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GAM: Cina, cosa cambia al termine del XIX Congresso del Pcc

Il XIX Congresso del Partito comunista in Cina si è concluso il 24 ottobre e il Presidente Xi Jinping ha rafforzato la sua posizione di potere interna……..

 

Commento a cura di Michael Lai, responsabile delle strategie azionarie Cina e Asia-Pacifico di GAM


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Crediamo che il Paese continuerà a concentrarsi su riforme, società principali, ambiente e mercato degli investimenti. Riteniamo quindi che le prospettive di crescita economica per la Nazione rimangano buone, nonostante il rischio collegato al debito.

Una delle principali aree di intervento è stata quella delle aziende pubbliche (State-owned enterprises), date le intenzioni del presidente Xi di sviluppare una proprietà mista per le SOEs. L’obiettivo di lungo termine è quello di migliorare l’efficienza, motivare il talento, allineare gli interessi degli azionisti e incrementare la corporate governance. Ad agosto scorso il governo ha introdotto una riforma di alto profilo in direzione di uno status di proprietà mista dell’azienda pubblica Unicom, attraverso l’acquisizione di titoli da parte di società private come Tencent, Baidu, JD.com e Alibaba.

Ovviamente, le riforme del governo vanno ben oltre la semplice proprietà mista delle SOEs. Ci sono varie iniziative sul fronte dell’offerta per ridistribuire le risorse verso aree più produttive, misure per risanare e stabilizzare il settore finanziario, iniziative anti-inquinamento per un ambiente più pulito. Siamo convinti che a seguito delle riforme del mercato degli investimenti le valutazioni dell’azionario cinese con il tempo torneranno a salire, considerata l’intenzione del governo di ottenere maggiore efficienza sul lungo periodo.

Le prospettive di crescita del Paese sono buone: la crescita del 6,9% registrata nella prima metà dell’anno ha superato le aspettative. Nonostante questa spinta sia probabilmente destinata a rallentare nei prossimi mesi non pensiamo ci sia il rischio di un hard landing, dato che il governo ha a disposizione diversi strumenti per gestire e incentivare la crescita economica.

Tra questi, il mantenimento di un alto livello di investimenti nei settori dell’edilizia abitativa e delle infrastrutture, sostenuti dall’incremento del debito. È opinione diffusa che la crescita basata su questo tipo di asset non sia sostenibile. Capire quale sarà il nuovo motore per la crescita è quindi uno dei punti chiave dell’agenda del governo, che desidera assistere ad uno sviluppo esponenziale in aree dell’high-tech quali la robotica, l’intelligenza artificiale, i veicoli elettrici e altri nuovi ambiti legati alle energie pulite.

Anche se la preoccupazione per una brusca frenata dell’economia rimane minima, i rischi legati al debito sono tornati all’attenzione generale. S&P Global Ratings ha abbassato il rating del credito nazionale il mese scorso, in considerazione del fatto che i tentativi di ridurre i rischi causati dalla crescita sostenuta del debito non stanno producendo risultati abbastanza velocemente e la crescita del credito continua a essere troppo rapida. Bisogna anche ricordare, tuttavia, che S&P ha migliorato l’outlook per la Cina – da negativo a stabile – grazie alla solidità dell’economia e della migliore performance a livello fiscale. Quindi, nonostante il rapporto debito-PIL alto, fattore alla base del downgrade di S&P, crediamo che questo non debba essere fonte di grandi timori. Le riforme fiscali sono in corso e gli sforzi del governo iniziano già a dare i primi risultati.

La Banca Popolare Cinese ha alzato i tassi del mercato delle valute con la prospettiva di affrontare il problema del leverage. L’NPC ha anche espresso la volontà di riformare il settore finanziario, per andare a contrastare il problema del debito. Pensiamo che il governo continuerà a supportare l’attività del mercato azionario come strumento per la raccolta di capitale.

Al momento i rischi in Cina potrebbero emergere a livello interno sotto forma di crisi della leadership o di interventi politici negativi; all’esterno per cause geopolitiche, in particolare dovuti alle crescenti tensioni in Corea. In positivo, siamo incoraggiati dal miglioramento dell’outlook del FMI per l’economia globale per il 2017 e il 2018.

 

Fonte: AdvisorWorld.it

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