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La Fed pubblicherà il testo preparato per l’audizione di Bernanke alla Commissione Servizi Finanziari della Camera

Da seguire: – Aste – Il Portogallo si presenterà sul mercato con un collocamento mediante sindacato di un titolo decennale. Asta per 5 miliardi per il Bund 3,25% gennaio 2020. L’Italia colloca BOT annuali per ….

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 7 miliardi, cancellando invece l’asta di BOT trimestrali “in assenza di specifiche esigenze di cassa”. Annunciate sempre dall’Italia il 12 febbraio riaperture per 5,5-8,0 miliardi, ripartite fra i BTP 15.04.2015 3%, 01.03.2025 5% e 01.08.2021 3,75%.

Area euro

–        Francia. La produzione industriale è calata di -0,1% m/m in dicembre, dopo il +0,6% di novembre (rivisto al ribasso). L’andamento delle indagini congiunturali segnala comunque una possibile riaccelerazione a inizio 2010.

–        Italia. La produzione industriale è vista in lieve calo a dicembre (-0,4% m/m) dopo gli incrementi dei due mesi precedenti. La variazione annua mostrerebbe comunque un miglioramento a -4,9% da -5,2% a/a e a -1,5% da -7,9% se corretta per i giorni lavorativi. Tuttavia, l’effetto di trascinamento negativo dalla debole chiusura del trimestre precedente si tradurrebbe in un calo di -0,8% t/t negli ultimi tre mesi dell’anno dopo l’anomalo +4,4% t/t estivo. Gli indici di fiducia continuano a segnalare un miglioramento del clima nell’industria, che però si sta riflettendo in aumenti solo marginali della produzione.

Stati Uniti

–        I mercati saranno concentrati sull’audizione di Bernanke alla Commissione Servizi Finanziari della Camera, su “Chiusura dei programmi di liquidità di emergenza della Federal Reserve e implicazioni per la ripresa economica”. Bernanke potrebbe iniziare a delineare in modo più preciso, anche in termini di tempi, la strategia di uscita della Fed. L’elemento centrale della strategia della Fed quest’anno diventerà il tasso di interesse pagato sulle riserve in eccesso, mentre il tasso sui fed funds passerà in secondo piano come strumento di politica monetaria. L’intervento di Bernanke sarà seguito da quello di altri “esperti” di politica monetaria (Taylor, Goodfriend, fra gli altri).

–        La bilancia commerciale a dicembre dovrebbe registrare una riduzione del deficit a 35 miliardi di dollari, da 36,4 miliardi di novembre. I dati dovrebbero mostrare un aumento marcato delle esportazioni (+1,5% m/m) e un incremento più contenuto dell’import. I prezzi alle esportazioni hanno segnato un aumento più sostenuto di quello delle importazioni e una parte della chiusura del deficit nominale dovrebbe essere il risultato di effetti di prezzo. Si dovrebbe vedere comunque una riduzione del deficit reale, che potrebbe portare a rivedere verso l’alto il contributo delle esportazioni nette alla crescita del 4° trimestre.

Ieri sui mercati

Le voci che l’Unione Europea sta discutendo misure di sostegno alla Grecia ha invertito la tendenza di euro e spread sovrani. Il cambio euro/dollaro è rimbalzato fino a un massimo di 1,3839, prima di assestarsi appena sotto 1,38. Riflessi positivi sulla sterlina. Soffre il Bund, che ha violato al ribasso l’importante supporto a 123,70/60, mentre recuperano tutti i periferici: gli spread decennali per Grecia, Portogallo, Spagna e Italia scendono rispettivamente a 276pb, 136pb e 81pb, 136pb, 84pb e 81pb. Positivo anche l’andamento degli indici azionari.

Area euro

Dopo una settimana in cui tutti i ministri delle finanze europei e i commissari hanno tentato di calmare i mercati con dichiarazioni fiduciose sul successo del piano di risanamento finanziario della Grecia, ieri le agenzie hanno ripreso dichiarazioni a favore di atti più concreti che potrebbero uscire dal Consiglio Europeo dell’11 febbraio e dalla riunione dei Ministri delle Finanze, che il 15-16 febbraio dovrebbe discutere la raccomandazione alla Grecia. Il nuovo commissario per gli affari economici UE, Rehn, ha detto che il gruppo potrebbe offrire “supporto nel senso lato del termine”; il supporto sarebbe nella forma di garanzie, secondo fonti anonime citate dal Wall Street Journal.

Nel frattempo, il governo greco ha presentato le misure preannunciate la scorsa settimana: congelamento dei salari nel pubblico impiego, riduzione degli straordinari e di altre integrazioni retributive del 10%, riforma della tassazione.

Stati Uniti

L’indice di fiducia delle piccole imprese compilato dall’NFIB è salito a gennaio a 89,3 da 88 di dicembre.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

 


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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