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DPAM : Mercati USA: un inizio di decennio dinamico

DPAM : Il 2019 è stato senza dubbio un anno fantastico per i mercati statunitensi con performance stellari su (quasi) tutti i fronti. Con l’ingresso nel 2020, i mercati manterranno probabilmente il loro slancio, ma alcuni problemi potrebbero palesarsi all’orizzonte……..

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David Bui & Jonathan Graas, Fund Managers, DPAM


Tenendo da parte al momento le considerazioni sul diffondersi del coronavirus, le elezioni americane saranno probabilmente una delle maggiori fonti di volatilità nel corso dell’anno. L’esito finale è destinato ad influenzare – in un senso o nell’altro – la performance complessiva del mercato.

Se vogliono vincere queste elezioni, i Democratici dovranno scegliere un candidato forte da mettere in competizione con Trump. Se non dovessero riuscire a individuare un candidato adatto ad entusiasmare la loro base di elettori, Trump otterrebbe, ancora una volta, un vantaggio sostanziale.

Attualmente ci sono diversi nomi in lizza per la candidatura democratica. Joe Biden è al momento la figura in prima linea e sta cercando di sfruttare al meglio il suo profilo politico relativamente mediocre e la sua precedente esperienza come vicepresidente di Obama.

Tuttavia, non si può fare a meno di chiedersi se i punti di vista moderati saranno sufficienti per battere un avversario che vive di divisione e polarizzazione. Candidati più dirompenti, come Elizabeth Warren o Bernie Sanders, hanno maggiori possibilità di giocare ad armi pari. Il successo delle loro campagne di raccolta fondi – che si basano esclusivamente su donazioni- dimostra chiaramente la volontà dei loro sostenitori di fare tutto il possibile.

Tuttavia, le loro forti opinioni su temi che dividono, come l’assistenza sanitaria e le tasse universitarie, potrebbero rivelarsi troppo radicali per alcuni. Per il momento, è difficile fare previsioni chiare su chi sia il vincitore più probabile di questa corsa democratica, ma è sicuramente una situazione da seguire da vicino nei prossimi mesi.

Quello sanitario è probabilmente uno dei settori che saranno direttamente influenzati dalle elezioni in corso. La copertura universale dell’assicurazione “Medicare” è diventato un argomento di grande attualità nei dibattiti democratici. I democratici moderati, come Joe Biden e Peter Buttigieg, sostengono una riduzione dei costi e la semplificazione del sistema attuale, pur mantenendo una partnership con gli assicuratori privati.

Altri vogliono ricominciare completamente da capo e implementare un sistema Medicare universale. Questo argomento non solo divide fortemente il Partito Democratico, ma ha anche importanti conseguenze per il futuro degli assicuratori e dei fornitori di assistenza sanitaria statunitensi come Anthem o United Health Group.

Per questo motivo, ci aspettiamo molto dinamismo nel settore, con l’avvicinarsi della designazione del candidato democratico all’inizio dell’estate e delle elezioni presidenziali di novembre. Tuttavia, sembra che uno dei candidati più di sinistra – la senatrice Warren – abbia già attenuato la sua visione. Se venisse eletta, porterebbe avanti la sua riforma sanitaria su larga scala solo nel suo terzo anno presidenziale.

Anche se il 2019 è stato un anno straordinario per la maggior parte dei settori, abbiamo notato un certo rallentamento in quello industriale. Sia l’industria dei semiconduttori, sia il settore automobilistico in particolare, sembrano aver dovuto affrontare qualche vento contrario.

Siamo abbastanza fiduciosi che il primo rimbalzerà nel 2020 sulla scia di fondamentali forti. Di contro, rimaniamo invece negativi sul secondo, non vedendo alcun segno di ripresa. Quello automobilistico è un settore ciclico, il che significa che se la crescita complessiva di quest’anno cominciasse a rallentare ciò potrebbe avere ripercussioni negative.

