AdvisorWorld.it
Image default

Future SpMib: sul breve resta la condizione neutral, sul medio e lungo termine resta il giudizio bearish

Analisi settimanale al 12 febbraio 2010
Pivot Supporti: 21.000 – 20.650
Pivot Resistenze: 21.800 – 22.650
Nel concludere il commento della scorsa settimana con il solito outlook che chiude questa rubrica, ponevamo l’accento sulla nostra visione di lungo termine che è mutata in bearish, in base di dettami dell’analisi….

tecnica che normalmente seguiamo. Tale condizione è dettata dal raffronto tra linea dei prezzi del derivato rispetto alla media primaria, la quale resta la media che detta il trend di fondo del mercato. In proposito citavamo inoltre la forte volatilità che sta nuovamente condizionando le sessioni di Borsa di questo periodo, infatti, tutti gli osservatori hanno notato quante sedute si siano aperte con partenze a razzo per terminare poi in flessione o viceversa.
La premessa è suggerita dalla constatazione che impone la visione negativa sul lungo termine, seppure vi è da considerare che il cross ribassista evidenziato, possa essere riassorbito da news positive di carattere macro, esterne al mercato, specie con riferimento a novità che potrebbero giungere in relazione alle problematiche legate ai debiti sovrani dell’area Euro. La rottura è avvenuta con la chiusura dello scorso 4 febbraio e dopo tale data il derivato non ha fatto altro che restare sotto la resistenza dinamica, ora posizionata a 21.680 punti. Le uniche constatazioni positive sono relative al livello 21.000 che sembra abbia tenuto, ma ciò si tramuterà in un dato positivo qualora il sottostante abbia la forza di reagire in maniera convinta e riguardo all’inclinazione della 200 giorni che non è ovviamente mutata.
In pratica abbiamo rivisto valori pari ai massimi dello scorso giugno, dopo i quali si ebbe una breve fase di realizzi ai quali seguì la corsa verso i massimi di ottobre. Nulla vieta che tale situazione si ripeta, come accaduto ad esempio nell’ottobre del 2005, a cavallo tra giugno e luglio del 2007 o ancora a marzo del 2007, tutte date in cui la media primaria è stata interessata da rotture poi non confermate. Resta a 20.000 il target ribassista, ma in caso di ripresa il primo ostacolo si trova ai 21.800 punti. Sempre nello scorso commento, auspicavamo una reazione tecnica che avesse la forza tale da rendere interpretabile il movimento in atto, ma la complessità degli accadimenti che si stanno succedendo ancora non consentono una chiara identificazione del nuovo trend.
Restiamo dell’idea che la ripresa è ancora troppo debole, seppur valutata possibile dagli operatori. La crescita nell’area euro resta nella fase embrionale e specie in Italia si presenta lenta e debole. Il solo risparmio non è sintomo di ripresa e nel nostro caso l’unico dato positivo può essere rappresentato dal fatto che il nostro debito pubblico viene tranquillamente finanziato da noi risparmiatori italiani non certo indebitati come in altre nazioni. Ciò resta un palliativo per i titoli di stato in quanto la speculazione ha armi molto affilate, di cui abbiamo visto la potenza in questi frangenti.
Sembra un po’ assurdo, ma i maggiori governi a livello globale hanno, di fatto, salvato il sistema finanziario mediante l’immissione massiccia di liquidità, che ancora è presente nei mercati, ma in pratica fornendo le munizioni mediante le quale gli stessi protagonisti della finanza internazionale ora approfittano delle debolezze in giro per il mondo per favorire il proprio tornaconto. Si è creato un maggior squilibrio nel debito pubblico locale, da qui l’allargamento degli spread negativi tra i titoli pubblici. L’inflazione resta contenuta, ma la maggior parte dei paesi del G20 hanno una economia ristagnante, conseguenza principale sarà che ricreare i posti di lavoro persi tra il 2008 ed il 2010, richiederà anni, con buona pace per i consumi.
Strumenti tecnici che evidenziano: Macd che accenna ad una ripresa dopo la fase negativa iniziata attorno alla metà di gennaio, pur restando venduto; Sar che riduce il divario rispetto al punto di reverse ora posizionato ai 22.000 punti, ma ancora in posizione short; Momentum, che reagisce come anticipato, evidenziando alcuni segnali positivi che seguono la divergenza bullish menzionata per la scorsa ottava, con un buy dall’Rsi per la seduta del 9, dallo Stocastico e dal Cci per la seduta del 10. Da notare che è stato chiuso il gap evidenziato a fine settimana scorsa.
Chiudiamo quindi con il nostro outlook settimanale, che non mostra alcuna variazione per quanto sopra descritto, sul breve resta la condizione neutral, sul medio e lungo termine resta il giudizio bearish, aggiungiamo ancora che il beneficio del dubbio possa essere lecito. Come segnalato, estremamente alta la volatilità nel raffronto con la propria media a dieci giorni; ancora bearish gli oscillatori trend forecasting. Circa il rapporto tra media primaria contro derivato, restiamo in negativo risalendo leggermente da –3,60% a –2,90%, anche se poco, è da registrare.

15-02-2010

Analisi Weekly
a cura di: Mr. Profit

Autore: Roberto Ercolino

Fonte: MrProfit.it

 

Articoli Simili

Lombard Odier : Mercati emergenti sofferenti: è prevista una ripresa?

Falco64

Janus Henderson Investors : Elezioni di mid term USA

Falco64

NN IP: Impact, come si misura la sostenibilità?

Falco64