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GAM. L’epidemia di coronavirus è ormai ufficialmente una pandemia globale dalle tempistiche di risoluzione ancora incerte………..


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Commento a cura di Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR


A Banche Centrali e governi è affidato il compito di gestire il vuoto d’aria che questa situazione inevitabilmente comporterà ancora per qualche mese.

Anche questa settimana stiamo vivendo una situazione particolarmente difficile e impegnativa sul fronte contagi e su quello dei mercati finanziari. Così come l’effetto sul cambiamento delle nostre vite quotidiane è stato praticamente immediato, altrettanto velocemente i mercati hanno preso una direzione ribassista.

Proprio la velocità di propa­gazione nei prezzi è l’elemento sorprendente di questo movimento, che rappresenta il più rapido ingresso della storia in un bear market, concretizza­tosi in appena 15 giorni.

La velocità è stata funzio­ne del muoversi disordinato delle aspettative dal precedente scenario goldilocks ad uno di recessio­ne globale. Il tutto, acuito al solito da fattori tecnici come liquidazione indiscriminata delle posizioni da parte di CTA, ETF e fondi a target di volatilità, e posizionamento dei dealer.

Il pesante adeguamento dei prezzi tiene conto di una recessione economica e degli utili ormai inevitabile nel primo semestre (con l’eccezione del primo trimestre statunitense), e dei rischi di avvita­mento della congiuntura, con potenziale contagio ad alcuni segmenti del credito e alla fragile architettura dell’area Euro.

Di qui gli anelli deboli di questo frangente, con azioni, credito e governativi del sud Europa a pagare le conseguenze maggiori.

Il problema aggiuntivo è che le reazioni da parte del mondo politico e monetario arrivano alla spicciolata lasciando l’impressione, almeno a livello comuni­cativo, di tentativi maldestri di tappare le falle che via via accennano ad aprirsi, più che di un organico e coordinato intervento.

Questo produce per il momento solo effimeri strappi al rialzo, che durano lo spazio di una seduta, o anche meno.

Al di là dei vuoti comunicativi tuttavia, le risposte monetarie e fiscali, varate o ancora in premessa, sono di proporzioni inedite, con l’obiettivo primario di preservare interi apparati finanziari e produttivi in questi mesi di “latitanza forzata” del consuma­tore.

A questo puntano i programmi di Fed e BCE, orientati a fornire alle banche facile finanziamento, ad agevolare la trasmissione del credito alle im­prese (TLTRO, LTRO della BCE, acquisti di crediti commerciali della Fed) e a fungere ancora da “grandi compratori” sui mercati primari e secondari. A questo puntano anche le misure fiscali (italiane, statunitensi e francesi ad esempio), mediante sgravi e agevolazioni a pioggia ai vari comparti produttivi e al consumatore finale.

A decidere dell’evoluzione dei mercati nei prossimi mesi saranno i dati epidemici, certo, ma anche le reti di protezione che nel frattempo governi e Banche Centrali avranno saputo predisporre.

Le valutazioni attuali potrebbero rappresentare un buon punto d’ingresso, ma solo a patto che le autorità riescano a circoscrivere i costi economici del coronavirus entro i confini di una recessione transitoria.

In ogni caso bisognerà mettere in conto ancora volatilità nelle prossime settimane, man mano che il deterioramento economico si renderà evidente nei dati.

Fonte: AdvisorWorld.it

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