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E’carnevale ma la Fed non scherza

E’carnevale ma la Fed non scherza: alle ore 22.30 di Giovedì l’autorita monetaria centrale ha alzato di un quarto di punto il tasso di sconto, ovvero il valore con cui concede denaro alle banche per i «prestiti overnight». La decisione di Ben Bernake non era attesa in tempi così brevi , ma risulta in linea con la direzione di normalizzazione della politica monetaria che il presidente della Fed ha…

 

da tempo indicato. Il passaggio dallo 0,50 allo 0,75% ha colto di sorpresa il mercato, pesando sul dopo borsa di Wall Street (FUTURE S&P meno 8 punti) e determinando ribassi sulle principali Borse asiatiche (Tokyo ha chiuso la seduta di venerdì con un calo del 2,05%).

Il mercato dei cambi ha reagito con un rafforzamento del dollaro, il quale ha raggiunto livelli che non si vedevano da maggio 2009, ed uno speculare indebolimento di petrolio e materie prime: il greggio è calato a 78.3, l’oro a 1102. Se i tassi più elevati rafforzano la valuta statunitense, deprimono invece i prezzi dei titoli di stato e di conseguenza fanno salire i rendimenti dei Treasury.

Secondo Bernanke l’intenzione era già stata comunicata al mercato e tale stretta non significa che saranno toccati a breve i Fed funds, i quali rimangono invece compresi nella forchetta tra zero e 0,25%. Si sottolinea anche che «non è previsto inasprimento delle condizioni finanziarie delle famiglie o delle aziende». In definitiva il ritorno a mercati finanziari in condizioni più normali costituisce un fattore positivo e questo primo passo della exit strategy made in USA può essere di conforto ai timorosi di una nuova caduta del ciclo economico.

In questo scenario di fondo l’euro prosegue la sua svalutazione nei confrotni del biglietto verde: il minimo di 1.3450 toccato nella notte di venerdì è stato riassorbito nel corso della giornata grazie a listini azionari i territorio positivo e l’eurodollaro ha potuto chiudere la settimana a 1.3550. Quest’ultima è un area di supporto interessante ma difficilmente assisteremo ad una inversione di trend a favore di euro. A subire il maggiore deprezzamento in questa fase è lo yen.

La divisa giapponese lascia sul terreno circa 2 figure su dollaro ed euro, tenendo testa solo ad una sterlina ancora debole: l’euryen ha toccato massimi a 124.65 mentre il usdyen ha rivisto quota 92.15; Gbpjpy appena sotto area 142.00. Sul fronte macroeconomico le notizie non sono ancora entusiasmanti anche se ci sono stati alcuni i risultati positivi: in Germania l’indice di fiducia Zew, che raccoglie l’opinione di analisti finanziari ed investitori istituzionali sullo stato di salute dell’economia tedesca, è sceso a febbraio a 45,1 da 47,2 di gennaio.

Il sottoindice sulle condizioni attuali è passato a -54,8 da -56,6. Il Pmi servizi per l’area euro è sceso a febbraio a 52,0 dal 52,5 del mese scorso; sesto mese consecutivo comunque sopra quota 50. Per contro l’industria ha messo a segno un’accelerazione imprevista, 54,1 contro il 52,4 di gennaio; Il tasso di disoccupazione UK si è attestato a gennaio al 7,8%, in linea con le attese degli analisti, ma la sterlina ha mostrato ancora segni di debolezza, tanto da ritracciare sui minimi a 1.5350 contro dollaro e poco sotto area 0.8800 contro euro.

Oltreoceano l’indice dei prezzi al consumo USA è cresciuto dello 0,2% m/m a gennaio, contro attese per un +0,3%. Il dato core al netto della componente energetica ha fatto invece registrate una flessione dello 0,1% contro attese per un rialzo dello 0,1. Il dato sulla costruzione di nuove case è salito a gennaio a 591mila unità, contro attese di 580.000 ed i 557mila del mese precedente. In calo invece del 4,9% a 621mila unità le nuove licenze edilizie ed anche le richieste di mutui negli Usa sono calate del 2,1% .

La produzione industriale Usa si è attestata in gennaio a +0,9% (+0,7% il consensus ed il dato precedente), mentre il grado di utilizzo della capacità produttiva è salito al 72,6% dal precedente 71,9%. La settimana entrante ci darà segnali sul fronte della ricchezza con la pubblicazione del PIL zona euro, UK e USA e sulla dinamica dei prezzi.


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

 

Analisi Weekly

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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