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Prince Gilles Edmond de Rothschild (Suisse)

Edmond de Rothschild (Suisse): chi sono i vincitori nella crisi Covid-19

Edmond de Rothschild (Suisse) – Senza dubbio la condizione di confinamento crea nuove esigenze, sia a livello sociale e ricreativo che per quanto riguarda il lavoro a distanza………

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Commento a cura di Gilles Prince, Chief Investment Officer, Private Banking, at Edmond de Rothschild (Suisse)


Ci stiamo rendendo conto dell’importanza di un equipaggiamento informatico di alta qualità, di una rete sicura e veloce o di una sufficiente larghezza di banda, ad esempio. La nostra sicurezza sanitaria è diventata una priorità, la consegna a domicilio di beni e prodotti è in alcuni casi critica, e la situazione di confinamento crea una maggiore necessità di attività fisiche o intellettuali.

Questi esempi, tra l’altro, dimostrano che la natura delle nostre abitudini di consumo è stata influenzata, così come del resto anche la quantità e la quantità dei nostri stessi consumi, con l’incertezza economica che tende a favorire un atteggiamento prudente e un aumento dei risparmi precauzionali.

Al momento vediamo che i prezzi azionari delle aziende attive sul fronte dello “stay at home” non solo stanno superando i rispettivi benchmark di riferimento, ma stanno anche raggiungendo nuovi massimi. I settori di Internet e della tecnologia sono in testa, tra cui l’e-commerce, le piattaforme mediatiche, i videogiochi, i social network e le connessioni sicure.

Si tratterà probabilmente di un picco di domanda e di un interesse temporaneo da parte degli investitori dovuto al lockdown, poiché un ritorno alla normalità vedrà logicamente questo interesse trasformarsi in servizi legati alla ripresa – una volta che i termini e le condizioni diventeranno noti. Detto questo, non è certo che torneremo completamente alla situazione precedente, poiché le nostre abitudini sono cambiate e potrebbero rafforzare o accelerare le tendenze già in atto.

Pertanto, la necessità di connessioni veloci al grande volume di dati potrebbe supportare l’adozione del 5G. I problemi di sicurezza informatica sono più evidenti e più frequenti e la protezione dei dati personali è diventata un argomento delicato, anche critico. Dopo la raccolta dei dati, l’uso di questi stessi dati sarà in prima linea negli anni a venire, ad esempio per tracciare la vicinanza degli utenti di smartphone.

A livello sanitario, potremmo anche prestare maggiore attenzione alla nostra cura e alla nostra protezione, filoni in grado di sostenere questo settore. Di conseguenza, in generale, i settori della tecnologia e della sanità dovrebbero continuare a guidare la performance degli indici di Borsa.

Per quanto riguarda le aziende, possiamo anche trarre lezioni interessanti sull’impatto della crisi sui vari modelli di business. Le aziende che si muovono secondo il modello di piattaforma globalizzata, ad esempio con produzione che avviene in Asia, design e vendite curate in Occidente e ricavi ottimizzati dal punto di vista fiscale, per evitare la condizione di offshore, non saranno probabilmente tra i vincitori di domani.

Il modello di supply chain globale e il concetto “just-in-time” con inventari ottimizzati hanno rivelato i loro limiti quando il trasporto merci diventa problematico e la produzione dipende da troppo pochi fornitori o da un intermediario chiave.

Una revisione di questo modello potrebbe rafforzare la tendenza alla regionalizzazione già in atto, in particolare dopo le tensioni commerciali iniziate più di due anni fa. Un rimpatrio della produzione potrebbe quindi portare ad una maggiore automazione, forse piuttosto che assumere una forza lavoro locale che in alcuni casi potrebbe avere costi elevate.

Diversificare le fonti di approvvigionamento potrebbe quindi sostenere le industrie nazionali e ridurre il trasporto di merci su lunghe distanze, ed anche il tema della robotizzazione potrebbe uscirne rafforzato.

Va inoltre rilevato come le conseguenze finanziarie della crisi abbiano messo in evidenza la vulnerabilità di alcune aziende, in particolare di quelle che hanno ottimizzato eccessivamente i loro bilanci aumentando il proprio rapporto di indebitamento.

Anche se la Fed sta ora acquistando obbligazioni statunitensi di qualità inferiore, l’ammontare del debito di bassa qualità al limite del junk è molto significativa, indicando la vulnerabilità dei bilanci di queste imprese in caso di una fase recessiva prolungata o di un aumento dei tassi di interesse, anche se improbabile nell’immediato.

Le aziende con un bilancio sano, con riserve di liquidità e che non hanno problemi di rifinanziamento a breve termine dovrebbero logicamente essere le preferite da parte degli investitori, che cercano soprattutto titoli sicuri in grado di superare l’attuale fase di crisi.

La propensione degli investitori a favore del quality e del growth continuerà a guadagnare importanza

Il brusco stop dell’attività economica ha evidenziato anche un vincitore: l’ambiente. La visibilità dell’impatto industriale sull’inquinamento è significativo, sia per quanto riguarda la fauna selvatica che la qualità dell’aria, e potrebbe portare alcuni governi, aziende e cittadini a prendere maggiormente in considerazione il tema.

Ci stiamo rendendo conto che alcuni cambiamenti di comportamento o misure ambientali potrebbero avere un effetto positivo sulla nostra qualità della vita. Anche in questo caso, un cambiamento nelle nostre abitudini, con un lavoro “più a distanza” e meno spostamenti, potrebbe portare a una trasformazione positiva e duratura. Insieme all’interesse per le aziende di qualità di cui sopra, è molto probabile che aumenti anche l’interesse per il tema dell’investimento socialmente responsabile.

In definitiva, le condizioni per l’abolizione delle condizioni di lockdown e la ripresa economica sono ancora incerte, ma poiché le aziende sono valutate in base al principio della realizzazione dei profitti attesi, gli investitori cominciano a guardare oltre la fase di calo e a cercare i titoli e i settori che imboccheranno rapidamente la traiettoria di ripresa o che beneficeranno dei cambiamenti apportati dalla pandemia.

In futuro, è chiaro che ci muoveremo verso una maggiore digitalizzazione e una minore globalizzazione, ma anche verso titoli quality con bilanci solidi, tenendo conto del loro impatto sociale e ambientale.

Fonte: AdvisorWorld.it

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