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Intervista a Sergio Trezzi Country Head di Invesco Italia

TREZZI_SERGIO

Le tematiche ambientali, tema di grande interesse per l’amministrazione americana, diventano accessibili tramite gli ETF. Costante incremento dell’interesse da parte degli investitori per gli ETF, in attesa del boom…

 

Gentile Dott. Trezzi, l’anno 2009 si è aperto con tanti timori per l’economia, ma trascorsi i primi mesi, la situazione sembra potersi risolvere in tempi più brevi rispetto alle previsioni iniziali. Cosa ci può dire riguardo alla situazione economica; come vedete l’andamento della sua evoluzione?
I problemi legati al sistema del credito registrati negli ultimi 18 mesi hanno dimostrato il bisogno di una migliore gestione del ciclo monetario ed economico in futuro, ma al momento le decisioni per il miglioramento del sistema monetario e della sua regolamentazione sono state poste in secondo piano, preferendo puntare su piani monetari e fiscali espansivi per cercare di far fronte nell’immediato alla situazione di crisi. Ora occorre valutare fino a che punto queste manovre espansive saranno in grado di porre le basi per una crescita stabile e sostenibile senza causare l’insorgere di ulteriori problemi come l’inflazione o il deprezzamento delle divise. E’ necessario tuttavia riconoscere che il problema dell’eccessivo indebitamento delle famiglie e del settore finanziario creatosi nell’ultimo decennio non potrà essere risolto semplicemente attraverso la predisposizione di piani governativi o una politica monetaria espansiva.

Avendo Invesco la possibilità di offrire sia Fondi che ETF, pensa che il futuro sarà positivo per entrambi i settori?
Certamente. Più in generale, non credo che le due soluzioni siano antagoniste ma piuttosto complementari tra loro. Esistono settori di mercato dove la gestione attiva è funzionale agli obiettivi di rendimento, altri settori dove invece l’efficienza degli ETF è comprovata. Fondi ed ETF non sono altro che veicoli dal mio punto di vista, ciò che è rilevante è la strategia sottostante. Per altro questa frontiera ETF/FONDI viene sempre meno, specialmente se si pensa agli ETF attivi presenti negli Stati Uniti, settore dove Invesco PowerShares è leader indiscusso .

I vostri ETF quotati in Italia hanno raggiunto il numero di 16, mentre negli Stati Uniti il numero dei vostri cloni supera abbondantemente il numero di 150. Il vostro obiettivo è sicuramente quello di aumentare il numero dei vostri ETF quotati in Italia, ma questo è valido anche nel breve periodo o prima preferite consolidare la vostra posizione?
Tra fine 2008 e inizio 2009 abbiamo quotato in Borsa Italiana 2 ETF che riteniamo possano essere di grande interesse nei prossimi mesi per i portafogli della clientela istituzionale e retail. Faccio riferimento al PowerShares Global Agriculture e al PowerShares Middle East North Africa. Il fatto di aver registrato buoni risultati da inizio anno (+21% per Agriculture e + 8.9% per Middle East Nord Africa), conferma che è molto importante la fase di ricerca, analisi e timing nel programmare il lancio di nuovi ETF se si vuole dare valore reale alla clientela. Per il futuro, la nostra idea di sviluppo è quella di continuare ad offrire soluzioni non attualmente disponibili alla clientela, come nel caso del PowerShares Middle East Nord Africa, unico nel suo genere. Importante, ricordare che entrambi sono realizzati attraverso l’investimento diretto in titoli e non attraverso derivati.

La vostra offerta si caratterizza per una forte attenzione verso l’azionario tematico, in particolar modo per le tematiche ambientali. Questo interesse verrà mantenuto anche in futuro e pensate di quotare nuovi cloni in questo  specifico ambito?

La grande esperienza maturata negli Stati Uniti in questo ambito è sicuramente un vantaggio competitivo che PowerShares dispone nell’offrire questo genere di soluzioni alla clientela italiana ed europea. Le tematiche ambientali, e più in generale di macro trends, aumenteranno di importanza all’interno dei portafogli della clientela, basti pensare agli incentivi previsti dal governo US negli ultimi mesi. Gli ETF rappresentano la naturale soluzione per accedere rapidamente a queste tematiche. E’ altresì importante evidenziare che molti settori sono caratterizzati da poche aziende di grandi dimensioni, per cui la scelta di adottare ETF che replicano indici a capitalizzazione modificata (% massima attribuita ad ogni azienda o paese) apporta certamente un vantaggio in termini di diversificazione del rischio.

Gli ETF monetari hanno vissuto momenti di grande fortuna durante i mesi scorsi. Oggi con il tasso di riferimento della BCE al 1,25% risultano penalizzati nei rendimenti. Cosa ci può dire sul vostro ETF monetario e sull’utilizzo che se ne può fare con queste condizioni d mercato?
Gli ETF monetari hanno avuto il merito offrire alla clientela finale e istituzionale una soluzione molto efficiente, trasparente ed economica per “parcheggiare” temporaneamente la liquidità, altrimenti diretta a conti correnti (gravati da maggior tassazione) o singoli titoli di stato (mancanza di diversificazione del rischio). L’avvento nel 2008 del PowerShares EuroMTS Cash 3 mesi ha introdotto la possibilità di utilizzare gli ETF monetaria anche per la gestione strategica della liquidità. Il fatto di avere una durata finanziaria di circa 2/3 mesi ha permesso alla clientela di beneficiare in termini di rendimento rispetto all’EONIA del movimento dei tassi di interesse. Il fatto di essere realizzato attraverso l’investimento esclusivo in circa 40 titoli di stato Euro con scadenza inferiore ai 6 mesi e senza rischio di valute ha eliminato qualsiasi rischio di controparte presente in altre soluzioni realizzate tramite derivati. Infine, la possibilità di controllare su base giornaliera la composizione totale del portafoglio ha portato ai massimi la caratteristica della trasparenza.

Quali ritiene potrebbero essere degli ETF della vostra gamma in grado di fornire un risultato interessante con le attuali condizioni di mercato e perchè?
Oltre ai 3 che ho menzionato in precedenza (Agriculture, Middle East Nord Africa e EuroMTS Cash 3 mesi), riteniamo che il contesto attuale sia un ottimo propulsore per il PowerShares EQQQ, ovvero l’etf che replica l’indice Nasdaq 100. Più in generale, si tratta dell’indice che offre la copertura del mercato azionario americano escludendo il settore finanziario, attualmente estremamente in difficoltà

A fronte della vostra esperienza diretta, gli ETF sono adatti ad ogni tipologia di investitori, oppure ritiene che il loro utilizzatore principale debba continuare ad essere l’investitore istituzionale?
La crescente diffusione della consulenza indipendente rappresenterà un acceleratore all’utilizzo degli ETF da parte della clientela retail nel corso degli anni. In effetti, abbiamo potuto notare un costante crescente interesse per gli ETF da parte di tutti i segmenti di clientela. La crisi ha ridotto la “curva di apprendimento” da parte della clientela, fortemente spinta dalla necessità di trasparenza, bassi costi e liquidità, caratteristiche proprie degli ETF. Inoltre, nel corso del 2008 abbiamo potuto osservare, per altro in maniera analoga a quanto accaduto in US alcuni anni fa, che :
utilizzo degli ETF per realizzare posizioni strategiche di medio-lungo periodo, non quindi solo per attività di semplice trading attenzione alle caratteristiche dell’ETF in termini di strumenti utilizzati e sicurezza dell’emittente.

Fonte: FCWorld – Maggio 2009

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