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HSBC : Investire in Cina durante l’anno del bufalo

HSBC: In concomitanza con l’inizio dell’anno del bufalo, HSBC Global Asset Management crede che la ripresa macroeconomica in Cina continuerà a trainare il mercato globale nello scenario post-COVID.


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La Cina, che ha sovraperformato rispetto al resto del mondo per quanto riguarda la gestione della crisi sanitaria causata dal COVID-19, dovrebbe intraprendere un percorso di transizione dall’implementazione di stimoli senza precedenti alla normalizzazione dalla politica macroeconomica, offrendo al contempo misure di sostegno più mirate per trainare la ripresa economica. In questo modo, i settori dei beni di consumo e dei servizi dovrebbero essere i principali driver della crescita nel 2021, sostenuti dai miglioramenti nel mercato del lavoro e dalla ripresa del reddito delle famiglie. Inoltre, l’attenzione della Cina sull’effettiva attuazione del nuovo piano quinquennale (2021-2025) e sulla strategia della doppia circolazione sarà un elemento cruciale per incrementare la produttività e il potenziale di crescita di lungo periodo.

La Cina, in quanto mercato di punta del nuovo anno, offre alcune interessanti opportunità di investimento a livello azionario e obbligazionario per quegli investitori in cerca di rendimento e diversificazione.

Caroline Maurer, Head of China and Hong Kong Equities, HSBC Global Asset Management, ha dichiarato:

 “In generale, rimaniamo ottimisti nei confronti del mercato azionario cinese nel 2021. Sia le azioni cinesi onshore sia quelle offshore hanno continuato a registrare un rally all’inizio del nuovo anno. Attualmente, il forward P/E a 12 mesi degli indici MSCI China e CSI 300 viene scambiato rispettivamente a 16,9 e 15,9 volte1.

Con la graduale ripresa a livello globale, ci aspettiamo di vedere un forte rialzo degli utili aziendali, supportato da un ciclo di rifornimento delle scorte e da vigorose esportazioni. Inoltre, un renminbi forte potrebbe esercitare un effetto positivo sugli utili e aiutare ad attirare gli afflussi di capitale nei mercati dei capitali azionari cinesi.

Un tema chiave da monitorare con attenzione è quello della politica nazionale. Stiamo assistendo alla normalizzazione delle politiche fiscali, monetarie e creditizie, ma senza un brusco inasprimento. Il nuovo piano quinquennale evidenzia l’impegno di Pechino per una crescita di alta qualità, più equilibrata e sostenibile. Ci aspettiamo un aumento significativo della spesa in ricerca e sviluppo e dell’advanced manufacturing, insieme all’introduzione di una riforma dell’urbanizzazione per promuovere uno sviluppo più omogeneo a livello regionale.

In termini di settori, prediligiamo tre grandi temi d’investimento con un potenziale di crescita a lungo termine: circolazione interna, digitalizzazione e green economy.

Per quanto riguarda la circolazione interna, è probabile che le aziende attive nel settore dell’e-commerce, healthcare e istruzione riporteranno performance superiori alle altre, dal momento che sono coinvolte nel Piano del governo per un’economia basata sui servizi. Analogamente, l’innovazione tecnologica e la localizzazione della tecnologia rappresentano dei driver chiave sul tema della digitalizzazione, grazie al sostegno politico del Piano quinquennale. Considerando che la green economy sta prendendo piede in Cina, lo sviluppo a lungo termine delle energie rinnovabili e dei veicoli elettrici, così come quello dell’advanced manufacturing, rappresenteranno le principali aree di interesse. Ci aspettiamo che la Cina traini lo sviluppo dell’industria dei veicoli elettrici nei prossimi due decenni”.

Ming Leap, Associate Director, Fixed Income, HSBC Global Asset Management, ha affermato:

 “Dal punto di vista politico, in un contesto caratterizzato da un’inflazione positiva e da una ripresa irregolare, è probabile che la PBoC lasci invariata la sua politica monetaria accomodante, utilizzando le operazioni di mercato aperto per gestire la liquidità del mercato.

Le valutazioni dei bond cinesi sono interessanti in un contesto in cui un quarto del mercato obbligazionario globale offre rendimenti che viaggiano in territorio negativo. Nel mercato del credito offshore in dollari, i bond corporate cinesi godono del cosiddetto “Asian Premium”, in quanto offrono valutazioni interessanti e una buona liquidità con una duration minore, rispetto alle loro controparti globali. Il debito cinese in dollari di tipo investment-grade e high-yield a fine gennaio è stato scambiato rispettivamente a 170 e 820 punti base2 rispetto ai buoni del Tesoro statunitense, offrendo forti incentivi agli investitori in cerca di rendimenti.

L’inclusione delle obbligazioni cinesi nei principali indici obbligazionari globali e, soprattutto, la forte domanda da parte degli investitori di tutto il mondo in cerca di diversificazione, hanno favorito i flussi in ingresso nel mercato obbligazionario cinese negli ultimi dodici mesi. Nel 2020 il mercato obbligazionario cinese ha registrato 155 miliardi di dollari di afflussi, più del doppio rispetto ai 66 miliardi di dollari del 20193. Questo trend dovrebbe continuare, spinto dalle prospettive positive sulla valuta e dall’internazionalizzazione del Renminbi.

Infine, il tasso complessivo di default in Cina resta relativamente basso, all’1,3% del totale del mercato obbligazionario onshore nel 2020, dal momento che i policymaker hanno permesso che un numero maggiore di forze di mercato trainasse la differenziazione del credito. L’analisi fondamentale del credito è fondamentale per evitare le aziende con metriche di credito deboli e nessuna di importanza strategica”.

Note:

    Fonte: Bloomberg, HSBC Global Asset Management, al 31 dicembre 2020

    Fonte: Bank of America, HSBC Global Asset Management, al 31 gennaio 2021

    Fonte: HSBC Global Asset Management, al 31 dicembre 2020

Fonte: AdvisorWorld.it

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