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La Financière de l'Echiquier

La Financière de l’Echiquier – Ricarica invernale I risparmi accumulati durante la pandemia sono pronti a riversarsi sui mercati

La Financière de l’Échiquier In Europa, le riserve idriche si riempiono durante l’inverno per consentire poi il rifiorire della vita.


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A cura di Alexis Bienvenu, gestore di La Financière de l’Echiquier


Allo stesso modo, l’abbondante liquidità fornita dalle banche centrali durante il lungo inverno della pandemia permette di ricaricare i risparmi di buona parte della popolazione – sfortunatamente, non di tutti, anzi. E così, nell’aprile 2020 il tasso di risparmio degli americani è passato da una media del 7% a un picco del 33%. È certamente diminuito da allora, ma alla fine di dicembre si attestava ancora a più del 13%.

Questo, cumulato su un periodo di un anno, rappresenta un serbatoio di risparmi gigantesco che si riverserà, quando sarà il momento, nei flussi di investimento e di consumo, in parte attraverso il ben noto sito che porta, per l’appunto, il nome di un fiume … L’Europa, nonostante le difficoltà di una parte della popolazione, non è da meno: dopo aver raggiunto un picco del 25% in primavera, il tasso di risparmio rimane attualmente superiore al 16%, contro una media a lungo termine del 12% circa*. Le varie restrizioni negli spostamenti e nei consumi spiegano in gran parte questo eccesso di risparmio quasi “forzato” soprattutto se, come negli Stati Uniti, si accompagnano ad assegni inviati direttamente alle famiglie.

Alcuni effetti di questa enorme riserva di liquidità iniziano a manifestarsi, ad esempio con l’impennata nelle transazioni in borsa generate dagli investitori privati. Queste rappresentano ora una quota significativa dei volumi scambiati in azioni americane, che erano stati finora relativamente marginali. Infatti, quando si posizionano sulle piccole capitalizzazioni, questi volumi diventano significativi. Basti guardare al fenomeno “Gamestop”, titolo americano di una società in difficoltà che ha guadagnato più del 1700% a gennaio prima di perdere quasi tutto nel giro di pochi giorni.

L’attesa per l’imminente afflusso di risparmi sui mercati è palpabile vista la poca sensibilità dimostrata dal mercato nei confronti dei pochi dati economici deludenti appena pubblicati. Per esempio, l’attività cinese legata ai servizi (indagine Caixin PMI) si è rivelata ben inferiore al previsto anche se le azioni cinesi ne risentono solo marginalmente. È vero che questo vuoto d’aria, legato al nuovo lockdown imposto in alcune regioni, è di carattere esogeno, ma avrebbe probabilmente destato maggiori preoccupazioni se le aspettative di prosperità fossero state meno solide.

Ma quando si apriranno completamente le paratoie, con quale potenza la liquidità si immetterà su mercati ed economia? Nessuno può prevederlo con certezza ma quel momento sembra imminente. Le vaccinazioni, negli Stati Uniti soprattutto, procedono speditamente e quasi ovunque (ad eccezione della Francia) il tasso di nuove infezioni è in forte diminuzione. Assistiamo, negli Stati Uniti, a un allentamento delle misure di restrizione. L’Italia, anche se gravemente colpita, sta in parte riaprendo. L’ondata dilagante si sta avvicinando, più duratura della ripresa già sperimentata la scorsa estate in Europa, che aveva indotto un forte rimbalzo delle attività.

In Borsa, questi flussi continueranno certamente a sostenere le quotazioni. E con i ritrovati consumi, gli utili raggiungeranno livelli storici e saranno di buon auspicio per investimenti record da parte delle aziende. Detto questo, il corso della storia futura non è paragonabile a quello di un fiume che scorre tranquillo. Ci saranno, innanzitutto, vincitori e vinti, nei settori soprattutto fortemente colpiti dal Covid. Inoltre, il forte entusiasmo degli investitori potrebbe raggiungere livelli estremi, indebolendo il mercato a lungo termine, soprattutto nei settori che saranno cresciuti di più. Infine, questa attività effervescente potrebbe suscitare seri timori inflazionistici, con il conseguente rialzo dei tassi e una destabilizzazione del mercato abituato a tassi bassi.

Fortunatamente, i danni collaterali di questo rilascio di energia potenziale saranno certamente inferiori alla prevista esplosione di prosperità. Le potenti istituzioni che assicurano la stabilità finanziaria li monitoreranno da vicino, proprio come gli artificieri controllano le valanghe che provocano. Ma il corso della storia sarà deviato molto più velocemente di quanto sarebbe successo senza la pandemia. I vecchi parapetti rappresentati dalle istituzioni non si saranno necessariamente adatti e il prossimo disgelo economico, che potrà durare diversi anni, sarà fertile ma non senza contraccolpi, ai quali dobbiamo essere pronti fin da ora.


* Fonte: Goldman Sachs Global Investment Research e Haver Analytics

Fonte: AdvisorWorld.it

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