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HSBC : Sostenibilità guiderà l’agenda degli investitori

HSBC: La risposta globale al Covid-19 non ha frenato la rapida evoluzione del panorama delle politiche per la finanza sostenibile …


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a cura di Stephanie Maier, Director of Responsible Investment, HSBC Global Asset Management


Questi mutamenti sono destinati a cambiare il modo in cui il capitale viene investito e saranno di fondamentale importanza se consideriamo la forma che potrebbe avere la nostra ripresa economica.

Qui di seguito vengono descritti cinque trend in ambito politico e normativo che stanno definendo il panorama degli investimenti:

  1. Le ambizioni politiche sono elevate e stanno raccogliendo tutta l’attenzione su di loro, o almeno questo è ciò che avviene in alcune giurisdizioni

Le regolamentazioni sono comunemente reattive: rispondono a una necessità piuttosto che essere un driver dei programmi di investimento. Tuttavia la Commissione Europea ha attivamente promosso un approccio normativo per costruire un sistema finanziario a supporto di una crescita sostenibile.

L’ultima consultazione sulla Strategia Finanziaria Sostenibile ha evidenziato delle ulteriori aree di intervento politico, tra cui l’aumento degli investimenti in progetti sostenibili, maggiore integrazione dei rischi climatici e ambientali nel sistema finanziario e il supporto per il Piano Europeo di Investimenti Sostenibili e per il Green Deal Europeo. Per gli Stati membri dell’UE, quest’ultimo rappresenta un elemento chiave nella pianificazione della ripresa economica a medio e lungo termine dopo la pandemia di Covid-19.

La seconda economia mondiale ha quindi fermamente riconosciuto il ruolo delle politiche per la finanza sostenibile e riteniamo che altri paesi ne seguiranno l’esempio, dato che anche i mercati del continente asiatico stanno cercando di individuare opportunità per sbloccare la finanza sostenibile.

  1. La regolamentazione della finanza sostenibile accelera

Siamo assistendo all’accelerazione della velocità con cui emergono nuove normative incentrate sulla divulgazione corporate relativa a dati ambientali, sociali e di governance (ESG) e in particolare sui fattori legati al clima, sulla stewardship e sui doveri degli investitori istituzionali.

Secondo i PRI (Principles for Responsible Investment), il quadro delle misure politiche comprende ora oltre 730 revisioni di hard e soft-law policy, attraverso 500 strumenti politici che supportano, incoraggiano o richiedono agli investitori di prendere in considerazione i driver di valore di lungo periodo, compresi i fattori ESG.

Questi sviluppi sono sempre più attivati o sostenuti da dettagliate strategie nazionali nell’ambito della finanza sostenibile, visto che i governi non solo riconoscono i rischi climatici e ambientali del sistema attuale, ma anche i vantaggi posti dalla capacità di attrarre capitali a lungo termine per sostenere la transizione verso un’economia più sostenibile.

Molti centri finanziari si stanno anche contendendo la possibilità di convertirsi in hub finanziari sostenibili, man mano che cresce sia la domanda che il mercato di soluzioni finanziarie e di investimento innovative.

Considerata questa inevitabile tendenza verso un ulteriore intervento politico in tema di regolamentazione, non sorprende che si stia assistendo all’incremento del numero degli investitori che si impegnano con i policymaker, le autorità di regolamentazione e gli standard-setter, con molteplici consultazioni ora in atto in tutta l’UE.

  1. Stewardship di nuova generazione

Gli investitori sono destinati a svolgere un ruolo centrale non solo in termini di allocation di capitale, ma anche in qualità di amministratori (steward) degli investimenti che possiedono o gestiscono.

Dopo il primo Stewardship Code del Regno Unito pubblicato nel 2010, quello del 2020 stabilisce un nuovo benchmark per la stewardship e il ruolo degli investitori nell’allocation, gestione e supervisione responsabile del capitale per creare valore a lungo termine per i clienti e i beneficiari in generale.

Questo è un elemento importante e necessario in quanto definisce la possibilità che quest’attività porti a benefici sostenibili per economia, ambiente e società. La review dei principi comprende una rinnovata attenzione per gli obiettivi e i risultati e ne ha anche ampliato il campo di applicazione al fine di includere i rischi sistemici e le attività in tutte le asset class.

I cambiamenti apportati ai codici volontari, uniti all’incremento dei requisiti normativi, sono destinati a cambiare la natura, l’enfasi e le aspettative legate alla reportistica delle attività di stewardship nei prossimi anni.

