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Intesa Sanpaolo: risultati consolidati al 30 settembre 2019

Intesa Sanpaolo: risultati consolidati al 30 settembre 2019. Dichiarazione di Carlo Messina, Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo….

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Carlo Messina, Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo


Siamo particolarmente soddisfatti dei primi nove mesi del 2019: in un contesto più complesso del previsto, Intesa Sanpaolo conferma la capacità di raggiungere risultati importanti, in linea con l’obiettivo di un utile netto superiore a quello del 2018.

Confermiamo, allo stesso tempo, un pay out ratio dell’80% e siamo pertanto in linea con l’impegno di premiare ancora una volta i nostri azionisti con un significativo dividendo cash.

L’utile netto dei primi nove mesi dell’anno, pari a 3,31 miliardi di euro, è il miglior risultato per i primi nove mesi dal 2008 grazie ad una solida performance nelle attività core: abbiamo già raggiunto l’82% del risultato netto dell’intero 2018.

Escludendo gli oneri relativi ai contributi versati a supporto del sistema bancario, l’utile netto si attesta a 3,6 miliardi di euro.

Anche nell’ultimo dei tre trimestri i risultati sono ottimi: è il miglior terzo trimestre dal 2007 per utile netto, mentre le commissioni sono le migliori di sempre per un terzo trimestre.

I tassi di interesse bassi sono favorevoli alla nostra attività di Wealth Management, così come lo spread in calo.

La divisione del Gruppo dedicata all’asset management sta lavorando intensamente per convertire in risparmio gestito i circa 240 miliardi di risparmi degli italiani presenti nei nostri conti sotto forma di risparmio amministrato e depositi a vista.

I primi risultati positivi sono già visibili nel terzo trimestre e le prospettive sono ancora più positive.

Siamo stati capaci di rafforzare ulteriormente il nostro bilancio: dopo sedici trimestri consecutivi di calo dal picco del 2015, lo stock dei crediti deteriorati è stato ridotto di circa 33 miliardi lordi, al livello più basso dal 2009.

Abbiamo raggiunto questo significativo obiettivo senza alcun costo per i nostri azionisti. Dalla creazione di Intesa Sanpaolo non era mai accaduto che nei primi nove mesi dell’anno si registrasse un flusso di crediti deteriorati così basso, un risultato che riflette la nostra capacità di gestire in maniera proattiva i crediti e la qualità delle nostre aziende clienti, attualmente molto più solide e profittevoli rispetto a quanto non fossero prima della crisi del 2008.

La velocità di riduzione dello stock di crediti deteriorati è ampiamente superiore a quella indicata nel Piano di Impresa 2018-2021: in soli 21 mesi abbiamo già raggiunto circa l’80% del target quadriennale.

La solidità patrimoniale della Banca, ben superiore ai requisiti regolamentari, è in aumento e ci posiziona ai vertici del settore in Europa. Il Common Equity Tier 1 ratio a fine settembre si colloca al 14,2% e mostra un eccesso di quasi 5 punti percentuali rispetto a quanto richiesto, al netto di 2,6 miliardi accantonati nei nove mesi dell’anno per il dividendo a valere sul 2019.

Abbiamo 14 miliardi di capitale in eccesso, a fronte dei 13,4 miliardi di dividendi cash pagati negli ultimi 5 anni.

Nei nove mesi il cost/income si colloca al 49,8 % e ci conferma ai vertici delle banche europee per efficienza: è un risultato del quale siamo molto soddisfatti perché lo abbiamo raggiunto portando avanti significativi programmi di investimento nel digitale, nel wealth management e nella formazione.

Intesa Sanpaolo è fattore di accelerazione della crescita dell’economia reale del Paese: nei primi nove mesi del 2019 in Italia le erogazioni a medio e lungo termine a famiglie e imprese sono state pari a più di 32 miliardi di euro.

Confermiamo la nostra capacità di lavorare a fianco di tutte le aziende in grado di superare condizioni di temporanea difficoltà: nei nove mesi abbiamo aiutato circa 15.000 aziende a tornare in bonis.

Dal 2014 il numero di queste imprese sale a 108.000: una cifra significativa considerato l’impatto positivo generato sull’occupazione – più di mezzo milione posti di lavoro – e sull’indotto.

Per Intesa Sanpaolo il concetto della creazione di valore va interpretato in una chiave ampia: essere una banca tra le più solide e profittevoli in Europa significa essere il motore dell’economia sociale del nostro Paese e promuovere un grande progetto per l’inclusione economica e per la lotta alla povertà.

A sostegno dei più bisognosi abbiamo avviato rilevanti programmi e partnership per la distribuzione di pasti, posti letto, farmaci e indumenti, effettuando quasi sei milioni di interventi nei confronti di chi si trova in difficoltà.

L’impegno a favore della Circular Economy, svolto attraverso il plafond di 5 miliardi di euro di credito, ha trovato manifestazione concreta con crediti approvati per un valore di 750 milioni a sostegno delle prime 50 iniziative.

Siamo i promotori di significative iniziative culturali diffuse sul territorio nazionale.

Nel primo nove mesi dell’anno le Gallerie d’Italia, i tre poli museali di Intesa Sanpaolo, hanno ospitato circa 350.000 visitatori. Sempre nei primi nove mesi abbiamo dato in prestito oltre 200 opere d’arte della nostra collezione ad altri musei italiani e internazionali.

Abbiamo attivato il Fondo d’Impatto con un prestito senza garanzie rivolto agli oltre 1,6 milioni di studenti universitari in Italia, certi che l’investimento in educazione sia fondamentale per la crescita del Paese.

Nei primi sette mesi di attività le erogazioni sono state pari a 5,6 milioni di euro.

Convinti che la formazione rivesta un ruolo altrettanto chiave per la competitività del nostro sistema produttivo, abbiamo lanciato un progetto nell’ambito del quale ci impegniamo a formare 5.000 giovani in Italia per accompagnarli verso il mondo del lavoro.

Siamo stati in grado di raggiungere questi risultati grazie alle nostre persone in Italia e all’estero: voglio ringraziarle per la professionalità e la responsabilità con le quali svolgono il loro lavoro, consentendoci di proseguire nel raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti dal nostro Piano d’Impresa.

Fonte: AdvisorWorld.it

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