il primo calo quest’anno, che lascia comunque l’indice su livelli coerenti con un ritmo di crescita intorno a 0,4% t/t.

Le vendite al dettaglio nell’area euro sono rimaste stabili a dicembre, dopo essere calate di -0,5% m/m a novembre. La stagnazione sorprende visto che i maggiori Paesi che hanno già diffuso i dati (Germania, Francia, Spagna) hanno mostrato nel mese incrementi dell’ordine del punto percentuale su base mensile. Nel mese, si registrato un aumento delle vendite di alimentari e viceversa un calo per le altre tipologie di beni. Nel complesso, nel 4° trimestre le vendite sono calate di -0,2% t/t, circa in linea con il -0,3% t/t del trimestre precedente. Il dato conferma che la ripresa non si è ancora riflesso in un apprezzabile miglioramento della spesa dei consumatori.

La Commissione Europea ha espresso opinione sul Programma di Stabilità presentato dalla Grecia il 15 gennaio e relativo al periodo 2010-13. Il Programma prevede la riduzione del rapporto deficit/PIL dal 12,7% del 2009 all’8,7% nel 2010 e quindi al 2% nel 2013. In particolare la Commissione si è espressa favorevolmente sulle misure addizionali prospettate dal Governo che prevedono il congelamento degli stipendi pubblici, aumenti della tassazione sui carburanti e un prospetto di riforma pensionistica. La Commissione richiede alla Grecia di definire un calendario di attuazione delle misure annunciate entro un mese e di fornire maggior dettaglio sulla manovra 2011-12. La Commissione richiede che la Grecia sottometta un primo documento dettagliato entro metà marzo, che indichi in dettaglio le misure necessarie a raggiungere i target concordati per fine 2010. Dal momento che la Grecia ha fallito nella richiesta di fornire statistiche affidabili la Commissione ha iniziato una procedura formale che verifichi la correzione delle statistiche. La Grecia dovrà cooperare con la Commissione per correggere le deficienze riscontrate ed adottare una procedura di legge, entro il 15 maggio 2010, che imponga la pubblicazione di documenti trimestrali di aggiornamento sullo stato dei conti pubblici.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato vede un calo di 22 mila unità a gennaio, dopo un calo di 61 mila (rivisto da -84 mila). I dati mostrano un aumento degli occupati nei servizi (+38 mila), il secondo consecutivo, a fronte di un calo nell’industria di 60 mila (manifatturiero: -25 mila, costruzioni -37 mila). Le imprese medie e grandi registrano aumento di occupati, mentre le piccole imprese continuano ad eliminare posti di lavoro, in linea con le indicazioni negative provenienti dall’indagine dell’NFIB.

L’ISM del settore non manifatturiero aumenta solo marginalmente a gennaio, a 50,5 da 49,8 di dicembre. La componente attività scende a 52,2 da 53,2 di dicembre, mentre gli ordini aumentano a 54,7 da 52 e l’occupazione rimane debole, se pure in miglioramento, a 44,6 da 43,6.  In aumento i prezzi pagati a 61,2 da 59,6.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

 


Appendice
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

 

 

Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

Articoli Simili

Lombard Odier : Mercati emergenti sofferenti: è prevista una ripresa?

Falco64

Janus Henderson Investors : Elezioni di mid term USA

Falco64

NN IP: Impact, come si misura la sostenibilità?

Falco64