L’attuale crisi ha portato anche a un maggior controllo sul ruolo degli investitori nel sostenere le aziende per la conservazione e la creazione di valore di lungo periodo. È probabile che si assista a un aumento dell’attenzione sulla “S” di ESG, con un nuovo focus su questioni sociali quali il trattamento dei dipendenti, l’inclusione e l’obiettivo sulle comunità in generale.

  1. La disclosure da volontaria diventa obbligatoria, accompagnata da un forte incremento delle attese

È probabile che entro il 2022 si assisterà a un aumento delle giurisdizioni che rendono la disclosure una pratica obbligatoria. In precedenza, i quadri informativi ESG tendevano ad essere di natura volontaria e basati sui principi, mentre i nuovi requisiti sono più tecnici e orientati all’implementazione.

Inoltre, le autorità di vigilanza delle banche centrali stanno già elaborando una serie di piani relativi agli stress test sui temi climatici. Questa dovrebbe essere una priorità chiave che mette d’accordo i membri del Network for Greening the Financial System che, recentemente, hanno pubblicato la prima serie di scenari climatici.

Il nuovo Regolamento UE relativo all’informativa sulla sostenibilità introduce nuovi requisiti, tra cui una politica sull’integrazione dei rischi di sostenibilità, il processo di due diligence e parità di compensazione. La tassonomia dell’UE, recentemente finalizzata, identifica criteri tecnici di screening per le attività economiche che possano contribuire in modo sostanziale alla mitigazione o all’adattamento ai cambiamenti climatici e pone le basi per una serie di obblighi di legge.

Tra questi figurano i requisiti per i partecipanti ai mercati finanziari che offrono prodotti finanziari in Europa. Inoltre, funge anche da punto di partenza per ulteriori regolamenti, standard o etichette per prodotti finanziari green o obbligazioni verdi.

I primi requisiti dovrebbero entrare in vigore a dicembre 2022 e la loro influenza è destinata ad espandersi man mano che verranno sviluppati nuovi i criteri per i restanti quattro obiettivi ambientali fissati.

  1. Focus sull’impatto sull’economia reale

Il riconoscimento del fatto che i flussi finanziari non sono attualmente allineati per sostenere un’economia sostenibile e resiliente rappresenta il driver di molti cambiamenti politici e normativi a cui assistiamo. La politica finanziaria sostenibile svolge un ruolo importante nell’affrontare sia i rischi finanziari sia quelli di investimento associati alle pratiche non sostenibili e ai rischi di transizione, oltre al ruolo del sistema finanziario nell’economia reale.

Tuttavia il sistema finanziario da solo non è in grado di garantire una transizione sostenibile. Attualmente i governi stanno assumendo impegni per raggiungere le “zero emissioni nette”, che dovranno essere sostenuti da strutture legali e politiche. Il Green Deal dell’UE definisce tale ambizione insieme alle relative strategie che implicano l’implementazione di ulteriori politiche per l’economia reale in diversi settori, come l’economia circolare, l’efficienza degli edifici e le emissioni dei veicoli.

L’analisi degli scenari legati al clima sta iniziando a esplorare in maniera più sistematica l’importanza che ha la politica nell’influenzare le implicazioni di investimento in un percorso di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Queste politiche avranno implicazioni per gli azionisti e i bondholder dell’azienda, e il loro grado di preparazione nell’affrontare questi cambiamenti determinerà il loro successo nella transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio.

Il ruolo trasformativo del sistema finanziario nel plasmare e finanziare l’economia reale resterà probabilmente un elemento fondamentale durante la ripresa economica post-Covid-19 e gli investitori farebbero bene a considerarlo una priorità.

Cosa succede da qui in poi?

Mentre le economie cominciano ad aprirsi e ad affacciarsi al mondo post-Covid 19, un approccio proattivo nell’engagement con i policymaker è ragionevole e potenzialmente vantaggioso sia per il settore privato che per quello pubblico.

In qualità di investitori, comprendiamo i vantaggi a lungo termine legati agli investimenti in società con un rating ESG più elevato, visibili non solo sui portafogli dei clienti, ma anche sull’intero pianeta. Il fatto che anche le autorità di regolamentazione stiano iniziando a sfruttare questa influenza è un segnale importante.

Fonte: AdvisorWorld.it

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