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Intesa Sanpaolo : Nasce IMI Corporate & Investment Banking

Intesa Sanpaolo presenta la nuova divisione creata a seguito dell’integrazione di Banca IMI nella capogruppo …

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  • Una struttura leader in Italia a supporto delle grandi imprese con una forte proiezione internazionale
  • Un modello di business unico e distintivo basato su: relazione con i clienti, elevate competenze specialistiche, rafforzamento del presidio internazionale, eccellenza sui prodotti di Capital Markets, Investment Banking e Finanza Strutturata
  • Un nuovo brand che guarda al futuro mantenendo saldo il legame con la storia di una banca che ha accompagnato le imprese italiane dal dopoguerra ad oggi
  • Gaetano Miccichè, Mauro Micillo e Massimo Mocio saranno rispettivamente Chairman, Responsabile di Divisione e Responsabile di Global Markets & Investment Banking (Deputy della nuova Divisione).

Gaetano Miccichè, Mauro Micillo e Massimo Mocio hanno presentato oggi a Milano la nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo e il nuovo brand. La nuova struttura organizzativa nascerà al completamento dell’iter di fusione per incorporazione di Banca IMI in Intesa Sanpaolo, previsto nel mese di luglio.

L’integrazione di Banca IMI nella Capogruppo si inserisce nel contesto del Piano di Impresa 2018-21 di Intesa Sanpaolo quale motore chiave per la sua realizzazione. Già oggi, infatti, la banca d’investimento leader italiano indiscusso in ambito Capital Markets & Investment Banking, rappresenta un elemento significativo per il raggiungimento dei risultati di tutto il Gruppo.

L’operazione, che si realizzerà in completa continuità di business, rappresenta un passo fondamentale per la creazione della nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking. La nuova realtà affonda le proprie radici in quei valori che hanno determinato il successo del “modello IMI” negli anni e intende sostenere e supportare fattivamente la ripresa economica del nostro Paese.

In tale contesto viene confermato e ancor più valorizzato il modello di business unico e distintivo del CIB di Intesa Sanpaolo, basato sulla centralità della relazione con la clientela, che ne garantisce la copertura a livello settoriale sia per il mondo delle imprese e della pubblica amministrazione, sia per le istituzioni finanziarie. A ciò si aggiunge l’ulteriore rafforzamento di un presidio internazionale consolidato negli anni, tramite un network di hub e filiali corporate presenti in 25 paesi nel mondo, in grado di accompagnare e assistere i clienti nelle attività al di fuori dei confini nazionali. Infine, la nuova IMI Corporate & Investment Banking si confermerà come centro di eccellenza sui prodotti di Capital Markets, Investment Banking e Finanza Strutturata.

La nuova Divisione ha deciso, inoltre, di mantenere un chiaro riferimento a Banca IMI anche all’interno del proprio brand, per sottolineare come l’integrazione rappresenti il proseguimento di un percorso di eccellenza iniziato diversi anni fa che oggi viene ulteriormente rafforzato, allo scopo di affrontare al meglio le sfide che solo strutture orientate al futuro, ma ricche di una storia solida alle proprie spalle, saranno in grado di vincere.

La nascita della nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking consentirà al Gruppo Intesa Sanpaolo di poter servire in maniera ancora più efficace i propri clienti corporate, la pubblica amministrazione e le istituzioni finanziarie, facendo leva su un modello di business unico, su competenze specialistiche e professionalità di primissimo livello e su un brand che rappresenta l’eccellenza italiana in ambito Capital Markets & Investment Banking e racconta una storia fatta di valori imprescindibili e successi duraturi nel tempo.


Gaetano Miccichè, Presidente di Banca IMI: “La storia del brand IMI non è solo il susseguirsi degli eventi che hanno caratterizzato la società, è anche e soprattutto l’emblema di un modello che rappresenta un unicum nel panorama economico e finanziario italiano e che si intreccia, in modo inscindibile, con la storia stessa del nostro Paese.

