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India, le più grandi elezioni al mondo

Tim Love GAM emergenti india

India, le più grandi elezioni al mondo. Le più grandi operazioni di voto al mondo sono già iniziate in India: il partito nazionalista indù al potere, Bharatiya Janata Party (BJP), guidato da Narendra Modi,……


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Commento a cura di Tim Love, responsabile strategie azionarie Paesi Emergenti di GAM Investments


affronterà il Partito del Congresso nazionalista indiano presieduto da Rahul Gandhi, discendente della famiglia Nehru-Gandhi che ha dominato la politica indiana per decenni e la principale opposizione a Modi in occasione delle elezioni.

Il meccanismo di voto è complesso a causa delle dimensioni della popolazione del Paese.

Dall’11 aprile al 19 maggio si recheranno alle urne, in 29 stati, circa 900 milioni di indiani, una popolazione che supera quella degli Stati Uniti e dell’Unione Europea messe insieme.

Il voto avviene in sette fasi per consentire alle forze dell’ordine del Paese di garantire lo svolgimento delle elezioni in equità e sicurezza.

Per costituire un governo di maggioranza un partito o una coalizione deve aggiudicarsi almeno 272 seggi dei 543 di cui è composta la Camera bassa del parlamento indiano, “Lok Sabha”.

La coalizione designa il proprio leader che diventa quindi il Primo ministro del Paese.

Le elezioni vengono monitorate attentamente dagli osservatori del mercato, poiché il loro esito potrebbe segnare il ritmo dell’importante piano di riforme economiche del Paese lanciato dal governo Modi.

Tra queste, la legge sulla tassazione di beni e servizi, un emendamento costituzionale che prevede la sostituzione di una miriade di tasse statali e nazionali per molteplici beni e servizi con un’unica imposta nazionale indiretta, e altre iniziative volte alla rapida digitalizzazione dell’economia indiana.

Il BJP e il partito del Congresso hanno messo al centro del loro manifesto elettorale problematiche analoghe, proponendo però un percorso diverso per raggiungere l’obiettivo.

Il BJP ha dato priorità alla sicurezza nazionale, mentre il partito del Congresso si è concentrato maggiormente sul ripristino della stabilità finanziaria.

Entrambi i manifesti affrontano una serie di problematiche che hanno preoccupato i cittadini, dal posto di lavoro alla sicurezza delle donne, oltre alla sicurezza nazionale e al terrorismo.

Le politiche di Modi si incentrano sull’orgoglio e sull’identità nazionale.

Secondo molti, il Premier ha dimostrato dinamismo e decisione nell’affrontare le questioni di sicurezza del Paese.

L’autorizzazione degli attacchi aerei in Pakistan, in risposta all’attacco mortale nella regione del Kashmir, è stata un tema ricorrente nei discorsi elettorali.

Il BJP conta sulle iniziative per la salute e il benessere dei cittadini, tra cui la fornitura ai poveri di servizi igienici, dell’elettricità e del gas per cucinare, nella speranza di conquistare voti.

Il partito di Modi ha inoltre promesso nel suo manifesto di abbassare la tassa su beni e servizi, di premiare i contribuenti onesti e di migliorare la gestione della compliance.

Un’altra priorità è la semplificazione dei processi nell’ambito del sistema di tassazione di beni e servizi. Il partito promette altresì di impegnarsi per far diventare l’India la terza economia al mondo entro il 2030.

L’attuale governo viene però criticato continuamente per non essere riuscito a creare posti di lavoro sufficienti né a contenere le difficoltà del settore agricolo, che continua a registrare un numero elevato di suicidi tra gli agricoltori.

Il partito del Congresso ha pubblicato il suo manifesto per le elezioni del Lok Sabha 2019 in data 11 aprile.

Si impegna a creare più posti di lavoro e promette un salario minimo garantito di 6.000 rupie (ovvero 87 dollari) al mese per il 20% della popolazione più povera.

Gandhi ha dichiarato che, se verrà eletto, il suo governo si impegnerà a eliminare la povertà entro il 2030 e a inaugurare “un’era di semplicità, trasparenza, equità fiscale, un più facile rispetto delle regole e un governo imparziale”.

Secondo alcuni analisti, dalle elezioni emergerà un governo di coalizione guidato dal BJP e ciò alimenterà la fiducia. Secondo l’Economist Intelligence Unit potrebbe però diventare difficile gestire i diversi interessi dei partiti che costituiscono la coalizione; i progressi nelle riforme che si propongono di migliorare il contesto in cui operano le imprese potrebbero essere lenti e subire pressioni politiche.

Per quanto concerne il mercato azionario indiano, crediamo che sia costoso ma che presenti valutazioni interessanti.

Per assistere a ulteriori rialzi servono nuovi impulsi, come una crescita degli utili migliore del previsto a livello aziendale, oppure la massima chiarezza dopo le elezioni; per esempio, la vittoria di un unico partito con una netta maggioranza consentirebbe di concentrarsi sul futuro delle riforme.

Per quanto concerne l’esposizione in India, le prospettive ci sembrano estremamente positive per il settore finanziario, in particolare per le banche private, grazie al miglioramento dei margini e alla crescita dei prestiti.

Molti di questi istituti sembrano aver inoltre risolto le difficoltà patrimoniali del passato.

D’altra parte, continuiamo a guardare con prudenza agli operatori del settore delle telecomunicazioni dove i rendimenti resteranno verosimilmente bassi per un periodo di tempo prolungato.

In ultima analisi crediamo che, sebbene qualsiasi cambiamento a livello del governo possa comportare un rischio per il ritmo e per la natura del piano di riforme in India, la maggior parte dei candidati politici sembri favorevole alle imprese e che il motore della crescita in India non mostri segnali di cedimento.

Riteniamo che un’attenta selezione dei titoli sarà essenziale per poter cogliere i frutti che si presenteranno su questo mercato, poiché il mondo delle imprese nel Paese si evolverà rapidamente dopo che sarà annunciato l’esito delle elezioni.

Fonte: AdvisorWorld.it

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