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Intervista a Emanuele Bellingeri, Managing Director e Responsabile di iShares per l’Italia

BELLINGERI
 Avete recentemente re-listato la gamma di ETF sugli indici settoriali STOXX Europe 600 a replica fisica che già avevate ma a replica sintetica. Quali sono le motivazioni di questa operazione? ….

 

Contributo di Emanuele Bellingeri, Managing Director e Responsabile di iShares per l’Italia 

01 Settembre 2011  ETFWorld-IFAWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


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A fine luglio, gli ETF settoriali STOXX di iShares sono tornati su Borsa Italiana dopo essere stati oggetto di trasformazione da ETF a replica sintetica in ETF a replica fisica. Questa operazione è stata realizzata in quanto in passato gli indici STOXX settoriali erano costruiti con una modalità tale per cui, per limiti di concentrazione, se venivano replicati con sottostanti fisici non erano conformi alla direttiva Ucits3. Con la quotazione di questi ETF iShares riafferma l’impegno a sostegno dell’offerta di ETF basati sulla replica tramite titoli fisici in quanto soluzione più trasparente per gli investitori interessati alle asset class tradizionali. In generale, iShares prevede anche l’utilizzo della replica sintetica qualora non sia possibile replicare l’indice in maniera efficiente utilizzando i titoli che lo compongono.


Esistono ETF che replicano i medesimi indici ma con strutture di replica differenti. Secondo lei, quali sono i criteri da considerare per la selezione dell’ETF da acquistare?

Nel processo di selezione degli ETF gli investitori devono considerare diversi fattori che possono essere pesati diversamente in base al mandato e agli obbiettivi predefiniti. Un fondo pensione per esempio userà un approccio diverso rispetto ad un private banker.  Vi sono comunque degli aspetti comuni indipendenti dalle strategie d’investimento che dovrebbero essere sempre considerati.
La struttura per esempio è importante per valutare quale sia il rischio controparte che si intende sopportare. Vi sono infatti quattro principali tipologie di ETF: quelli costruiti con sottostanti fisici che si suddividono a loro volta tra quelli che svolgono attività di prestito titoli o meno e quelli swap based che utilizzano derivati e possono essere unfunded o fully-funded.
La liquidità è un altro aspetto importante perchè, soprattutto nei periodi di elevata volatilità e turbolenza, l’esigenza degli investitori è quella di utilizzare prodotti che presentano una liquidità elevata in modo da poter investire/disinvestire in tempo reale e con costi contenuti.
Tracking error e tracking difference misurano la qualità della gestione calcolata come aderenza al benchmark. L’obiettivo degli ETF infatti è quella di replicare il più fedelmente possibile l’indice di riferimento senza presentare scostamenti elevati.
I costi rappresentano un altro aspetto importante e nella valutazione degli stessi è fondamentale non soffermarsi solo sul TER, ma considerare anche i costi di bid/ask spreads, di negoziazione e la riduzione che può apportare ai costi totali l’attività di prestito titoli.
Proprio su questo argomento è necessario valutare quali possano essere i benefici e i rischi per l’investitore.
In ultimo è necessario fare alcune considerazioni sulla fiscalità. Acquistare un ETF non Ucits ad esempio, per un investitore italiano, potrebbe comportare un trattamento fiscale diverso rispetto a prodotti Ucits.

In generale, qual è il sentiment del mercato a seguito delle preoccupazioni delle varie autorità in merito agli ETF?

L’attenzione delle autorità in merito agli ETF ha sicuramente avuto l’effetto di far approfondire alcuni temi molto importanti per capire al meglio questi prodotti. Noi lavoriamo fianco a fianco ai regulator per fornire agli investitori tutte le informazioni necessarie per compiere le corrette scelte d’investimento. Ancora una volta la trasparenza degli ETF ha raggiunto un livello, in alcuni casi,neanche paragonabile a quello di altri strumenti similari. Siamo convinti che gli investitori apprezzino gli sforzi degli emittenti nel mettere loro a disposizione alcune informazioni che normalmente sono riservate. Nello stesso tempo gli investitori hanno sempre più a disposizione le necessarie conoscenze per valutare le differenze tra un ETF e l’altro e tra un emittente e l’altro.

Quali sono i Vs prossimi progetti sia in termini di education che di nuovi prodotti?

Per i prossimi mesi non prevediamo un cambio di strategia rispetto al presente. Continueremo la nostra attività di education sulle diverse tipologie di clienti  tramite conferenze, eventi e produzione di materiale informativo. A parte gli investitori istituzionali, coi quali abbiamo da tempo un filo diretto continuo, gli sforzi si concentreranno ancora sui consulenti finanziari. Riteniamo, infatti, che l’investitore privato si debba rivolgere al proprio consulente/banker di fiducia per effettuare scelte consapevoli. A questo riguardo è quindi necessario che consulenti indipendenti, private banker, promotori finanziari e operatori bancari conoscano al meglio i benefici e i rischi di questi strumenti per poter dare un consiglio informato. Per gli investitori retail con un grado di cultura finanziaria adeguata per operare direttamente mettiamo infine a disposizione, oltre al nostro sito, un numero verde e un indirizzo email tramite i quali è possibile comunicare direttamente con una persona del team commerciale. Per quanto riguarda i prodotti continueremo a migliorare quelli esistenti e a lanciarne di nuovi ove riscontrassimo un’esigenza del mercato in tal senso.

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