Nata nel 1931 per il risanamento industriale e finanziario delle imprese italiane, la sua evoluzione passa per gli anni della Seconda Guerra Mondiale dove il suo apporto fu essenziale per la riconversione della produzione ad usi civili alla fine del conflitto mondiale. Negli anni del dopo-guerra l’Istituto fu protagonista dei programmi di investimento alla base del Piano Marshall che posero l’industria italiana, sia privata che pubblica, su basi più competitive nel contesto economico internazionale. Dagli anni ’50 l’IMI finanziò la crescita dei settori industriali e dei servizi che trainarono il cosiddetto “miracolo economico”, contribuì ai cambiamenti infrastrutturali del Paese, svolse un ruolo fondamentale per lo sviluppo del Mezzogiorno, oltre che per l’innovazione e l’adozione di tecnologie avanzate da parte del sistema industriale.

Il “modello IMI” ha saputo coniugare nel tempo una profonda conoscenza del tessuto imprenditoriale italiano, un approccio innovatore al credito, con uno sguardo prospettico verso la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione, costruendo un sistema di competenze, professionalità e best practice in grado di accompagnare e supportare il “sistema Italia”.

Negli anni più recenti Banca IMI è stata artefice di grandi casi impreditoriali, storie di crescita e di risanamento, che l’hanno resa un’eccellenza a livello nazionale e un brand riconosciuto e apprezzato sui mercati internazionali. Queste operazioni hanno, infatti, consentito più in generale a tutta la Divisione CIB di portare un forte contributo ai risultati del Gruppo Intesa Sanpaolo diventando un benchmark per clienti e competitors.

Oggi, l’integrazione di Banca IMI in Intesa Sanpaolo rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di eccellenza e rafforza la vocazione del Gruppo nel supporto a imprese, pubbliche amministrazioni e istituzioni finanziarie”.


Mauro Micillo, Responsabile Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo e Amministratore Delegato di Banca IMI: “L’integrazione di Banca IMI all’interno di Intesa Sanpaolo, realizzata in completa continuità di business, vuole proseguire il percorso di eccellenza che ha determinato il successo del “modello IMI” nel corso degli anni, creando una nuova realtà che si pone come motore per il raggiungimento dei risultati di tutto il Gruppo.

La nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking, affonda così le proprie radici nei valori che hanno reso Banca IMI un centro di eccellenza nei prodotti di Capital Markets, Investment Banking e Finanza Strutturata, valorizzando al contempo il modello unico e distintivo del CIB di Intesa Sanpaolo.

Centralità della relazione con la clientela, copertura a livello settoriale, ulteriore espansione della presenza internazionale, saranno i capisaldi della nuova struttura che intende sostenere e supportare in maniera ancora più efficace la ripresa del nostro sistema economico e produttivo, affiancando la clientela corporate, la pubblica amministrazione e le istituzioni finanziarie in un momento delicato come quello attuale”.


Massimo Mocio, Direttore Generale di Banca IMI: “Banca IMI si presenta all’appuntamento da tempo fissato per l’integrazione in Intesa Sanpaolo dopo aver conseguito il miglior risultato netto consolidato mai realizzato nella sua storia: oltre 1,4 miliardi di euro, in aumento del 76% rispetto all’anno precedente.

Una crescita importantissima, che ha visto un’ulteriore conferma nel risultato netto consolidato registrato al 31 marzo di quest’anno, pari a 411 milioni di euro, in aumento del 71,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un dato tanto più apprezzabile se contestualizzato in uno scenario mondiale scosso, sul finire del trimestre, dai primi effetti della pandemia da Coronavirus. Banca IMI ha reagito con rapidità, adottando strategie di gestione degli attivi che hanno indirizzato la costituzione di portafogli d’investimento in valori mobiliari proiettati nel medio-lungo periodo, operando al contempo mirate azioni difensive a presidio del valore economico degli attivi di trading e di derisking per quelli misurati al fair value contro il patrimonio netto.

Particolare rigore e prudenza sono stati adottati nella determinazione del fair value delle attività e passività finanziarie, in considerazione dei potenziali effetti prospettici sui valori delle securities che potrebbero derivare dal perdurare della crisi economica e finanziaria globale. L’integrazione che presentiamo oggi consentirà di valorizzare ulteriormente il grande lavoro svolto dalle donne e dagli uomini di Banca IMI, a beneficio di tutti gli stakeholders del Gruppo”.

Fonte: AdvisorWorld.it

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