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Franklin Templeton – Mercati Emergenti: diventare leader tecnologici mondiali

Franklin Templeton Nell’ultimo post della nostra serie composta da tre parti (le due parti precedenti mandate ieri ed il 22 giugno), il team Emerging Markets spiega come le aziende dei mercati emergenti stanno innovando …

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A cura del team Emerging Markets Equity di Franklin Templeton


Nuova realtà n. 3: Le società dei mercati emergenti hanno accantonato i business model tradizionali grazie a innovazione e tecnologia.

Le economie dei mercati emergenti non seguiranno necessariamente lo stesso modello evolutivo dei mercati sviluppati, ma a nostro giudizio questo elemento è potenzialmente positivo.

Ad esempio, i governi e le società dei mercati emergenti potrebbero non aver ereditato infrastrutture fisiche o tecnologiche che richiedessero un ammodernamento. In molti casi possono così passare direttamente alle infrastrutture di nuova generazione, che rendono possibili nuove innovazioni e modelli di business.

Ad esempio, le banche private in India hanno utilizzato le capacità digitali per acquisire clienti che vivono in zone rurali con un accesso limitato o inesistente ai servizi bancari.

Mentre continuiamo a migrare verso un’economia globale basata sulla conoscenza, rileviamo la crescente importanza delle attività immateriali. Infatti, diversi mercati emergenti sono oggi leader nell’innovazione e scavalcano l’Occidente in settori come l’e-commerce, i pagamenti digitali e il già citato mobile banking. Riteniamo che questa tendenza sia destinata a proseguire.

I mercati emergenti hanno superato gli Stati Uniti e il Giappone in termini di domande di brevetto. Similmente negli ultimi tempi la crescita della spesa cinese per la ricerca e sviluppo (R&S) ha ampiamente superato quella delle economie sviluppate.

Ampliando questo margine, i costi per la creazione e la manutenzione di software tecnologico tendono a scendere nei mercati emergenti. Molti lender che si occupano di prestiti hanno inoltre costruito ex novo piattaforme digitali agili, mentre i loro omologhi nei mercati sviluppati con fatica dai sistemi tradizionali.

L’accesso locale a una robusta competenza nell’intelligenza artificiale ha anche aiutato i lender a sviluppare le proprie capacità nei paesi che registrano un boom del digitale.

Diventare leader globali

La Cina ha oltre quattro milioni di stazioni base di quarta generazione (4G), che rappresentano oltre la metà del numero totale di stazioni base 4G a livello globale e 15 volte di più che negli Stati Uniti.[1] Di conseguenza, la copertura del segnale della telefonia mobile in Cina si colloca ai primi posti tra le principali economie. E la Cina è anche leader nel lancio della tecnologia 5G.

Inoltre, il costo dei dati in Cina corrisponde a una frazione del loro costo in Occidente; di conseguenza, la fetta di popolazione che vi ricorre è più ampia.

Nel pieno dell’epidemia di COVID-19, tale tecnologia è considerata essenziale essendo aumentato il numero di persone che deve lavorare e studiare da casa.

 “La Cina sarà ai primi posti nell’arena del 5G e secondo le aspettative in questo paese gli abbonati al 5G dovrebbero arrivare a circa 600 milioni entro il 2025, ovvero circa il 40% degli 1,6 miliardi di abbonati in tutto il mondo.[2] Insieme all’intelligenza artificiale (IA) e alla robotica, ciò contribuirà a trainare la crescita della nuova economia cinese, man mano che il paese si impegnerà a ridurre la sua dipendenza dagli Stati Uniti.” – Manraj Sekhon, Franklin Templeton Emerging Markets Equity, 18 dicembre 2019.

La domanda di maggiore tecnologia avrà probabilmente un effetto a catena nell’industria dei semiconduttori in Corea del Sud e a Taiwan, che sono diventati due dei maggiori produttori di semiconduttori al mondo.

La sudcoreana Samsung Electronics, ad esempio, si è evoluta dalla produzione di televisori degli anni Settanta fino ad assumere una posizione dominante nei chip di memoria. Al contempo, alcuni dei chip più sofisticati che alimentano una gamma di dispositivi come smartphone e server, sono prodotti da Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC).

Migrare online ai tempi del COVID

In tempi di crisi, la frequente necessità delle imprese di adattarsi rapidamente può portare ad adottare nuove tecnologie. Durante la prima epidemia di coronavirus in Cina, ad esempio, New Oriental, che è una delle principali società di assistenza scolastica privata del paese, è riuscita a migrare su una piattaforma online l’intera offerta di corsi di formazione offerti nei suoi centri didattici fisici sparsi in 100 città.

Di fatto, ha significato spostare due milioni di studenti – e non è che un esempio. Ci aspettiamo un’ulteriore accelerazione della penetrazione dell’insegnamento online in Cina nel medio-lungo periodo.

Il gruppo Alibaba, comunemente noto per la sua piattaforma di e-commerce, ha diversificato il suo business espandendosi in nuovi settori nel corso degli anni. Durante il blocco, Alibaba ha offerto l’accesso gratuito alla sua app di comunicazione che ha permesso a 600.000 docenti di insegnare a distanza.

L’azienda ha anche aumentato il numero di sessioni di streaming in diretta sulle sue piattaforme di e-commerce, mentre milioni di persone erano confinate in casa durante il blocco. I conduttori di trasmissioni in live-streaming hanno offerto una serie di premi, sconti e giochi per interagire con i potenziali consumatori in un’esperienza di televendita moderna.

In Occidente, le piattaforme di streaming si concentrano in genere sui giochi e sull’intrattenimento. In Cina, lo streaming in diretta è diventato un’opzione chiave per i consumatori cinesi alla ricerca di nuovi prodotti e sconti.

Per i commercianti, è diventato uno strumento fondamentale non solo per compensare la contrazione delle attività tradizionali, ma anche per incoraggiare la creatività nel marketing e nello sviluppo delle relazioni con i clienti.

Abbiamo visto la pandemia COVID-19 accelerare gli sviluppi tecnologici in tutto il mondo – forse cambiando in modo permanente il nostro modo di fare acquisti, imparare e ricevere servizi sanitari. Le società dei mercati emergenti sono sembrate abbastanza solide nell’impatto con questa crisi e crediamo che la loro capacità di farvi fronte sia molto maggiore che in momenti di difficoltà analoghi.

Fonte: AdvisorWorld.it

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