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Investec AM : Materie prime nel 2017

oro

Commodities & Resources Indicator……..

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A cura di Investec Asset Management


Metalli preziosi

Oro

Outlook di mercato

Un aumento della produttività come effetto di una politica fiscale espansiva da parte di Trump porterebbe a un surriscaldamento dell’economia americana. La Fed dovrebbe a quel punto rispondere alzando i tassi più velocemente di quanto non si aspetti il mercato, e questo è un’ulteriore minaccia per l’oro. I rischi geopolitici che interessano l’Europa, d’altra parte, possono avere un impatto positivo sul prezzo dell’oro. Dopo la vittoria del no al referendum, il sistema bancario italiano è entrato in crisi e il governo è impegnato in suo salvataggio. In Francia, Germania, Italia e Olanda ci saranno elezioni dall’esito sempre più incerto nel 2017. Pensiamo che l’oro si riprenda man mano che i rischi geopolitici diventeranno più consistenti, e crediamo che le azioni sull’oro offrano ritorni più interessanti in questo scenario, dal momento che tendono ad avere performance migliori rispetto all’oro fisico negli scenari di mercato rialzisti.

D’altro canto, la domanda cinese di oro rimane forte. Più di recente, il governo della Cina ha frenato le importazioni con l’obiettivo di limitare le fuoriuscite di capitale e proteggere il renminbi cinese, il cui cambio con il dollaro americano ha raggiunto i valori più bassi degli ultimi otto anni lo scorso dicembre. L’esponenziale crescita dei livelli del debito cinese è un altro rischio, e qualsiasi altra incertezza non fa che migliorare l’outlook per l’oro.

Per quanto riguarda l’offerta, ci aspettiamo che l’estrazione di oro da parte dei maggiori produttori si stabilizzerà e contrarrà in modo marginale nel 2017. Questo è il risultato di anni di scarso investimento, dal momento che le compagnie aurifere hanno progressivamente tagliato le ricerche e le spese in conto capitale destinate alla crescita da quando il prezzo dell’oro ha registrato un picco nel 2011. Nonostante l’outlook per la crescita globale sia migliorato, ci sono ancora molti ostacoli che limitano la piena ripresa di aree economiche tuttora fragili, come il Giappone e l’Europa.

Platino

Outlook di mercato

Le aspettative su un prezzo dell’oro forte dovrebbero continuare a supportare il platino, mentre la ripresa della domanda industriale e di gioielli in platino dovrebbe aiutare a ridurre la differenza di prezzo con l’oro. Aumenta la possibilità di un deficit strutturale del mercato del platino, poiché i produttori sudafricani, che in quanto a liquidità raggiungono a malapena il punto di pareggio nonostante la recente debolezza del rand sudafricano, hanno ridotto in modo significativo i livelli di spesa in conto capitale al di sotto dei tassi di sostituzione.

La continua introduzione di normative ambientali, che richiedono un maggior controllo sugli agenti inquinanti, sosterrà la domanda di platino. Nonostante il mercato delle auto diesel abbia sofferto dopo lo scandalo Volkswagen, un aumento del controllo sulla compliance alle norme sulle emissioni potrebbe portare a un netto positivo per la crescita della domanda di platino.

Agricoltura & soft commodities

Olio di palma

Outlook di mercato

Pensiamo che il rally dell’olio di palma continuerà anche nei prossimi tre – sei mesi. C’è un consensus molto deciso sulla forte ripresa dell’offerta nella seconda metà del 2017 ma pochi commentatori si sono concentrati sul grande deficit che potrebbe svilupparsi nel frattempo. Poiché la domanda d’importazioni cinese e indiana è tornata normale dopo la riduzione di scorte nel secondo trimestre del 2016, notiamo una significativa pressione sulle rimanenti giacenze. I magazzini sono a livelli bassi già da molti anni, perciò potremmo andare incontro a un periodo di razionamento della domanda prima della seconda metà del 2017. Se la produzione nel sud est asiatico richiedesse più tempo per migliorare, i prezzi dovrebbero alzarsi ulteriormente prima che altri olii vegetali sostituiscano quello di palma nella produzione di alimenti, beni di consumo e biodiesel.

Gas naturale americano

Outlook di mercato

All’inizio del 2017, i prezzi sono risaliti dai minimi di 1.64 dollari americani per mille piedi cubi a 3.72. La ripresa non è stata sufficiente a incentivare un aumento negli impianti di trivellazione e pensiamo che il prezzo del gas dovrà salire ancora per supportare un’offerta adeguata nel 2017. Nel lungo periodo, vediamo un’importante capacità produttiva disponibile nei ricchi giacimenti di Marcellus e Utica, fissando il tetto di prezzo tra i 3 e i 3.50 dollari per mille piedi cubi.