Inoltre, la maggior parte delle principali case automobilistiche sta attualmente affrontando una transizione costosa e ad alta intensità di ricerca e sviluppo verso i veicoli elettrici. Anche se l’abbandono dei carburanti a base di carbonio è diventato quasi inevitabile, i veicoli elettrici sono lontani dal diventare una fonte di guadagno significativo per le case automobilistiche.

La Cina ha cercato di fare da apripista con la sua promozione dei veicoli elettrici. Purtroppo, dopo che il governo ha tagliato alcuni dei sussidi iniziali a luglio, l’interesse è rapidamente diminuito. Anche se promettenti nel lungo periodo, le attuali infrastrutture e il prezzo dei veicoli elettrici richiederanno miglioramenti sostanziali, se i produttori vogliono commercializzare con successo questi veicoli come novità ecologiche slegate dalle sovvenzioni statali.

Tuttavia, dal momento che gli investitori sono in gran parte ribassisti su questo settore, ciò potrebbe anche portare ad alcune opportunità inaspettate. Le prospettive troppo negative potrebbero ignorare la scarsa penetrazione del mercato (e le conseguenti opportunità di crescita) in paesi come l’India. In quanto tali, rimaniamo molto prudenti, ma consigliamo di tenere d’occhio i titoli potenzialmente sottovalutati.

Le notizie che arrivano dal fronte della guerra commerciale USA-Cina sembrano essere positive. Entrambe le parti hanno firmato un “accordo di fase 1” il 15 gennaio. Tuttavia, gli investitori sono ben consapevoli del fatto che si tratta al più di una formalità.

Il mini-accordo è un buon primo passo, ma non affronta le questioni fondamentali al centro della guerra commerciale, anche se pone le basi per future intese. Anche l’atteggiamento di Trump nei confronti di questi prossimi accordi sarà molto interessante da seguire.

Da un lato, dovrà essere relativamente accomodante: probabilmente vorrà capitalizzare i risultati dei futuri negoziati per ottenere sostegno per la sua campagna presidenziale. Per questo motivo, dovrà ottenere risultati tangibili a sostegno dei suoi tweet trionfalistici. D’altro canto, Trump non vuole cedere troppo facilmente e rischiare di perdere la faccia davanti alla Cina o all’elettorato americano.

Sfortunatamente, questo sentimento di cooperazione è chiaramente assente nell’atteggiamento di Trump nei confronti dell’UE. Il presidente degli Stati Uniti è stato rapido a reagire nel momento in cui la Francia ha adottato la tassa digitale GAFA, che si rivolge quasi esclusivamente ai giganti americani della tecnologia.

Gli Stati Uniti hanno risposto con la minaccia di tariffe rigide sui beni di lusso francesi, come lo champagne, il formaggio e gli accessori femminili. L’UE si è lanciata in difesa del suo Stato membro, condannando le rappresaglie americane e accettando di rispondere a tono qualora gli Stati Uniti avessero messo in atto le loro tariffe.

Fortunatamente, sembra che un’escalation possa essere evitata, dato che Macron e Trump si sono incontrati a Davos. Hanno concordato una tregua per quanto riguarda la controversia sulla tassazione digitale e continueranno con le trattative commerciali.

Come abbiamo accennato in precedenza, ci aspettiamo ancora che i mercati statunitensi registrino risultati adeguati quest’anno. Tuttavia, gli investitori dovranno diventare più selettivi, dato che siamo entrati nel nuovo anno con le incertezze irrisolte della guerra commerciale, le tensioni geopolitiche e le imminenti elezioni presidenziali americane.

Di conseguenza, quest’anno i fondamentali delle aziende avranno un ruolo più importante per proteggere gli investitori da un rallentamento economico o da un improvviso aumento della volatilità. Incoraggiamo la diversificazione tra i vari settori industriali per ridurre al minimo il rischio sistemico.

Fonte: AdvisorWorld.it

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