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Intermonte SIM: Il petrolio in calo stuzzica i tagli Opec

Antonio Cesarano Intermonte Sim

ITALIA: il governo ha presentato la lettera di risposta alla Commissione. In sintesi: le stime di crescita del PIL sono state confermate (1,5% per il 2019) così come è stato confermato l’impegno a non superare il livello del 2,4% in termini di deficit/PIL….


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a cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist  


        La novità più rilevante è l’innalzamento all’1% del PIL (da 0,3%) dell’obiettivo di introiti da privatizzazioni in modo da assicurare un obiettivo di debito/PIL al 126% nel 2021. A questo punto le prossime tappe son le seguenti:

            21 novembre: la Commissione esprime il suo parere sulla lettera del ministro TRIA e lo sottopone all’Eurogruppo

            3 dicembre: l’Eurogruppo esaminerà il parere della Commissione per valutare l’ipotesi di apertura di una procedura di infrazione

            Gennaio 2019: l’eventuale parere favorevole alla procedura di infrazione dell’Eurogruppo andrà sottoposta al voto del Consiglio europeo di gennaio.

A quel punto il Consiglio Europeo, in caso di voto favorevole alla procedura, potrebbe concedere all’Italia 3/6 mesi di tempo per varare una manovra correttiva sulla base delle indicazioni che fornirà la Commissione europea

            Se al termine di tale periodo di tempo l’Italia non si sarà attivata scatterebbero le sanzioni

    GERMANIA: il Pil preliminare del terzo trimestre è risultato peggiore delle attese, con un calo dello 0,2% t/t, la prima riduzione negli ultimi tre anni.

In attesa dei dettagli che saranno pubblicati il 23 novembre, l’ufficio di statistica ha dichiarato che è stato registrato un calo delle esportazioni e dei consumi privati.

Con i dati attuali, il Pil 2018 potrebbe tedesco potrebbe attestarsi all’1,5% mentre nel 2019 potrebbe collocarsi nel range 1,4-1,7%

    PETROLIO: forte calo dopo la pubblicazione del report mensile Opec che ha rivisto al ribasso le stime di crescita della domanda da parte dell’Opec nel bollettino mensile pubblicato ieri.

Oggi attesa la pubblicazione delle scorte private di petrolio (API) prima di quelle su cala nazionale domani alle 17 ora italiana

    USA: attesi oggi i dati sull’inflazione di ottobre

        Nel frattempo, arrivano indiscrezioni da una riunione tenuta da Trump con i suoi consiglieri da cui emergerebbe come al momento prevalga l’intenzione di rinviare l’ipotesi di dazi al 25% sulle auto importate

COMMENTI & SPUNTI OPERATIVI

    ITALIA/SPREAD: la risposta italiana alle richieste della Commissione aumenta la possibilità di una procedura di infrazione.

Su questo punto, come prima segnalato, i tempi saranno comunque non brevi e le eventuali sanzioni arriverebbero non prima della seconda metà del 2019.

Inoltre, occorrerà verificare se la richiesta di procedura sarà sul deficit o sul debito, essendo la seconda (si tratterebbe del primo caso di tal tipo per un paese dell’area) molto più intrusiva della prima

        Il prossimo appuntamento del 21 novembre (Commissione europea) e successivamente quello del 3 dicembre (Eurogruppo) tende a far permanere lo spread in area 300pb

            Nel frattempo il marcato calo del PIL tedesco del terzo trimestre insieme alla necessità di rendere più graduale il processo di drenaggio della liquidità in vista delle scadenze delle precedenti Tltro soprattutto nel 2020, rende più verosimile l’ipotesi di una nuova operazione Tltro a dicembre o al massimo agli inizi del 2019, nel qual caso lo spread potrebbe temporaneamente ridimensionarsi.

                A tal proposito è importante segnalare che diversi membri Bce stanno segnalando come i rischi sulla crescita in area euro si stanno orientando al ribasso.

Dopo le indicazioni in tal senso del vice presidente Guindos, del capo economista Praet, oggi dichiarazioni in tal senso sono arrivate anche da Knot, governatore della banca centrale olandese

    PETROLIO: in poche settimane gli operatori sono passati da una percezione diametralmente opposta sul fronte offerta, ora molto abbondante dopo il rinvio delle sanzioni all’Iran.

Il report Opec segnalante un drastico calo della domanda ha aggiunto il colpo ulteriore provocando il crollo del prezzo del Brent fino ad area 65$/b.

Per quanto paradossale possa sembrare, un report di questo tenore appare essere la base per poter ipotizzare un taglio dell’Opec più ampio rispetto ai 500.000 barili prospettati dalla sola Arabia la scorsa domenica.

        Questa mattina è arrivata l’indiscrezione Reuters secondo cui l’Opec+ starebbe discutendo un taglio fino a 1,4Mln/b. Trattandosi di Opec+, l’impressione è che di fatto anche la Russia potrebbe diventare più morbida sul fronte ipotesi taglio dopo il forte calo di questi giorni, minacciando uno scenario simile a quello visto tra fine 2015/inizio 2016.

Sul tema petrolio farò un approfondimento ad hoc con gli ultimi dati a disposizione a breve

            Nel frattempo la curva del Brent è tornata in contango di circa 1$ (contratto 1 vs 7).

Possibile un overshooting di breve al ribasso, vista la velocità del movimento con un occhio ai dati sulle scorte USA Api di oggi e soprattutto DOE di domani.

                Rimane però in essere l’ipotesi che il petrolio possa recuperare il trend primario rialzista nel corso del primo semestre, prima di un’inversione di tale trend nel corso della seconda parte del prossimo anno.

Il tema sanzioni all’Iran ritornerà a metà del prossimo anno ed inoltre la domanda cinese potrebbe continuare a crescere in modo sostenuto approfittando proprio del calo dei prezzi

Fonte: AdvisorWorld.it

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