AdvisorWorld.it
Image default

Future SpMib: nel medio termine bearish

Pivot Supporti: 21.800 – 21.000
Pivot Resistenze: 23.400 – 24.500
Con una precisione quasi millimetrica, nel corso della scorsa ottava il derivato è andato a segnare il minimo ad un valore equivalente a quanto avevamo suggerito negli ultimi report. Difatti in chiusura di settimana la ….

linea dei prezzi del future ha battuto un minimo a 21.480 punti per poi reagire in chiusura recuperando fino a 21.930. Ciò rappresenta solo una conferma del fatto che la media primaria era l’obiettivo della congestione in atto e che ovviamente questa continua a rappresentare il livello dinamico con il quale confrontarsi, al fine di stabilire se assisteremo alla prosecuzione o meno del trend di fondo nel prossimo futuro. La sessione del 28 è stata la peggiore tra le ultime cinquanta di Borsa aperta; negativa inoltre è la flessione delle medie a 21 e 65 giorni, le quali si apprestano ad un incrocio poco rassicurante.
A questi livelli resta ancora confermata la fase di rialzo, ma allo stesso modo risulta evidente che un ulteriore indebolimento metterebbe in discussione le valutazioni relative al movimento di ripresa, messo appunto in discussione dallo storno in atto. Un cross ribassista probabilmente non sarebbe esaustivo per stabilire il cambio di tendenza, atteso che l’interpolazione dovrebbe essere confermata da un’ulteriore perdita sotto i 21.000 punti in maniera stabile e convinta. Ma oltre che graficamente, la situazione è condizionata dalle incertezze sulle prospettive economiche che si traducono in pressioni negative sui mercati. Come già accennato, non è facilmente definibile lo scenario di quest’anno, atteso che l’inizio del 2010 vive ancora di luce riflessa, condizionato cioè dal recupero del 2009. Manca una reale ripresa dei profitti derivanti da vendite, ciò lascia intendere che gli utili annunciati da diverse aziende quotate, siano al momento ottenuti da tagli di costi e riduzione dell’occupazione.
Vengono vagliati in maniera anomala i continui cambi di scenari prospettici, oggi inflazionistici e poco dopo deflazionistici e queste repentine variazioni nelle previsioni, certamente non contribuiscono alla stabilizzazione del sentiment. Gli operatori sono portati a prendere beneficio su quelle posizioni aperte con un orizzonte temporale di breve, dettate da un’ottica puramente speculativa.
Oltretutto abbiamo fatto riferimento al rafforzamento del dollaro nel cambio contro euro che ha portato quotazioni negative per il petrolio e le materie prime, ma nel contempo si prendono in considerazione i dati relativi ad economie nazionali che possono incidere sul quadro globale. Il Giappone viene messo sotto osservazione per quanto attiene il proprio debito sovrano; la Cina detta una politica economica interna orientata verso una maggiore stabilità delle proprie banche che tenga finalmente conto della qualità del credito; le trimestrali targate USA che si diffondono con toni chiaro-scuri, non solo per le istituzioni finanziarie; i Bund rimangono un rifugio sicuro allorquando l’equity non offre performance interessanti; le Banche Centrali cominciano a gestire un rientro della liquidità e, di ciò, ne soffre il comprato obbligazionario che potrebbe diventare un campo disseminato di buche, laddove il variabile resta correlato al comparto azionario ed il tasso fisso a breve diventa instabile per un possibile rialzo dell’euribor, lasciando incerto anche il decennale oramai poco appetibile.
Le considerazioni esposte hanno insiti fattori più o meno stabilizzanti ed abbinabili a valutazioni tecniche per certi versi non esaltanti: Sar e Macd che restano negativi; il primo con un reverse ai 22.700 punti ed il secondo in caduta libera dopo aver bucato la linea dello zero ad inizio ottava. Il Momentum però mostra un primo cenno di ripresa, dopo un minimo all’incirca pari a quello maturato lo scorso novembre; difatti abbiamo un segnale buy dall’Rsi che era sceso sotto i 30 punti (25,34 minimo, chiusura 33,42); Stocastico in ipervenduto di breve, ma che accenna ad una ripresa. Outlook settimanale che ci vede costretti a variare la visione, non sul breve ove riteniamo la condizione ancora in oversold, ma sul medio termine, atteso che passiamo in bearish per le valutazioni di queste ultime due ottave; sul lungo termine non modifichiamo la visione bullish, ma poniamo particolare attenzione alle indicazioni relative alla volatilità, estremamente alta in questa fase. Il nostro rapporto che considera la media a 200 giorni contro il prezzo del derivato, si avvicina pericolosamente alla parità, segnalando un +1,9%, due settimane orsono eravamo ad un +11,00%. Per quanto ovvio vanno in bearish anche gli oscillatori trend forecasting ed i volumi, midly bearish.

010210 - All.S&PMib

Analisi Weekly
a cura di: Mr. Profit

Autore: Roberto Ercolino

Fonte: MrProfit.it

 

Articoli Simili

Sfruttare i vantaggi offerti dalle crescenti classi medie asiatiche

Falco64

GAM: Cina, conta più la politica o le relazioni con gli Stati Uniti?

Falco64

La Financière de l’Echiquier – Stati Uniti, Dopo le elezioni di mid-term

Falco64