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H – Commento Currency

Un’altra settimana di rally per i mercati, a causa dell’elevato rischio legato ad eventi poco prevedibili. Le preoccupazioni principali riguardano le azioni intraprese in Europa per il debito sovrano e la mancanza di un rapido accordo sul tetto del debito negli Stati Uniti……

Commento settimanale a cura di Henderson Global Investors


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Entrambe queste situazioni hanno mostrato quanto l’investimento nel debito sovrano non sia più sicuro come un tempo. Le valute rifugio sono state le  uniche che nell’incertezza della scorsa settimana hanno messo a segno performance interessanti: franco svizzero  e yen meglio di euro e dollaro (rimasti invariati l’uno rispetto all’altro).
Anche il dollaro australiano e il dollaro neozelandese ne hanno beneficiato perché, pur non essendo tra le monete rifugio tradizionali, offrono comunque agli investitori un forte potenziale in termini di crescita, debito e materie prime.
All’inizio della settimana, l’agenzia di rating Moody’s ha retrocesso la Grecia da tre a un livello sopra il default. Ha anche retrocesso il rating di Cipro da A2 a BAA1. Nel corso della settimana Moody’s ha aumentato l’incertezza, avvertendo che il secondo pacchetto di misure di salvataggio per la Grecia potrebbe spingere anche altri paesi a chiedere un secondo intervento di salvataggio, aggravando così il peso fiscale per le nazioni finanziatrici dell’Eurozona.
La settimana scorsa l’asta delle obbligazioni italiane è stata seguita con grande interesse. In totale, l’Italia ha venduto €8,5mld con scadenze comprese tra il 2014 e il 2021. I tassi hanno raggiunto i livelli massimi degli ultimi 11 anni a causa non solo della situazione della Grecia, ma anche per i timori che i provvedimenti di rigore adottati dal Governo non siano sufficienti per una reale riduzione del debito italiano.
A causa dell’aumento del costo del denaro del Paese e delle condizioni finanziarie di alcune regioni, Moody’s ha annunciato di avere posto sotto sorveglianza il rating AA2 della Spagna. Dopo la pressione esercitata dai partiti di opposizione e dal mondo economico, la settimana scorsa il Primo Ministro Zapatero, dopo la grave sconfitta subita nelle elezioni di due mesi fa, ha indetto nuove elezioni politiche per il prossimo 20 novembre.
Questo dovrebbe portare ad un maggior equilibrio nel Governo tra maggioranza e opposizione rispetto alla situazione attuale.
L’inflazione in Australia ha superato le previsioni, causando il rally del dollaro australiano rispetto al tasso di riferimento. Prevediamo che quest’ultimo resterà invariato fino alla fine dell’anno.
La Banca Centrale della  Nuova Zelanda ha lasciato invariato al 2,5% il tasso di riferimento, ma ha dichiarato che, presto, il taglio di 50pbs operato a marzo (a causa del terremoto di Christchurch) non sarà più necessario. In seguito a questa notizia e alla crescita della fiducia registrata per il quarto mese consecutivo fino a raggiungere i massimi degli ultimi 14 mesi, a metà della scorsa settimana si è assistito a un rafforzamento del dollaro neozelandese.
I mercati emergenti la scorsa settimana hanno registrato delle buone performance, nonostante il rischio che interessa i mercati più maturi.
Il governo del Brasile ha annunciato alcuni provvedimenti volti ad arrestare il rally della valuta nazionale, introducendo un’imposta 1% sulle posizioni nette di acquisto di valore nozionale superiore a 10 milioni di dollari, con la possibilità di un aumento dell’imposta fino al 25%, se necessario. La notizia ha provocato il più forte calo del real brasiliano dall’11 maggio 2011. Abbiamo quindi deciso di uscire dalla nostra posizione short sul dollaro brasiliano, non prima di avere consolidato la performance positiva realizzata nel corso dell’holding period.
L’agenzia di rating Fitch ha avanzato dei dubbi sul possibile avanzamento del rating della Turchia. Tra le altre considerazioni, i motivi della mancata promozione sono il crescente disavanzo delle partite correnti e le dichiarazioni rilasciate dal governatore della Banca  Centrale turca, secondo il quale una valuta libera di oscillare aiuterebbe l’economia. Il mercato ha interpretato questa osservazione come una maggiore debolezza della lira.
La Banca Centrale della Colombia ha alzato il tasso di riferimento di 25 pbs portandolo al 4,5%. Alla fine della scorsa settimana abbiamo chiuso la posizione sul peso colombiano, attestatasi lievemente in negativo dall’inizio di questo mese. La Banca Centrale delle  Filippine ha invece lasciato invariato il tasso di riferimento al 4,5% e ha innalzato il requisito di riserva delle banche dall’1% al 20%. La settimana scorsa la nostra posizione sul peso filippino è stata positiva.
La settimana scorsa è stato annunciato che la crescita dell’economia della Corea del Sud è stata più lenta nel secondo trimestre a causa del rafforzamento dello Won e della crisi del debito sovrano in Europa. Nella seconda parte della settimana lo Won si è ulteriormente indebolito.
Negli Stati Uniti, Democratici e Repubblicani hanno raggiunto un accordo verso la fine della settimana, per aumentare di 2,1 trilioni di dollari il tetto del debito e per procedere a un taglio della spesa pari a 2,5 trilioni di dollari nei prossimi dieci anni, concordando già il primo trilione di tagli. Una commissione bipartisan del Senato USA presenterà all’approvazione del Congresso la sua proposta per un ulteriore taglio di 1,4 trilioni di dollari alla spesa pubblica. Qualora la commissione incaricata non riesca a intervenire in tal senso, entrerebbe in azione un meccanismo di taglio del deficit. Entrambi i rami del Congresso USA devono ancora approvare il piano, ma sembra sia possibile evitare un default prima del 2 agosto. Una volta approvata da entrambi i rami del Congresso, questa misura sarà sufficiente per permettere agli Stati Uniti di arrivare fino al 2013. Ci si chiede però se questo provvedimento sarà abbastanza credibile da evitare una retrocessione da parte delle agenzie di rating.
Le reazioni iniziali da parte dei mercati sembrano positive, ma ci aspetta una settimana piena di eventi, in attesa delle decisioni della Banca di Inghilterra e della Banca Centrale Europea, nonché della pubblicazione dei principali dati sull’attività di Stati Uniti, Germania e UK.

Fonte: IFAWorld – Henderson Global Investors

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