Il ritorno dell’Opec: riconquistare una quota di mercato, ma a un costo…

Nel 2014 l’Opec ha sorpreso il mercato del greggio con un inaspettato cambio d’indirizzo. Non avrebbe più difeso il prezzo del petrolio riducendo la produzione per bilanciare il mercato, ma avrebbe recuperato la propria quota di mercato marginalizzando i produttori più cari con una guerra dei prezzi.

L’indirizzo dell’Opec è poi cambiato di nuovo. L’accordo raggiunto lo scorso novembre è il primo taglio di produzione dall’inizio della crisi economica.

Un contributo anche dai Paesi non Opec?

Sforbiciate arriveranno anche da paesi che non fanno parte dell’Opec (è il primo accordo tra Opec e non Opec in 15 anni), soprattutto dalla Russia, dove la produzione di petrolio è cresciuta molto negli ultimi anni.

Gli analisti sono scettici sull’impegno di Mosca, perché in passato il paese è già stato inadempiente. Secondo noi invece la Russia porterà a termine i tagli alla produzione di petrolio, per una serie di motivi. Il paese ha avuto un importante ruolo diplomatico, facilitando gli accordi tra stati membri dell’Opec e non Opec. Sembra che Mosca ambisca al ruolo di player principale in Medio Oriente, come testimonia il suo impegno consistente nella guerra civile siriana.

Inoltre, l’economia russa rimane in crisi, dal momento che il cambiamento del sistema fiscale – noto come la “grande manovra sulle tasse” –  ha ridotto le entrate statali quando il prezzo del petrolio scende.

La risposta a prezzi più alti

Il costo marginale dell’offerta diventa un fattore nella determinazione del prezzo. Nel breve e nel medio periodo, i bacini alternativi onshore statunitensi possono essere considerati come “produttori marginali”, capaci di aumentare la produzione rapidamente quando i prezzi arrivano a un livello sostenibile.

Prevediamo un deficit nella domanda/offerta nel momento in cui ci sposteremo dal 2017 al 2018. Sarà necessaria una produzione aggiuntiva sia da parte degli onshore USA che dall’Opec per bilanciare il mercato. I prezzi del greggio dovranno essere più alti per assicurare una ripresa nei livelli d’investimento globali, altrimenti il mercato del petrolio rischia di surriscaldarsi nel 2018. Mentre gli USA riescono a reagire piuttosto rapidamente, la produzione marginale a lungo termine di stampo classico (come le piattaforme offshore in acque profonde) ha un tempo di reazione più lungo.  Secondo la società di consulenza del settore petrolifero Rystad Energy, ci vorrà un prezzo superiore agli 80 dollari americani al barile per riequilibrare il mercato nel lungo termine. La nostra previsione sul prezzo del greggio è intorno ai 60 dollari al barile per il 2017 e 70 per il 2018.

Energia, nel 2017 ancora grandi opportunità per gli investitori

Vista la perdita di circa un trilione di dollari americani d’investimento nella recente tendenza al ribasso e un accesso al capitale più limitato, crediamo che, i mercati del petrolio resteranno strutturalmente ristretti per molti anni e questo sarà positivo per i prezzi. Per quanto riguarda le compagnie, con un prezzo di 60 dollari al barile, quelle che si sono concentrate su costi più bassi possono avere margini operativi più alti rispetto a quanto fatto nello scorso ciclo con il greggio a 100 dollari al barile. La filosofia della “qualità prima della quantità” dovrebbe tradursi in una maggiore disciplina nel settore e nell’attenzione alla profittabilità, che significa maggiori rendimenti agli azionisti man mano che il ciclo matura. In quanto manager attivi in questo settore, abbiamo l’evidente responsabilità di assicurarci che le compagnie del nostro portfolio aderiscano a questa filosofia.

Con una propensione per il lungo termine, ci concentriamo sulle compagnie che hanno asset di grande qualità e una gestione del capitale prudente, poiché questo dà loro un vantaggio competitivo rispetto alle altre società, e una maggior possibilità di aumentare il flusso di cassa disponibile e l’utile sul capitale investito (ROCE) mentre portano a termine un forte aumento dei ricavi. Il portafoglio ha registrato una buona performance durante il recente aumento dei prezzi del greggio e del gas naturale.

 

Fonte: AdvisorWorld.it

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